venerdì 2 gennaio 2015

Capitolo 24



Bella pov.


Charlie guidava verso casa di Jacob con lo sguardo rivolto a me sul sedile posteriore. Io non riuscivo a smettere di sentire gli occhi lucidi e le mani tremolanti. Avevo tenuto il telefono tra le mani tutto il tempo, sperando che Edward rispondesse alla mia mail, che fosse tornato a casa e che avesse acceso il suo computer per chiamarmi. Ma niente. Non aveva neppure risposto alla mia mail. Mi sentivo così triste…così lontana da lui. Se avessi potuto tornare a casa oggi sarebbe stato magnifico…mi dispiaceva per Charlie ma…mi sentivo psicologicamente a terra e fisicamente un rottame.
-Bells..ce la fai a sorridere? – guardai fuori dal finestrino, ignorando per un attimo le sue parole. Poi, nel più bello che stavo per iniziare a rispondere lui parlò di nuovo. –Siamo arrivati..ma…tu prenditi qualche attimo tutto per te, quando ti sentirai pronta entra in casa..solo…Bells, sei a casa, oggi è Natale, dovresti essere felice..c’è anche la neve!
-Lo sono..
-Non sembra! E fidati piccola, se potessi portarti oggi stesso a Londra con un aereo privato, fregandomene delle tormente di neve che ci sono in giro, lo farei..perchè vorrei vederti felice. Ma non posso…l’unica cosa fattibile è che tu sorrida e che cerchi di goderti questa giornata…per tutti noi.. – annuisco e resto un altro po’ in auto, mentre lui e Sue entrano in casa di Billy. Riprendo la mail che ho spedito a Edward e la rileggo.


       To: edcullen41@gmail.com
       Object: La neve
La neve mi fa essere felice, mi dona la serenità..e sotto le feste di Natale rende tutto quanto più magico. Quando ero bambina io e Jake facevamo la guerra con le palle di neve per ore, fino ad avere le dita congelate, che poi mio padre doveva far guarire da tutti gli spilli che sentivamo conficcati dentro. Ho sempre avuto un bel ricordo della neve. Il mio primo bacio è stato con la neve. Incredibile vero? Eppure…lo ricordo benissimo. Era un momento magnifico, che non vorrei cancellare per nulla al mondo dal mio cuore.
Quando mia nonna mi ha regalato l’intera collezione di libri, c’era la neve. Ed io ricordo di essere uscita, con la mia coperta ed essere stata ore insieme a mia nonna sul dondolo a guardare la distesa del prato completamente bianca.
Ma il momento migliore in assoluto, in tutti questi anni, che ha visto protagonista me e la neve…è stato stamattina. Aperta la finestra, il bosco di fronte a me spruzzato di bianco, il vialetto già con le orme del pick-up…il prato completamente candido…e nel cuore un’unica sicurezza, una sola certezza, un calore che mi faceva stare bene…nonostante la distanza, le circostanze difficili…te. Il tuo pensiero, il tuo volto, la tua voce.
Lo so di essermi sbilanciata, ma il tuo braccialetto dice che devo superare i limiti della mia testa..e il cuore dice di essere sincera, di dirti quello che penso…di dirti che non vedo l’ora di tornare a Londra, per la prima volta in molti anni di vita fuori casa…desidero andare via. Non so se per te le cose siano andate avanti come sempre o se sei fermo al mio stesso punto. Non so se le parole che mi dici siano dettate dal senso di protezione, da un’amicizia profonda o da altro..ma so che vorrei disperatamente che tutto fosse più semplice e più chiaro, che non ci fossero cose taciute, che non ci fossero timori pregressi…vorrei che fossimo insieme..a ridere e scherzare come abbiamo imparato a fare in questi mesi…sotto questo cielo grigio che promette neve ancora e ancora. E so da me che sono frasi sconclusionate che non hanno un senso logico ma…E’ così difficile lasciarsi andare ed essere così distanti…
Mi manchi Edward…infinitamente.
E la neve sembra più brutta senza di te, ora.
Un bacio…Buon Natale anche a te.
Bella.
Ps: ti voglio bene


Forse avevo detto troppo.
Forse non era ancora pronto ad ascoltare ciò che effettivamente provavo.
Forse non era il momento giusto di dirgli quelle cose, di fargli capire che per me c’è molto di più.
E ce ne sarebbero altri milioni di “forse” che non ho voglia di star qui ad elencare nella mia testa, perché so che ogni punto della lista sarebbe un punto a mio sfavore. Eppure, se accarezzo il polso dove si trova il regalo di Edward mi sento in pace con me stessa. Non credo sia amore, di già..ma sono certa che sia qualcosa di forte, qualcosa che mi lascia senza parole e senza fiato, qualcosa che mi fa battere forte il cuore quando lo sento o lo vedo, che mi fa tremare quando ricevo una mail…che mi fa desiderare di tornare a Londra al posto che stare a Forks.
-Posso? – non sento neppure lo sportello che si apre, ma Jacob se ne sta fuori dall’auto, con lo sguardo rivolto verso di me, ed indica il sedile di fianco a me. Annuisco sempre in silenzio. –Stanotte ha nevicato molto.. sarai contenta..no? – sa anche lui quanto amo la neve.
-Si..è stato un bel regalo di Natale…
-Come stai? – scrollo le spalle e mento, come meglio so fare.
-Bene!
-E perché allora hai gli occhi gonfi e rossi, come se avessi pianto fino ad un attimo fa? – già…perché? Io che non piango più?!
-Perché… - il telefono suona, e la musica che riproduce è quella che ho impostato per le mail. Mi blocco, ma non ho neppure il coraggio di guardarlo il telefono, per paura di scoprire che non è quello che mi aspetto. Ma poi..chi potrebbe scrivermi il giorno di Natale? Chi doveva farmi gli auguri aveva pensato a una telefonata o un messaggino, le mail non me le manda nessuno…tranne Lui.
-Non…non leggi il messaggio? – scuoto la testa. –Perché?
-Ho paura.. – mormoro. Ed è vero. E’ dannatamente vero. Ho paura ad aprire la mail, scoprire le ciò che provo non è ricambiato. Ho paura che quello che leggerò mi farà male, mi farà tornare con i piedi per terra, brutalmente. Temo che la neve questa volta non mi porti fortuna ed io voglio sperare di averne invece…di essere fortunata…in ogni modo possibile.
-Bells..che succede?
-Niente…
-Lo sai che puoi parlare con me vero? – e allora faccio l’unica cosa che posso fare in questo momento.
-Lo so? Io non credo…Sai Jake..mi sarei aspettata di tutto, ma davvero di tutto…addirittura una lite sul nuovo tatuaggio che avevo in mente di fare..ma le parole che mi hai detto quando sono arrivata, quelle non le dimenticherò mai…e il fatto che tu mi abbia offeso e mi abbia tradito con mio padre, su quelle che erano solo delle confessioni tra me e te…quella è la delusione più grande di tutti questi anni. Ti credevo mio fratello..ma non ne sono così sicura! – spiattellai con un sibilo.
-Mi dispiace Bells..non puoi immaginare quanto. Non volevo dire quelle cose, con quel tono e soprattutto non volevo dire a tuo padre dei tatuaggi…cosa..cosa posso fare per farmi perdonare?
-Niente Jacob..ci vorrà solo del tempo, spero… - lui annuisce e nel silenzio di quel momento decido di guardare il telefono.


       To: bellswan@gmail.com
       Object: Piccola
Scusa se ci ho messo un po’ a rispondere, ma non sapevo come iniziare…Quando ti ho regalato quel bracciale ed ho scelto cosa scriverci dentro..non pensavo che potessi assolutamente usare un’arma così potente contro di me..mi hai steso Bella!
Non so cosa dire, non so bene neppure come mi sento..so solo che sono felice perché finalmente hai deciso di lasciarti andare..e sono triste perché non posso essere lì con te…non posso stringerti, accarezzarti..baciarti.
E fidati, vorrei sostituire il ricordo magico del primo bacio perché sono geloso di come lo ricordi, ma so che è impossibile..spero di riuscire almeno di regalartene di migliori, che ricorderai con più affetto e non solo quando c’è la neve.
Non sono andato avanti, non riuscirei a farlo..perchè voglio aspettarti, perché mi fido di te, di quello che il mio cuore dice. E…Dio se è difficile stare qui e non raggiungerti. Ma basta che me lo chiedi e..lo farei, assolutamente.
Non vedo l’ora che ritorni a Londra Bella…
Mi manchi piccola..
Edward.
Ps: ti voglio bene.
Pps: riusciremo a dirlo anche a voce?! hihi


-Wow…sono parole bellissime! – mi volto di scatto, impallidendo.
-Jacob Black! Guardi anche le conversazioni altrui ora?! Impiccione, ficcanaso! – blocco il telefono, in modo che non continui a leggere e resto a guardarlo sorpresa.
-Scusa! – sghignazza allegro. –Hai seguito il mio consiglio alla fine! – scrollo le spalle.
-No.. – ma il suo sopracciglio alzato mi fa confessare. –Ho parlato con Kate e anche con Sue e mio padre…alla fine ho deciso di…parlarci almeno e…ho capito che mi manca e che non posso evitare di pensarlo e..di volergli bene.
-Ti stai innamorando, se non lo sei già perdutamente.. – abbasso lo sguardo. –Bella…che ti succede?
-Succede che voglio tornare a Londra, prendere in mano la situazione e avere delle certezze. Siamo lontani, otto ore di fuso orario, addirittura durante le feste di Natale…e mi manca Jake, mi manca da matti! – ammetto.
-Lo vedo..il tuo sguardo parla chiaro..
-Come…come faccio Jake? – lui scuote le spalle.
-Non lo so! Ho una ragazza dopo secoli! Non mi ricordo neppure quali regali sono giusti per Natale Bells…posso mai sapere come farai a sopportare di stare un altro mese qui senza di lui? – le sue parole mi fanno tremare.
-Oddio..manca così tanto! – una mano sui miei occhi a chiuderli al mondo esterno. Voglio scordarmi di questo particolare e forse riuscirò a sopportarlo!
-Lo ami. Lo ami. Non c’è più alcun dubbio. Dio Bells! Ti sei innamorata! Non lo credevo possibile eppure…eccoti qui! – mi stringe in un abbraccio e mi sussurra all’orecchio –Questo sarebbe un buon motivo per farsi tatuare…una L di Love…in questo istante preciso! – scoppio a ridere e scuoto la testa, lasciando che le sue braccia mi tirino via un po’ del peso che sento dentro.
-No Jake…ho intenzione di scrivermi altro.. – si stacca per guardarmi dubbioso e allora decido di farmi forza. – “Vivere è non pensare” questo è quello che vorrei scrivessi…ma ancora più importante Jake…voglio che sia sul polso, voglio poterlo mostrare, piccolo ma visibile.. – mi sorride.
-Questo Edward ti fa dannatamente bene! E io voglio, assolutamente devo conoscerlo! – abbasso la testa.
-Non hai idea di quanto vorrei che fosse qui oggi, di quanto desidero mandargli un biglietto aereo per domani…ma lui è con la sua famiglia e a Gennaio iniziano le gare nazionali di pugilato e…non si può muovere. E mi manca…come se fossimo già oltre quello che è nato in questi giorni. Non mi è mai mancato così tanto qualcuno Jake.. – ammetto arrossendo. Lui mi stringe la mano e sorride.
-Entriamo al caldo..abbuffiamoci come ogni anno…poi penseremo al tuo tatuaggio meravigliosamente positivo e poi…poi gli risponderai a questa mail, quando avrai bevuto più del necessario e i tuoi freni inibitori spariranno. Gli dirai che ti stai innamorando e che non vedi l’ora di tornare a Londra da lui, perché ti manca…avanti Bells! – scendo dalla macchina seguendolo, ma non credo che quelle siano le parole giuste da dire ora, in questo momento a Edward.

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E invece è esattamente quello che faccio alle due di notte, quando da lui sono le dieci della mattina. Scrivo la mail con le parole che mi ha detto Jacob, tralasciando il fatto che mi sto innamorando “Edward…non vedo l’ora di tornare a Londra, da te..mi manchi…ti voglio bene, tanto. Bella”.
Testo corto e forse anche esagerato ma…dannazione se dopo questa giornata non mi mancava! Avevo passato il pranzo insieme a quella che reputavo la mia famiglia, e che in realtà lo era…con l’acquisizione della ragazza di Jacob, che oggi avevo imparato a conoscere e a cui volevo già un gran bene. Avevamo avuto modo di parlare insieme mentre Jacob e mio padre si davano da fare a sistemare le tavole e le sedie. E’ una ragazza molto carina e gentile, delicata..non so come faccia a stare con uno come Jake, ma…sembra molto innamorata ed io sono felice per loro. Anche nel mio amico noto che qualcosa cambia nel suo sguardo quando la guarda e non posso che esserne felice.
Il pomeriggio Jake aveva deciso di tatuarmi, questa volta avvisando mio padre che aveva sbuffato ma che, paradossalmente, aveva approvato la mia nota positiva in quel marchio che tanto odiava. Sue si era fatta due risate insieme a Billy, mentre Leah e Seth mi prendevano in giro per quella moda che loro non concepivano. Strano…ma vero!
Così avevo deciso di passare la sera con i miei vecchi amici, ci era bastata una coperta, un termos di cioccolata calda, un falò e dei tronchi asciutti dove sederci. Eravamo rimasti a casa di Jacob. Come succedeva ogni anno a Natale…e non potevo chiedere di meglio in quella serata. A parte Edward, ma lui era a Londra.
Abbiamo ripercorso vari momenti, mentre sorseggiavamo la nostra bibita, avevamo canticchiato canzoncine stupide e rimasti in silenzio alcune volte, se si toccavano argomenti scomodi. Poi Seth se n’era uscito con una notizia che aveva fatto rizzare tutti i peli del corpo ad ognuno di noi.


Flashback

-Io…devo confessarvi una cosa e…non vorrei davvero che…ci fosse qualche problema. Lo sapete, siete i miei amici più fidati e…Bella e Leah sono addirittura mie sorelle… - quelle parole mi avevano sciolto. –Sono…sono gay… - aveva mormorato. Jacob non ha aspettato un secondo di più, è corso in casa ed ha svuotato la riserva degli alcolici, portandoci di tutto e lasciando molte bottiglie di fronte al nostro amico. Io ero sconvolta ma la faccia di Leah era da fotografare, e da tenere per riderci su quando avremmo ricordato questo momento.
Seth stava in silenzio, incapace di muovere ancora le labbra per dire qualcosa, e potevo capirlo benissimo. Presi la bottiglia di crema al whiskey e ne versai abbondantemente dentro il mio termos, scoppiando poi a ridere.
-Dio mio! Manco per un anno da casa e il mondo gira al contrario! Ero figlia unica e mi sono ritrovata un fratellastro in arrivo e due acquisiti, un amico di infanzia, quello che mi toccava il culo e le tette fin da bambino confessa di essere gay. Litigo come non mai con Jacob…e Leah è senza parole. Pazzesco! – faccio ridere tutti e almeno sono felice per averli distolti un attimo da Seth.
-E non dimentichiamo la parte più importante! Bella si è innamorata di un pugile, che molto probabilmente è innamorato perso di lei…che è dall’altra parte del mondo ora! – sghignazzo anche se effettivamente non c’è molto da ridere.
-E così…così sei…- Leah non riusciva a parlare davvero. Mi allungai passandole una bottiglia di Jack Daniel’s, il suo preferito. Non lo versò neppure nel termos, si attaccò alla bottiglia e Jake scoppiò a ridere. –Cielo! Tu sei gay?! Ho un fratello omosessuale?! E…perché non me l’hai mai detto?
-Perché mi vergognavo… - ammette.
-Beh..ora non devi farlo più..ci siamo noi, qualunque cosa accada.. – lo guardo negli occhi mentre lo dico ed è la verità. Io sento che è così, perché nonostante tutto…lui non mi ha mai abbandonato.

Flashback

Non sono tornata a dormire a casa. Di comune accordo abbiamo deciso di tornare un po’ ai vecchi tempi, io e Leah occupiamo il divano, i suoi piedi sono a contatto con la mia faccia, ma non me la sentivo di lasciarla da sola o addirittura farla dormire con Seth. Lui era raggomitolato sulla poltrona, sapevo che non dormiva, stava sbuffando troppo per i miei gusti. Mentre sua sorella aveva bevuto così tanto da crollare appena toccato il divano. La confessione del più piccolo di noi l’ha sconvolta, e forse un po’ posso capirla.
-Dormi? – chiesi alzando la testa ed appoggiandola sul bracciolo del divano, Seth girò la testa verso di me.
-No..non ci riesco! Forse avrei dovuto bere quanto Leah! – sbuffò.
-No, non avresti dovuto! – lasciai un’occhiata a quella scema che russava profondamente con i miei piedi sulla faccia e poi parlai nuovamente. –Non ti preoccupare per lei, vedrai che presto lo accetterà..è solo questione di tempo!
-Tu credi?! Io non penso che sia così facile…forse tu non ti ricordi come è fatta, ma ci vivo insieme e …se mai dovessi trovarmi un compagno, per lei sarebbe tragico.. – lo guardai, mentre volgeva la testa al soffitto, avvilito dal senso di colpa per non averlo detto prima e dalla vergogna di essere così e di non piacere più a sua sorella. Come facevo ad aiutarlo? Come potevo fargli capire che l’affetto di una sorella non svanisce solo per queste piccolezze? Io…proprio io che non ho avuto una vera famiglia?!
-Ho una proposta da farti.. cosa ne dici se…vieni a Londra con me? Insomma..potresti portarti la macchinetta fotografica e fare qualche scatto. Ti prendi questo come progetto e parti insieme con me.. – non so da dove mi è uscita questa richiesta, ammetto di essere stupita io stessa, e forse la sua faccia mi assicura che sono stata stupida.
-Bella ma che dici? Non posso lasciare Leah, mia madre…insomma…certo sarebbe bella come idea. Avevo pensato di iniziare a fare questo nell’anno nuovo, girare per raccogliere delle foto e farci un libro ma…Londra? – sembrava combattuto.
-Facciamo così..Partiamo la terza settimana di gennaio e tu hai tutto il tempo per pensarci. Dormirai con me ovviamente, niente albergo, niente spesa extra..solo il biglietto aereo e la possibilità di vedere Londra. Nella settimana che mi resta fuori dalle lezioni ti porto un po’ in giro e ti accompagno a vedere cosa ne vale la pena…e tu…puoi iniziare questo nuovo percorso e dare il tempo a tua sorella di riflettere..che ne dici?
-Allora…allora dici sul serio? Credi che…Leah potrà cambiare idea nonostante tutto?
-Le serve solo del tempo… - ci speravo, perché nonostante tutto Seth era un caro amico.
-Allora…ci penso e ti faccio sapere…ma tu non dovevi partire alla fine di gennaio? – fui io ora ad alzare la testa verso il soffitto, sotto il suo sguardo curioso. –Vorresti partire per il pugile, vero?!
-Seth…è…complicato..
-Si..come tutto Bella! Io non sono Jake o Charlie, ma capisco perfettamente la situazione! Tu credi che io e Leah non abbiamo mai visto nulla nel passato, ma la verità è che abbiamo solo cercato di tenerti lontana dai cattivi pensieri e fatto in modo che ignorassi la mente…Ora invece…neppure noi riusciamo più a tenerti qui al sicuro..e la tua mente sta seguendo il tuo cuore, che ora è a Londra…vuoi tornare prima, è normalissimo…
Aveva ragione.
Non vedevo l’ora di tornarmene a Londra, parlare con Edward, guardarlo negli occhi, tenerci per mano…volevo continuare a far sbocciare qualcosa che era agli inizi e che io ho troncato in partenza. Ma perché tutti lo capivano ed io ero così tonta?!
-Tu..cosa credi che debba fare? – lui scoppiò in una risata sommessa.
-Lo stai davvero chiedendo a me Bella?! Stasera ho confessato ai miei migliori amici e mia sorella che mi piacciono gli uomini…ho preso a quattro mani la mia paura più profonda e l’ho gettata dalla finestra…e tu mi chiedi cosa devi fare? Devi tornare a Londra e buttare dalla finestra le tue paure, farle schiacciare da un bus e farle a pezzi con il trita carte! Non aver paura di soffrire per amore Bella…
Non abbiamo più parlato. Seth si è addormentato dopo un’altra ora abbondante, ed ha preso a russare come Leah, io invece sono rimasta a rimirare il soffitto. Tutti mi consigliavano di buttarmi, e forse inconsapevolmente, io avevo già iniziato ad addentrarmi sulla spiaggia, desolata…mi spettava solo il tuffo nel mare. Ma quello lo avrei fatto solo difronte a lui. Edward.
Quanto mi manca.

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