mercoledì 28 gennaio 2015

Capitolo 54



Capitolo 54


Edward Pov

Avevamo passato tutto il pomeriggio su quel divano letto, quando i nostri stomaci hanno iniziato a brontolare abbiamo consumato un panino al volo, entrambi desiderosi di tornare sotto le coperte a stringerci forte. Pensare che finalmente eravamo soli per un po’ di tempo mi rendeva felice in modo totale, nonostante avessimo già fatto l’amore due sere fa, nel silenzio totale di questo appartamento, cercando di non svegliare Kate, oggi è stata un’esperienza paradisiaca. La libertà rende tutto dieci volte migliore. Ho potuto godermi la vista del suo corpo, della sua pelle candida, ho baciato una ad una le cicatrici e poi mi sono perso in lei, ripetutamente, guardandola negli occhi. E’ stato come tornare a respirare dopo tanto tempo.
In quel momento però, mi sembrava irrequieta e non capivo il motivo, dato che non avevamo nessun appuntamento, non eravamo in ritardo e avevamo l’intera casa per noi. Dopo che le unghie dei piedi mi graffiarono per la quarta volta in cinque minuti, perché muoveva le gambe sempre più spesso sbuffai e mi voltai verso di lei con lo sguardo che la inchiodò al suo posto.
-Bella, che diavolo hai? Sembri un’anguilla!
-Ehi, che bei complimenti! – sbuffò.
-Mi sto preoccupando, devi dirmi qualcosa? – continuai, non c’era motivo perché smettessi di domandarglielo.
-Edward…Io ho davvero tantissima voglia di restare qui a letto con te tutta la giornata… - mi dice guardandomi con gli occhioni da cucciola e mi intenerisco. –Però… - sono pronto a tutto, mi dico. Non c’è motivo per preoccuparsi. Lei è qui con me, mi ama, io la amo…non mi devo preoccupare. Quindi…per cosa davvero mi sto agitando?
-Però? – sussurro perché mi manca la voce. Menomale che non avevo nulla di cui preoccuparmi.
-Vorrei tanto andare a preparare la tua sorpresa e tu…mi faresti un immenso favore se andassi a farti un giro per Seattle, o ti chiudessi in camera di Kate a studiare…che ne so! – gesticola e parla veloce, tanto che faccio fatica a capirla. –Non voglio separarmi da te…ma ti avevo promesso una serata solo per noi due, quando eravamo ancora a Londra, ricordi? Quando sono tornata dopo Natale e c’era Seth…io non ho ancora mantenuto la mia promessa…volevo cucinare per te stasera e fare qualcosa di carino, ti prego, ti prego, chiuditi a studiare in camera di Kate! – la guardai con gli occhi sgranati sempre più confuso.
Voleva che mi separassi da lei solo perché voleva farmi una sorpresa, che si era già lasciata sfuggire dato che voleva cucinare per me, per mantenere la promessa fatta mesi e mesi fa. Il cuore prese a battere forte, con sempre più amore da dare; mi morsi il labbro per non scoppiare a riderle in faccia, era così buffa con quell’espressione mortificata e tenera. Le presi il volto con le mani e la baciai, a lungo, dolcemente e con tenerezza, fin quando non schiuse appena le labbra e la mia lingua si intrufolò nella sua bocca a cercare la sua compagna. I mugolii della sua gola mi mandarono il tilt il cervello e mi stesi sopra di lei con uno scatto felino e il baciò diventò affamato, passionale; le mie mani vagavano sul corpo nudo e perfetto della mia ragazza, e mi sentivo su di giri e folle d’amore.
Mi staccai da lei per permetterci di respirare, mentre le nostre intimità si toccavano e si cercavano con deboli movimenti dei nostri bacini.
-Tu…meravigliosa ragazza, dimmi cosa ho fatto per meritarti… - le baciai l’angolo della bocca –Perché mi sento così fortunato ad averti… - baciai l’altro angolo della bocca –Che mi scoppia il cuore di felicità! – ridacchiò subito ma la fermai con le mie labbra sulle sue, in un bacio a stampo veloce. –Cucineremo insieme. Prepareremo tutto insieme e ci godremo questa serata come la nostra serata, manterremo la promessa fatta quasi un anno fa e poi faremo l’amore tutta la notte. Dio, quanto ti amo!
Mi sorrise dolcemente e fece un debole cenno affermativo con la testa, prima di chiudere gli occhi e poggiare le sue labbra carnose sulle mie.
-Ci sto…
-Non posso pensare di separarmi da te, te l’ho già detto.
-Ti amo Edward. – ci alzammo da quel letto un’ora e mezza più tardi, felici e contenti, senza fretta e senza nessun orario da rispettare. Cucinare con lei è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita, è così sicura, così delicata, così acuta in certe cose che mi trovai a farle mille domande. Mi spiegò così che cucinare la faceva sentire rilassata, che amava mettersi tra fornelli, coltelli e alimenti e creare piatti semplici, o più complessi, ma tutti con un pizzico della sua fantasia. Ad ogni risposta, ad ogni domanda, mi innamoravo sempre di più della donna che avevo di fronte. Mi insegnò a fare un pollo in agrodolce, tipico della tradizione cinese che amava moltissimo e che sperava piacesse anche a me. Come contorno uno sformato di verdure insegnato da sua nonna paterna. Altro punto che fece scattare mille domande da parte mia. Rispondeva sempre con il sorriso sulle labbra, una calma che non le avevo mai visto addosso, si vedeva che quello era il suo ambiente, il suo porto sicuro. La tradizione italiana in cucina le ha dato una marcia in più, ero sicuro che Esme avrebbe avuto da imparare con lei in casa, e a quel pensiero nacque un sorriso spontaneo.
Bella, era la mia ragazza, la mia donna. Non vedevo l’ora di sistemare tutto ciò che avevo in sospeso e poter chiamare davvero un posto casa, dove trovarla la sera a cena, dove poter stare da soli e crescere una famiglia.

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La felicità di quei giorni è presto volata via. Il rientro a Forks è stato burrascoso per Bella, e la sua famiglia. Non ci aspettavamo di arrivare a casa e trovare Leah discutere con Seth, parole grosse e offese che venivano usate come spade per ferire l’altro. In quel momento sarei intervenuto più che volentieri a fermarli, mi sarei messo in mezzo alzando la voce e se fosse stato un uomo, avrei preso a pugni Leah per le stronzate che si permetteva di far uscire. Sono andati avanti un’ora a litigare, Bella era allibita nell’abbraccio con Sue, Charlie invece era pronto insieme a me per dividerli. Non ho mai visto Seth in quelle condizioni, non è mai stato così furioso, così cattivo nei confronti di qualcuno, così offensivo. Ha spiattellato davanti a noi cose private di Leah che un genitore non dovrebbe mai sapere. Sua sorella però ha fatto molto peggio, mettendo in mezzo alle offese il suo essere omosessuale, come se fosse un’offesa, come se fosse una cosa brutta e riprovevole. Quello che non riuscivo a capire era come, una sorella, potesse reagire così, potesse arrivare a comportarsi in quel modo. Alla fine Leah era esplosa con ultime parole cariche di odio e risentimento che avevano fatto gelare tutti quanti.
“Non me ne frega più niente di te Seth, tu per me sei morto oggi. Ho provato a capirti, a darti tempo per vedere se cambiavi idea. Invece tu continui per la tua strada, facendoti sostenere anche da tutte gli altri, come se la tua condizione fosse una battaglia da portare avanti. Hai smesso di essere mio fratello, non farti più vedere!”
Aveva sbattuto la porta con forza, facendoci sobbalzare. Seth era agghiacciato, un’espressione dilaniata sul volto. Non potei fermarmici troppo perché Bella, come una furia, aveva preso la via della porta e aveva seguito fuori quella che a tutti gli effetti risultava essere la sua sorellastra, nonché amica da una vita. E lì c’è stata una scena ancora più pietosa.

Flashback

-Leah! Leah fermati! Dove cazzo pensi di andare?!
-Lasciami stare! Torna dentro a consolare tuo fratello, invece che seguire me! – la mia ragazza aveva preso a rincorrerla e l’aveva raggiunta, strattonandole il braccio per fermarla. Non mi era sfuggito il tono arrabbiato di Leah e l’aggettivo “tuo”.
-No ora ti fermi, torni indietro e chiedi scusa! Quello che è successo lì dentro voglio dimenticarlo e voglio assolutamente che tu e tuo fratello vi chiariate con toni civili. Ora! – lo sguardo furioso che aveva in viso non l’avevo mai visto, anche con me era stata decisa e offensiva, quei primi tempi, era stata determinata e sfrontata. Ma così arrabbiata mai.
-Senti Bella, non ti ci mettere anche tu! Dovete finirla di dirmi cosa devo fare! Sono grande, so decidere della mia vita. Chiaro?!
-Non sai decidere un cazzo invece! – ruggì –Sei solo una bambinetta viziata, con la mentalità chiusa di un paesino di provincia! Stai ad ascoltare le vecchiette che discutono e spettegolano e che parlano male di tuo fratello come se fosse un criminale, quando in realtà dovresti difenderlo a spada tratta! E’ tuo fratello per la miseria!
-Non più. Ha smesso di essere mio fratello! Non abbiamo più nulla in comune!
-Sei una stupida se ci credi! Come pretendi di non avere nulla in comune con chi divide il tuo stesso DNA? Avete vissuto insieme per anni, te ne sei accudita meglio di ciò che ha fatto Sue…
-Quando lo pensavo normale!
-E’ NORMALE DANNAZIONE!
-NON E’ NORMALE! SE FOSSE NORMALE AVREBBE UNA RAGAZZA, SCOPEREBBE CON LA PIU’ BELLA FIGA DI TUTTA FORKS E AVREBBE UNO STUOLO DI RAGAZZE A SEGUIRLO! – Bella aveva fatto un passo indietro a quelle parole e la guardava strabiliata.
-Leah, tu non stai bene. Tu sei la ragazza con cui ho passato più tempo possibile da quando sono nata, giocavamo insieme quando ancora portavamo il pannolino! Te lo ricordi? Ti ricordi quando è nato Seth quanto eri gelosa delle attenzioni che gli davano? Quanto lo odiavi? Ti ricordi quel discorsetto lungo che ti fece Sue, dicendoti che comunque sarebbero andate le cose tuo fratello sarebbe sempre stato il tuo compagno per la vita…quello che ti avrebbe dato amore incondizionato, che non ti avrebbe mai voltato le spalle, ti avrebbe sempre difesa e protetta! LUI! Quel ragazzo che oggi hai distrutto con tutto questo odio immotivato.
-Stai zitta! Non sai di cosa parli!
-Oh, lo so bene invece! E Seth ha fatto proprio tutto quello che tua madre ti disse. Ti ha protetta, ti ha consolata, ti ha coccolata, ti ha stretto durante la notte quando vostro padre se n’è andato. E’ stato forte per te, è stato la tua roccia quando avrebbe voluto spaccare la faccia ad ogni ragazzo che ti deludeva, che ti faceva piangere. Lo stesso ragazzo che pur di farti felice è stato zitto sulla sua vita, per poterti stare accanto quando hai deciso di vivere da sola. LUI! SETH, TUO FRATELLO!
-STAI ZITTA! TU NON SEI NESSUNO SWAN! Nessuno per potermi dire cosa è stato Seth per me. Tu non sai niente! E non sai cosa voglia dire avere un fratello ed essere delusi da lui!
-Io ce l’ho un fratello, e non mi ha mai delusa. Si chiama Seth, vive con me da Natale, dorme nel mio stesso letto, si fa coccolare come un bambino perché gli manca sua sorella. Io ce l’ho un fratello, perché tu non l’hai voluto più.
-E’ colpa sua! E’ lui che ha voluto a tutti i costi essere così… - non riuscivo a respirare normalmente, ero sicuro che da dentro la casa tutti potessero sentirle litigare, dato che stavano urlando come disperate. Stavano dicendo cose bruttissime.
-Non è una cosa che decidi per fare dispetto Leah! E’ come se io avessi potuto decidere di innamorarmi di Edward…non l’ho deciso. E’ successo e basta. Capitano queste cose. Tu ti sei innamorata di un uomo che ha approfittato di te, che ti ha prosciugata di tutto ciò che avevi da dare e poi ti ha mollata per un’altra! Se avessi potuto scegliere, ti saresti innamorata di lui? No, te lo dico io. Eppure è successo. Non è questione di scelte. E anche se fosse, se fosse stato Seth a scegliere, non c’è niente di male…è la sua vita, non la tua. Non puoi accusarlo di averti deluso, non puoi dirgli che non merita niente e tutte le stronzate che hai detto lì dentro. Lui non le merita queste cattiverie. Lui ama, è amato, da chi non importa. Non fa del male a nessuno ed è un uomo felice e realizzato da quando ha qualcuno che lo corrisponde.
-E’ un uomo. Chi lo corrisponde è un uomo. Certo che ha importanza! Non è una cosa normale.
-Si che lo è.
-No Bella. Non lo è.
-Si Leah, è la cosa più normale a questo mondo. Quando ho visto Edward ferito in quel vicolo, quando l’ho portato a casa ed ho maledetto in tutte le lingue che conosco chi mi ha fatto prendere quella decisione, avevo il cuore che batteva così forte da uscirmi dal petto. Quando l’ho curato e ci ho parlato, quando l’ho conosciuto…quando ho capito che mi sono innamorata di lui…tutti mi avete consigliato di buttarmici. E l’ho fatto. Sai bene come sono andate le cose poi… sai come sono tornata a casa. Eppure…la mia relazione era normale ai tuoi occhi no?! – Amavo il modo di ragionare della mia donna, amavo come difendeva suo fratello, perché Seth lo era, faceva parte della sua famiglia. Amavo il modo totale con cui amava la mia donna.
-Bella, è una cosa diversa.
-NON LO E’ DANNAZIONE! Tuo fratello ama James e James lo ama più di ogni altra cosa al mondo. Vogliono solo stare insieme e avere la tua benedizione. Tuo fratello è così felice che vorrebbe urlare dalla gioia, gli manca solo la tua comprensione e il tuo essergli vicina.
-Non potrà mai averle. Non insistere Bella.
-Insisto invece. E’ un anno che va avanti questa storia. Devi smetterla di comportarti come una bambina capricciosa e iniziare a pensare come una donna matura!
-Parli tu? Proprio tu? Donna matura! Tzè…Pensi di sapere tutto della vita solo perché hai girato il mondo? Solo perché adesso hai un ragazzo? E poi, quando lui tornerà a Londra tu cosa farai? Ti piangerai addosso come hai fatto fino ad ora? Bel comportamento da donna matura.
-Sai cosa ti dico Leah? Sei proprio una stronza!
-Oooh…mamma mia! Mi sento così offesa da chiudermi in camera e piangere per mesi. – disse ironica, per poi tornare seria e con lo sguardo di prima, cattivo. –Benvenuta nel mio mondo Swan! – Bella fece qualche passo indietro scuotendo la testa.
-Ti pentirai di tutto ciò che è successo oggi, di quello che hai detto, di come hai trattato tuo fratello, quando capirai che tutto ciò farà del male solo a te. E quando chiederai scusa sarà troppo tardi, quando gli vorrai stare vicino perché ti mancherà lui farà bene a voltarti le spalle. Ricordati però…che quando avrai bisogno di un fratello tu hai detto di non averlo più. Buonanotte Leah.

Flashback

Le aveva voltato le spalle ed era venuta verso di me, prendendomi per mano e portandomi dentro casa. Poi si era scusata e aveva raggiunto Seth al piano di sopra. Non erano usciti fino al mattino dopo, lasciandoci tutti con il fiato fermo in gola.

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