sabato 3 gennaio 2015

Capitolo 48



Bella Pov

Lo scherzo di Seth e James mi pesa come mai cosa nella mia vita. Non che sia stato brutto o imbarazzante, no. Io non lo avevo né visto né sentito. Ma pensare che lui stesse ascoltando quello che dicevo, mi lasciava…sconcertata. Avrei voluto parlargli con calma, scrivergli una mail, spiegare a mente fredda ciò che dovevo e non ancora con la rabbia in corpo per il viaggio di ritorno con Seth. Avevo da poco scoperto il libro e ciò che c’era dentro…ed era davvero troppo presto per mettere le carte in tavola con Edward. E così mi ero arrabbiata e Seth aveva davvero preso a dormire sul divano. Sue non se l’è sentita di dirmi nulla, forse aveva capito da sola che non era il caso di rimproverarmi per aver mandato suo figlio in salotto. Solo che prendere sonno non era più facile come prima. Adesso passavo ore ed ore ad occhi aperti sul soffitto a immaginare e ricordare. Forse non era stata una buona idea relegarlo in divano…o forse…forse si.
Se lo meritava! Al diavolo!
Non volevo trattare Edward così, alla fine erano fatti nostri, non potevano immischiarsi in cavoli che non li riguardavano...e invece avevano fatto così dall’inizio. Loro sapevano, parlavano, riferivano. E poi con il libro hanno dato la botta finale...sperando in cosa? Che parlassimo chiaro e che riprendessimo le nostre vite? Beh…per me lui poteva farlo…altroché! Era liberissimo di trovare un’altra donna, andare in giro mano nella mano con questa e baciarla….si…liberissimo…
E allora perché ho appallottolato il lenzuolo nel mio pugno, così tanto da spiegazzarlo?!
Si….forse dovrei davvero riflettere bene su quello che provo e che penso.
Seth sta giocando con Claire nell’altra stanza, Sue e Charlie sono fuori per una spesa veloce ed io mi sono stesa nel letto per leggere un po’. La porta semiaperta per sentire se c’è qualche problema attorno. Ma l’attenzione dal libro che ho tra le mani, viene dirottata al pc sulla scrivania.
Sarebbe così facile mandargli una mail.
Ma non l’ho ancora fatto in tutto questo tempo.
Sarebbe semplice scrivergli un messaggio, chiedergli come sta.
In fondo…lui ha sentito la mia voce. Io no. Chissà…chissà se sta bene? Come procedono gli studi? Cosa pensa delle foto di Seth?
Chissà….chissà se risponderebbe alla mia mail?
E se rispondesse come porterei avanti la conversazione? Cosa gli direi?
E se non rispondesse, come mi sentirei? A questa so rispondere. Malissimo.
E così, come ogni volta, lascio il pc sulla scrivania e torno ai miei romanzi.


Edward Pov


Non so come hanno fatto a passare altre due settimane. Ma sono qui, seduto a gambe incrociate sul mio letto, mentre navigo su internet alla ricerca di alcune informazioni che non sono spiegate sul mio libro. Sto studiando come un cretino.
Da quando James se ne è andato da casa ho ripreso la mia libertà. In cosa consiste? Semplice…giro senza farmi la barba, la doccia ogni tanto, non cucino e mi nutro di panini e birra. E studio…studio in ogni luogo, ma preferisco la camera da letto. Il mio matrimoniale mi permette di stare comodo e di tenere tutto a portata di mano, nulla a che vedere con il tavolo del salotto e le sedie dure e scomode.
Ho ricevuto la visita di Emmett e Rose due volte, hanno portato la pizza e delle birre, mi hanno chiesto perché James se ne fosse andato, perché mi ero chiuso ancora in me stesso, volevano sapere come me la passavo in generale, cosa avevo intenzione di fare più avanti e se avevo pensato alla carriera.
Avevo smesso con il pugilato, l’ho ripetuto più volte, ma Emmett ancora ci sperava, vedeva ancora delle potenzialità. Io invece vedevo solo problemi su altri problemi, vedevo la mia vita andare a rotoli, vedevo i miei amici sempre più distanti e la donna che amavo talmente lontana da non poter contare le miglia di distanza. Avevo messo bene in chiaro che non volevo distrazioni, che mi sarei impegnato per seguire i corsi e finire il college, come dovevo fare anni prima. Ho ripetuto di nuovo il discorso di settimane prima, spiegandogli che la boxe non faceva più al caso mio, che erano altri i progetti che volevo mandare avanti, che un giorno avrei voluto costruire qualcosa di solido. Ed ero stato orgoglioso di me stesso nel dirlo e forse, lo sarebbe stata anche Bella.
Non ero più andato a casa dei miei, ma erano stati loro a venire da me, con un roast beef, verdure, crostata e una bottiglia di vino. Ci aveva raggiunti anche la madre di Alice con mia cugina e avevano provveduto a portarmi via dai ricordi per qualche ora. Quando però ero rimasto solo, non ho potuto fare a meno di pensare a Bella, a quanto sarebbe stato bello condividere quel momento anche con lei.
Mi dicevo di non pensarci, ma puntualmente il suo nome spuntava fuori. Era impossibile passare una giornata senza pensare a lei, senza ricordare qualche particolare. Alcuni giorni era il suo profumo, altri i suoi occhi, altri ancora le sue labbra…era…sempre presente a modo suo. Peccato non averla davvero vicina, o a due passi da me. Se fosse stata ancora nell’appartamento delle ragazze avrei passato anche ore là sotto, pur di vederla qualche minuto, nascosto in modo che lei non potesse vedermi. Mi sarebbe piaciuto guardare con i miei occhi che si stava riprendendo, che stava bene…mi sarei fatto più male. Si dice “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore!” e forse, se fosse rimasta, avrei cercato di vederla ancora, le avrei scritto, l’avrei incontrata per caso e non mi sarebbe più passata. Perché, ora mi è passata?! No, però conto che con il tempo, dato che lei sta dall’altra parte del mondo rispetto a me, allora ho qualche speranza di alleviare il dolore che sento al petto e la morsa che stringe il mio stomaco. Mi manca, mi mancano persino i messaggi che ci mandavamo quando non potevamo vederci o quelle mail che ci scambiavamo a Natale; mi manca la sua voce, mi manca tutto, mi manca da impazzire.
Non c’era verso.
Per me aveva ancora un posto importante dentro di me e non potevo fare nulla per scacciarla dal mio cuore.
Ritornai a dare attenzione alla pagina in cui stavo cercando alcune nozioni sulle cellule che venivano nominate sul libro, alle quali non veniva data spiegazione e di cui mi ricordavo ben poco. Ormai ero abituato a queste digressioni, per cui tornare a concentrarmi diventava sempre più semplice.
Diedi un rapido sguardo all’orario sul pc e mi accorsi che erano le due. Forse era il caso di spegnere tutto e andare a dormire, forse era davvero ora di riposarsi. Salvai la pagina tra i preferiti e poi, come un rituale antichissimo, aprii Skype e controllai l’iconcina a fianco del suo nome. Era verde.
Spesso risultava in linea e molte volte mi veniva voglia di contattarla, anche solo per dirle “Ciao, mi manchi!” ma non l’avevo mai fatto. Non avevo il coraggio di mandarle una mail chiedendole perdono, figuriamoci se avevo le palle per dirle che mi mancava.
Anche se mi mancava da impazzire.
Sbuffai.
Chissà cosa starà facendo?
Magari ha acceso skype perché aspetta la chiamata delle ragazze…certo a quest’ora è poco probabile, ma magari…non lo so. Magari sta scrivendo alla sua amica a Seattle, magari sta sentendo qualcun altro. OH! Questi non dovevano essere i pensieri prima di andare a dormire.
Lasciai il pc lì sul letto, lo tenevo spesso vicino a me…sul desktop una foto di me e lei, ripresa con il telefono mentre sedeva sopra le mie gambe ed era così vicina che sembrava volesse incorporarsi a me. Era…un momento perfetto. La sua bocca piegata dal sorriso magnifico, gli occhi felici, le mani attorno al mio collo e i capelli sciolti. Il mio viso sereno e disteso, senza nessun pensiero. Ero insieme a lei, come potevo averne?!
Ora invece…mi limito a guardarla sullo sfondo del mio pc.
Come mi sono ridotto?
Gli altri non lo sanno, se lo sapessero probabilmente mi cancellerebbero ogni traccia di lei...ed io non voglio. Ci rimango attaccato come un edera, non me ne stacco mai, perché mi manca e così è come se la sentissi più vicino.
Sbuffo, ultimamente sbuffo sempre, sistemo i libri sulla scrivania e vado a lavarmi i denti. Quando torno mi decido a spegnere il pc, non voglio addormentarmi l’ennesima volta guardando quei volti felici e sereni di due persone che non esistono più. Non so come, noto l’iconcina di una conversazione su skype. Da non crederci, chi diavolo mi contatta alle due di notte? Uno che non si rende conto che è tardissimo e che devo andare a dormire. Probabilmente sarà James, che mi intima di infilarmi sotto le coperte e di lasciar stare quel programma che mi tormenta. Invece, quando ci clicco su una faccina sorridente fa bella mostra di sé tra i messaggi di Bella.
Bella, non James.
Bella!
Temo abbia sbagliato, magari voleva scrivere alle ragazze oppure a qualcun altro sulla sua rubrica; non le rispondo, non voglio scriverle per poi illudermi che sia proprio me che voleva contattare e spezzarmi di nuovo nel scoprire che ha solo cliccato sul nome sbagliato. Resto a contemplare quello smile, quella finestrella aperta, sperando che mi dia qualche segno di sicurezza, sperando che mi faccia capire che voleva proprio scrivermi e non…non ha sbagliato il destinatario. Mi porto il pc sulle gambe, lo sguardo attento ad ogni più piccolo movimento sullo schermo. Ma nulla cambia per dieci minuti abbondanti. Mi convinco che ha proprio sbagliato e, probabilmente, non ha intenzione di scrivermelo perché teme che possa iniziare una conversazione. Io non le ho fatto notare che ha sbagliato, non le ho risposto ed è meglio così, almeno non le mostro che sono attaccato al computer nella speranza che lei mi contatti.
Sono proprio un cretino!
Dovrei andare a dormire al posto che rimirare una faccina sorridente inviata sicuramente per sbaglio da lei. Appoggio di nuovo il computer sul letto e mi metto sotto le coperte, spegnendo la luce. Lo schermo è ancora illuminato. Sbuffo e sposto il computer sul lato  in cui dormiva lei quando veniva qui, con lo schermo aperto e quella foto nello sfondo…è un po’ come se fosse con me. Socchiudo gli occhi per favorire il sonno e in quel momento noto un movimento.
“Sta scrivendo un messaggio” appare sull’interfaccia di Skype e non so se sto sognando di già o è la realtà. Apro gli occhi di scatto per accertarmene, ed è davvero lì, non era un sogno!
Gesù…speriamo che stia scrivendo a me davvero!
Ti prego, fa che non sia tutto un sogno! Ti prego, fa che non sia un sogno!

            Bella scrive: Ciao… smile

Oh!....oh!....Ha scritto. Ha scritto a me! Ritorno seduto velocemente e prendo il pc, facendo attenzione che il cavo non si scolleghi o potrei davvero sbattere la testa contro il muro perché risulterei scollegato e magari potrebbe pensare che ho spento tutto quando lei mi ha scritto. Sarebbe un ulteriore fraintendimento e allora si che dovrei proprio prendermi a bastonate da solo. Tengo allora il cavo dell’alimentazione attaccato con una mano, mentre con l’altra faccio mille manovre per poggiarlo sopra le mie gambe comodamente. E scrivo anche io, con le mani che tremano.

          Io scrivo: Ciao… smile

Che due cretini che siamo!

          Bella scrive: Come stai?

Okay Edward…non è difficile, state facendo conversazione. Attraverso un computer, senza sentire la vostra voce…ma parlate. È un passo avanti. Spero solo che…sia lei e non Seth che le fa qualche scherzo!

            Io scrivo: Se ti dicessi bene…mentirei. Tu?

            Bella scrive: Se ti dicessi bene…sarebbe una bugia…

            Io scrivo: Cosa stai facendo?

            Bella scrive: Babysitter alla piccola…Seth è al lavoro, Sue sta riposando sul divano, Charlie è in centrale…

Okay, quindi è lei. Almeno...spero.

          Bella scrive: La piccola dorme e fa strani gorgheggi…mi ricorda te… smile

Esulterei in questo momento. Solo lei può pensare a una cosa del genere, già una volta me l’aveva detto. Faccio dei rumori strani ogni tanto quando dormo. Se ne ricorda, ci ha pensato e le sono venuto in mente io. E’ un segno, giusto?

          Io scrivo: Lei sarà di sicuro più simpatica di me.. occhiolino

            Bella scrive: Ve la contendete la medaglia. Lei sarà più caruccia ma tu c’hai una certa età…sei divertente a modo tuo mentre gorgheggi la notte. Risata

Sorrido. Stiamo parlando davvero. Oddio, non è proprio parlare, è messaggiare ma è un passo avanti no?! Un passo enorme, dato che fino a pochissimi minuti fa pensavo che non sarei più riuscito a parlarci.

          Bella scrive: Da te sono le due passate…che diavolo fai ancora sveglio?

            Io scrivo: Vita da studente! Notti insonni passate sui libri…ne sai qualcosa? Smile

            Bella scrive: Non mi ci far pensare! Non che le cose siano cambiate poi molto, le notti insonni sono rimaste ugualmente…ma sono altri i pensieri che affollano la mente e per fortuna, non più lo studio…stare sui libri fino a tardi mi rendeva nervosa la mattina successiva…

Chissà quali pensieri diversi dallo studio le affollano la mente ora? E’ da…maniaci sperare che sia io?!

            Io scrivo: Io non sono nervoso…almeno credo! Smile Forse è per questo che nessuno viene più a trovarmi?

            Bella scrive: risata Si…forse è il caso che ti poni qualche domanda! Kate si barricava in camera quando sapeva che ero sotto esame…

            Io scrivo: Con il tempo sei cambiata…per l’esame di mia madre non eri così…

Mi lascio sfuggire e lei ci pensa un po’ prima di rispondere. Vedo quello stato “Sta scrivendo un messaggio” comparire e scomparire più volte.

          Bella scrive: Per quell’esame…molte cose sono state diverse…

            Io scrivo: Tipo?

            Bella scrive: Non ho mai potuto sopportare le chiacchiere della sera prima o stare in compagnia…solitamente…mi chiudevo in camera…

Sorrido tra me e me. Quella sera invece aveva parlato per ore al telefono con me, facendo molto tardi e raccontandomi ansie e timori dell’ultimo momento. Avevamo riso ed avevo cercato di farla pensare ad altro. Ancora non so se davvero ci sono riuscito.

          Io scrivo: C’è sempre una prima volta nella vita…

          Bella scrive: Ce ne sono state molte per me, nell’ultimo anno…

Sto per risponderle quando lei mi anticipa.

          Bella scrive: Ho un nuovo tatuaggio…
 
          Bella scrive: James e Seth lo avevano accennato…

          Io scrivo: Anche io…

Mi confido.
Ovviamente, nessuno lo sapeva. Ovviamente l’avevo nascosto a tutti ed avevo cercato di farlo in un posto poco visibile. Ma avendo smesso con la carriera di pugile, nasconderlo sarebbe stato molto più semplice ora.
Ed ovviamente, parlarne con lei era stato molto più facile.

            Bella scrive: Davvero? A me nessuno l’aveva detto….uff… te già sapevi dalla videochiamata.

Mi scappa una risata e vorrei tanto averla qui o vederla in webcam per ascoltare la sua voce ed emozionarmi guardandola.

          Io scrivo: Non te l’ha detto nessuno, perché ovviamente nessuno lo sa. Tu sei la prima, ancora una volta…

            Bella scrive: smile smile smile

            Bella scrive: Fa sempre un certo effetto sapere di essere la prima, e l’unica…

Sorrido. Non so come interpretare questa chiacchierata, ma vorrei che non smettesse mai. Ed io casualmente sono fresco come una rosa, poco importa che domani dovrò studiare, se voglio recuperare in fretta gli esami che mi mancano. Poco importa che prima stavo già quasi per dormire…adesso sono pieno di forze!

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