Bella pov.
Charlie guidava verso casa di Jacob con lo sguardo rivolto
a me sul sedile posteriore. Io non riuscivo a smettere di sentire gli occhi
lucidi e le mani tremolanti. Avevo tenuto il telefono tra le mani tutto il
tempo, sperando che Edward rispondesse alla mia mail, che fosse tornato a casa
e che avesse acceso il suo computer per chiamarmi. Ma niente. Non aveva neppure
risposto alla mia mail. Mi sentivo così triste…così lontana da lui. Se avessi
potuto tornare a casa oggi sarebbe stato magnifico…mi dispiaceva per Charlie
ma…mi sentivo psicologicamente a terra e fisicamente un rottame.
-Bells..ce la fai a sorridere? – guardai fuori dal
finestrino, ignorando per un attimo le sue parole. Poi, nel più bello che stavo
per iniziare a rispondere lui parlò di nuovo. –Siamo arrivati..ma…tu prenditi
qualche attimo tutto per te, quando ti sentirai pronta entra in
casa..solo…Bells, sei a casa, oggi è Natale, dovresti essere felice..c’è anche
la neve!
-Lo sono..
-Non sembra! E fidati piccola, se potessi portarti oggi
stesso a Londra con un aereo privato, fregandomene delle tormente di neve che
ci sono in giro, lo farei..perchè vorrei vederti felice. Ma non posso…l’unica
cosa fattibile è che tu sorrida e che cerchi di goderti questa giornata…per
tutti noi.. – annuisco e resto un altro po’ in auto, mentre lui e Sue entrano
in casa di Billy. Riprendo la mail che ho spedito a Edward e la rileggo.
From: bellswan@gmail.com
Object: La neve
La
neve mi fa essere felice, mi dona la serenità..e sotto le feste di Natale rende
tutto quanto più magico. Quando ero bambina io e Jake facevamo la guerra con le
palle di neve per ore, fino ad avere le dita congelate, che poi mio padre
doveva far guarire da tutti gli spilli che sentivamo conficcati dentro. Ho
sempre avuto un bel ricordo della neve. Il mio primo bacio è stato con la neve.
Incredibile vero? Eppure…lo ricordo benissimo. Era un momento magnifico, che
non vorrei cancellare per nulla al mondo dal mio cuore.
Quando
mia nonna mi ha regalato l’intera collezione di libri, c’era la neve. Ed io
ricordo di essere uscita, con la mia coperta ed essere stata ore insieme a mia
nonna sul dondolo a guardare la distesa del prato completamente bianca.
Ma
il momento migliore in assoluto, in tutti questi anni, che ha visto
protagonista me e la neve…è stato stamattina. Aperta la finestra, il bosco di
fronte a me spruzzato di bianco, il vialetto già con le orme del pick-up…il
prato completamente candido…e nel cuore un’unica sicurezza, una sola certezza,
un calore che mi faceva stare bene…nonostante la distanza, le circostanze
difficili…te. Il tuo pensiero, il tuo volto, la tua voce.
Lo
so di essermi sbilanciata, ma il tuo braccialetto dice che devo superare i
limiti della mia testa..e il cuore dice di essere sincera, di dirti quello che
penso…di dirti che non vedo l’ora di tornare a Londra, per la prima volta in
molti anni di vita fuori casa…desidero andare via. Non so se per te le cose
siano andate avanti come sempre o se sei fermo al mio stesso punto. Non so se
le parole che mi dici siano dettate dal senso di protezione, da un’amicizia
profonda o da altro..ma so che vorrei disperatamente che tutto fosse più
semplice e più chiaro, che non ci fossero cose taciute, che non ci fossero
timori pregressi…vorrei che fossimo insieme..a ridere e scherzare come abbiamo
imparato a fare in questi mesi…sotto questo cielo grigio che promette neve
ancora e ancora. E so da me che sono frasi sconclusionate che non hanno un
senso logico ma…E’ così difficile lasciarsi andare ed essere così distanti…
Mi
manchi Edward…infinitamente.
E
la neve sembra più brutta senza di te, ora.
Un
bacio…Buon Natale anche a te.
Bella.
Ps:
ti voglio bene
Forse avevo detto troppo.
Forse non era ancora pronto ad ascoltare ciò che effettivamente
provavo.
Forse non era il momento giusto di dirgli quelle cose, di
fargli capire che per me c’è molto di più.
E ce ne sarebbero altri milioni di “forse” che non ho
voglia di star qui ad elencare nella mia testa, perché so che ogni punto della
lista sarebbe un punto a mio sfavore. Eppure, se accarezzo il polso dove si
trova il regalo di Edward mi sento in pace con me stessa. Non credo sia amore,
di già..ma sono certa che sia qualcosa di forte, qualcosa che mi lascia senza
parole e senza fiato, qualcosa che mi fa battere forte il cuore quando lo sento
o lo vedo, che mi fa tremare quando ricevo una mail…che mi fa desiderare di
tornare a Londra al posto che stare a Forks.
-Posso? – non sento neppure lo sportello che si apre, ma
Jacob se ne sta fuori dall’auto, con lo sguardo rivolto verso di me, ed indica
il sedile di fianco a me. Annuisco sempre in silenzio. –Stanotte ha nevicato
molto.. sarai contenta..no? – sa anche lui quanto amo la neve.
-Si..è stato un bel regalo di Natale…
-Come stai? – scrollo le spalle e mento, come meglio so
fare.
-Bene!
-E perché allora hai gli occhi gonfi e rossi, come se
avessi pianto fino ad un attimo fa? – già…perché? Io che non piango più?!
-Perché… - il telefono suona, e la musica che riproduce è
quella che ho impostato per le mail. Mi blocco, ma non ho neppure il coraggio
di guardarlo il telefono, per paura di scoprire che non è quello che mi
aspetto. Ma poi..chi potrebbe scrivermi il giorno di Natale? Chi doveva farmi
gli auguri aveva pensato a una telefonata o un messaggino, le mail non me le
manda nessuno…tranne Lui.
-Non…non leggi il messaggio? – scuoto la testa. –Perché?
-Ho paura.. – mormoro. Ed è vero. E’ dannatamente vero.
Ho paura ad aprire la mail, scoprire le ciò che provo non è ricambiato. Ho
paura che quello che leggerò mi farà male, mi farà tornare con i piedi per
terra, brutalmente. Temo che la neve questa volta non mi porti fortuna ed io
voglio sperare di averne invece…di essere fortunata…in ogni modo possibile.
-Bells..che succede?
-Niente…
-Lo sai che puoi parlare con me vero? – e allora faccio
l’unica cosa che posso fare in questo momento.
-Lo so? Io non credo…Sai Jake..mi sarei aspettata di
tutto, ma davvero di tutto…addirittura una lite sul nuovo tatuaggio che avevo
in mente di fare..ma le parole che mi hai detto quando sono arrivata, quelle
non le dimenticherò mai…e il fatto che tu mi abbia offeso e mi abbia tradito
con mio padre, su quelle che erano solo delle confessioni tra me e te…quella è
la delusione più grande di tutti questi anni. Ti credevo mio fratello..ma non
ne sono così sicura! – spiattellai con un sibilo.
-Mi dispiace Bells..non puoi immaginare quanto. Non
volevo dire quelle cose, con quel tono e soprattutto non volevo dire a tuo
padre dei tatuaggi…cosa..cosa posso fare per farmi perdonare?
-Niente Jacob..ci vorrà solo del tempo, spero… - lui
annuisce e nel silenzio di quel momento decido di guardare il telefono.
From: edcullen41@gmail.com
Object: Piccola
Scusa
se ci ho messo un po’ a rispondere, ma non sapevo come iniziare…Quando ti ho
regalato quel bracciale ed ho scelto cosa scriverci dentro..non pensavo che
potessi assolutamente usare un’arma così potente contro di me..mi hai steso
Bella!
Non
so cosa dire, non so bene neppure come mi sento..so solo che sono felice perché
finalmente hai deciso di lasciarti andare..e sono triste perché non posso
essere lì con te…non posso stringerti, accarezzarti..baciarti.
E
fidati, vorrei sostituire il ricordo magico del primo bacio perché sono geloso
di come lo ricordi, ma so che è impossibile..spero di riuscire almeno di
regalartene di migliori, che ricorderai con più affetto e non solo quando c’è
la neve.
Non
sono andato avanti, non riuscirei a farlo..perchè voglio aspettarti, perché mi
fido di te, di quello che il mio cuore dice. E…Dio se è difficile stare qui e
non raggiungerti. Ma basta che me lo chiedi e..lo farei, assolutamente.
Non
vedo l’ora che ritorni a Londra Bella…
Mi
manchi piccola..
Edward.
Ps:
ti voglio bene.
Pps:
riusciremo a dirlo anche a voce?! hihi
-Wow…sono parole bellissime! – mi volto di scatto,
impallidendo.
-Jacob Black! Guardi anche le conversazioni altrui ora?!
Impiccione, ficcanaso! – blocco il telefono, in modo che non continui a leggere
e resto a guardarlo sorpresa.
-Scusa! – sghignazza allegro. –Hai seguito il mio
consiglio alla fine! – scrollo le spalle.
-No.. – ma il suo sopracciglio alzato mi fa confessare.
–Ho parlato con Kate e anche con Sue e mio padre…alla fine ho deciso
di…parlarci almeno e…ho capito che mi manca e che non posso evitare di pensarlo
e..di volergli bene.
-Ti stai innamorando, se non lo sei già perdutamente.. –
abbasso lo sguardo. –Bella…che ti succede?
-Succede che voglio tornare a Londra, prendere in mano la
situazione e avere delle certezze. Siamo lontani, otto ore di fuso orario,
addirittura durante le feste di Natale…e mi manca Jake, mi manca da matti! –
ammetto.
-Lo vedo..il tuo sguardo parla chiaro..
-Come…come faccio Jake? – lui scuote le spalle.
-Non lo so! Ho una ragazza dopo secoli! Non mi ricordo
neppure quali regali sono giusti per Natale Bells…posso mai sapere come farai a
sopportare di stare un altro mese qui senza di lui? – le sue parole mi fanno
tremare.
-Oddio..manca così tanto! – una mano sui miei occhi a
chiuderli al mondo esterno. Voglio scordarmi di questo particolare e forse
riuscirò a sopportarlo!
-Lo ami. Lo ami. Non c’è più alcun dubbio. Dio Bells! Ti
sei innamorata! Non lo credevo possibile eppure…eccoti qui! – mi stringe in un
abbraccio e mi sussurra all’orecchio –Questo sarebbe un buon motivo per farsi
tatuare…una L di Love…in questo istante preciso! – scoppio a ridere e scuoto la
testa, lasciando che le sue braccia mi tirino via un po’ del peso che sento
dentro.
-No Jake…ho intenzione di scrivermi altro.. – si stacca
per guardarmi dubbioso e allora decido di farmi forza. – “Vivere è non pensare”
questo è quello che vorrei scrivessi…ma ancora più importante Jake…voglio che
sia sul polso, voglio poterlo mostrare, piccolo ma visibile.. – mi sorride.
-Questo Edward ti fa dannatamente bene! E io voglio,
assolutamente devo conoscerlo! – abbasso la testa.
-Non hai idea di quanto vorrei che fosse qui oggi, di
quanto desidero mandargli un biglietto aereo per domani…ma lui è con la sua
famiglia e a Gennaio iniziano le gare nazionali di pugilato e…non si può
muovere. E mi manca…come se fossimo già oltre quello che è nato in questi
giorni. Non mi è mai mancato così tanto qualcuno Jake.. – ammetto arrossendo.
Lui mi stringe la mano e sorride.
-Entriamo al caldo..abbuffiamoci come ogni anno…poi
penseremo al tuo tatuaggio meravigliosamente positivo e poi…poi gli risponderai
a questa mail, quando avrai bevuto più del necessario e i tuoi freni inibitori
spariranno. Gli dirai che ti stai innamorando e che non vedi l’ora di tornare a
Londra da lui, perché ti manca…avanti Bells! – scendo dalla macchina
seguendolo, ma non credo che quelle siano le parole giuste da dire ora, in
questo momento a Edward.
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E invece è esattamente quello che faccio alle due di
notte, quando da lui sono le dieci della mattina. Scrivo la mail con le parole
che mi ha detto Jacob, tralasciando il fatto che mi sto innamorando “Edward…non
vedo l’ora di tornare a Londra, da te..mi manchi…ti voglio bene, tanto. Bella”.
Testo corto e forse anche esagerato ma…dannazione se dopo
questa giornata non mi mancava! Avevo passato il pranzo insieme a quella che
reputavo la mia famiglia, e che in realtà lo era…con l’acquisizione della
ragazza di Jacob, che oggi avevo imparato a conoscere e a cui volevo già un
gran bene. Avevamo avuto modo di parlare insieme mentre Jacob e mio padre si
davano da fare a sistemare le tavole e le sedie. E’ una ragazza molto carina e
gentile, delicata..non so come faccia a stare con uno come Jake, ma…sembra
molto innamorata ed io sono felice per loro. Anche nel mio amico noto che
qualcosa cambia nel suo sguardo quando la guarda e non posso che esserne
felice.
Il pomeriggio Jake aveva deciso di tatuarmi, questa volta
avvisando mio padre che aveva sbuffato ma che, paradossalmente, aveva approvato
la mia nota positiva in quel marchio che tanto odiava. Sue si era fatta due
risate insieme a Billy, mentre Leah e Seth mi prendevano in giro per quella
moda che loro non concepivano. Strano…ma vero!
Così avevo deciso di passare la sera con i miei vecchi
amici, ci era bastata una coperta, un termos di cioccolata calda, un falò e dei
tronchi asciutti dove sederci. Eravamo rimasti a casa di Jacob. Come succedeva
ogni anno a Natale…e non potevo chiedere di meglio in quella serata. A parte
Edward, ma lui era a Londra.
Abbiamo ripercorso vari momenti, mentre sorseggiavamo la
nostra bibita, avevamo canticchiato canzoncine stupide e rimasti in silenzio
alcune volte, se si toccavano argomenti scomodi. Poi Seth se n’era uscito con
una notizia che aveva fatto rizzare tutti i peli del corpo ad ognuno di noi.
Flashback
-Io…devo
confessarvi una cosa e…non vorrei davvero che…ci fosse qualche problema. Lo
sapete, siete i miei amici più fidati e…Bella e Leah sono addirittura mie
sorelle… - quelle parole mi avevano sciolto. –Sono…sono gay… - aveva mormorato.
Jacob non ha aspettato un secondo di più, è corso in casa ed ha svuotato la
riserva degli alcolici, portandoci di tutto e lasciando molte bottiglie di
fronte al nostro amico. Io ero sconvolta ma la faccia di Leah era da
fotografare, e da tenere per riderci su quando avremmo ricordato questo
momento.
Seth
stava in silenzio, incapace di muovere ancora le labbra per dire qualcosa, e
potevo capirlo benissimo. Presi la bottiglia di crema al whiskey e ne versai
abbondantemente dentro il mio termos, scoppiando poi a ridere.
-Dio
mio! Manco per un anno da casa e il mondo gira al contrario! Ero figlia unica e
mi sono ritrovata un fratellastro in arrivo e due acquisiti, un amico di
infanzia, quello che mi toccava il culo e le tette fin da bambino confessa di
essere gay. Litigo come non mai con Jacob…e Leah è senza parole. Pazzesco! –
faccio ridere tutti e almeno sono felice per averli distolti un attimo da Seth.
-E
non dimentichiamo la parte più importante! Bella si è innamorata di un pugile,
che molto probabilmente è innamorato perso di lei…che è dall’altra parte del
mondo ora! – sghignazzo anche se effettivamente non c’è molto da ridere.
-E
così…così sei…- Leah non riusciva a parlare davvero. Mi allungai passandole una
bottiglia di Jack Daniel’s, il suo preferito. Non lo versò neppure nel termos,
si attaccò alla bottiglia e Jake scoppiò a ridere. –Cielo! Tu sei gay?! Ho un
fratello omosessuale?! E…perché non me l’hai mai detto?
-Perché
mi vergognavo… - ammette.
-Beh..ora
non devi farlo più..ci siamo noi, qualunque cosa accada.. – lo guardo negli
occhi mentre lo dico ed è la verità. Io sento che è così, perché nonostante
tutto…lui non mi ha mai abbandonato.
Non sono tornata a dormire a casa. Di comune accordo
abbiamo deciso di tornare un po’ ai vecchi tempi, io e Leah occupiamo il
divano, i suoi piedi sono a contatto con la mia faccia, ma non me la sentivo di
lasciarla da sola o addirittura farla dormire con Seth. Lui era raggomitolato
sulla poltrona, sapevo che non dormiva, stava sbuffando troppo per i miei
gusti. Mentre sua sorella aveva bevuto così tanto da crollare appena toccato il
divano. La confessione del più piccolo di noi l’ha sconvolta, e forse un po’ posso
capirla.
-Dormi? – chiesi alzando la testa ed appoggiandola sul
bracciolo del divano, Seth girò la testa verso di me.
-No..non ci riesco! Forse avrei dovuto bere quanto Leah!
– sbuffò.
-No, non avresti dovuto! – lasciai un’occhiata a quella
scema che russava profondamente con i miei piedi sulla faccia e poi parlai
nuovamente. –Non ti preoccupare per lei, vedrai che presto lo accetterà..è solo
questione di tempo!
-Tu credi?! Io non penso che sia così facile…forse tu non
ti ricordi come è fatta, ma ci vivo insieme e …se mai dovessi trovarmi un
compagno, per lei sarebbe tragico.. – lo guardai, mentre volgeva la testa al
soffitto, avvilito dal senso di colpa per non averlo detto prima e dalla
vergogna di essere così e di non piacere più a sua sorella. Come facevo ad
aiutarlo? Come potevo fargli capire che l’affetto di una sorella non svanisce
solo per queste piccolezze? Io…proprio io che non ho avuto una vera famiglia?!
-Ho una proposta da farti.. cosa ne dici se…vieni a
Londra con me? Insomma..potresti portarti la macchinetta fotografica e fare
qualche scatto. Ti prendi questo come progetto e parti insieme con me.. – non
so da dove mi è uscita questa richiesta, ammetto di essere stupita io stessa, e
forse la sua faccia mi assicura che sono stata stupida.
-Bella ma che dici? Non posso lasciare Leah, mia
madre…insomma…certo sarebbe bella come idea. Avevo pensato di iniziare a fare
questo nell’anno nuovo, girare per raccogliere delle foto e farci un libro
ma…Londra? – sembrava combattuto.
-Facciamo così..Partiamo la terza settimana di gennaio e
tu hai tutto il tempo per pensarci. Dormirai con me ovviamente, niente albergo,
niente spesa extra..solo il biglietto aereo e la possibilità di vedere Londra.
Nella settimana che mi resta fuori dalle lezioni ti porto un po’ in giro e ti
accompagno a vedere cosa ne vale la pena…e tu…puoi iniziare questo nuovo
percorso e dare il tempo a tua sorella di riflettere..che ne dici?
-Allora…allora dici sul serio? Credi che…Leah potrà
cambiare idea nonostante tutto?
-Le serve solo del tempo… - ci speravo, perché nonostante
tutto Seth era un caro amico.
-Allora…ci penso e ti faccio sapere…ma tu non dovevi
partire alla fine di gennaio? – fui io ora ad alzare la testa verso il
soffitto, sotto il suo sguardo curioso. –Vorresti partire per il pugile, vero?!
-Seth…è…complicato..
-Si..come tutto Bella! Io non sono Jake o Charlie, ma
capisco perfettamente la situazione! Tu credi che io e Leah non abbiamo mai
visto nulla nel passato, ma la verità è che abbiamo solo cercato di tenerti
lontana dai cattivi pensieri e fatto in modo che ignorassi la mente…Ora
invece…neppure noi riusciamo più a tenerti qui al sicuro..e la tua mente sta
seguendo il tuo cuore, che ora è a Londra…vuoi tornare prima, è normalissimo…
Aveva ragione.
Non vedevo l’ora di tornarmene a Londra, parlare con
Edward, guardarlo negli occhi, tenerci per mano…volevo continuare a far
sbocciare qualcosa che era agli inizi e che io ho troncato in partenza. Ma
perché tutti lo capivano ed io ero così tonta?!
-Tu..cosa credi che debba fare? – lui scoppiò in una
risata sommessa.
-Lo stai davvero chiedendo a me Bella?! Stasera ho
confessato ai miei migliori amici e mia sorella che mi piacciono gli uomini…ho
preso a quattro mani la mia paura più profonda e l’ho gettata dalla finestra…e
tu mi chiedi cosa devi fare? Devi tornare a Londra e buttare dalla finestra le
tue paure, farle schiacciare da un bus e farle a pezzi con il trita carte! Non
aver paura di soffrire per amore Bella…
Non abbiamo più parlato. Seth si è addormentato dopo
un’altra ora abbondante, ed ha preso a russare come Leah, io invece sono
rimasta a rimirare il soffitto. Tutti mi consigliavano di buttarmi, e forse
inconsapevolmente, io avevo già iniziato ad addentrarmi sulla spiaggia,
desolata…mi spettava solo il tuffo nel mare. Ma quello lo avrei fatto solo
difronte a lui. Edward.
Quanto mi manca.
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