Bella Pov
Lo scherzo di Seth e James mi pesa come mai cosa nella
mia vita. Non che sia stato brutto o imbarazzante, no. Io non lo avevo né visto
né sentito. Ma pensare che lui stesse ascoltando quello che dicevo, mi
lasciava…sconcertata. Avrei voluto parlargli con calma, scrivergli una mail,
spiegare a mente fredda ciò che dovevo e non ancora con la rabbia in corpo per
il viaggio di ritorno con Seth. Avevo da poco scoperto il libro e ciò che c’era
dentro…ed era davvero troppo presto per mettere le carte in tavola con Edward.
E così mi ero arrabbiata e Seth aveva davvero preso a dormire sul divano. Sue
non se l’è sentita di dirmi nulla, forse aveva capito da sola che non era il
caso di rimproverarmi per aver mandato suo figlio in salotto. Solo che prendere
sonno non era più facile come prima. Adesso passavo ore ed ore ad occhi aperti
sul soffitto a immaginare e ricordare. Forse non era stata una buona idea
relegarlo in divano…o forse…forse si.
Se lo meritava! Al diavolo!
Non volevo trattare Edward così, alla fine erano fatti
nostri, non potevano immischiarsi in cavoli che non li riguardavano...e invece
avevano fatto così dall’inizio. Loro sapevano, parlavano, riferivano. E poi con
il libro hanno dato la botta finale...sperando in cosa? Che parlassimo chiaro e
che riprendessimo le nostre vite? Beh…per me lui poteva farlo…altroché! Era
liberissimo di trovare un’altra donna, andare in giro mano nella mano con
questa e baciarla….si…liberissimo…
E allora perché ho appallottolato il lenzuolo nel mio
pugno, così tanto da spiegazzarlo?!
Si….forse dovrei davvero riflettere bene su quello che
provo e che penso.
Seth sta giocando con Claire nell’altra stanza, Sue e
Charlie sono fuori per una spesa veloce ed io mi sono stesa nel letto per
leggere un po’. La porta semiaperta per sentire se c’è qualche problema
attorno. Ma l’attenzione dal libro che ho tra le mani, viene dirottata al pc
sulla scrivania.
Sarebbe così facile mandargli una mail.
Ma non l’ho ancora fatto in tutto questo tempo.
Sarebbe semplice scrivergli un messaggio, chiedergli come
sta.
In fondo…lui ha sentito la mia voce. Io no. Chissà…chissà
se sta bene? Come procedono gli studi? Cosa pensa delle foto di Seth?
Chissà….chissà se risponderebbe alla mia mail?
E se rispondesse come porterei avanti la conversazione?
Cosa gli direi?
E se non rispondesse, come mi sentirei? A questa so
rispondere. Malissimo.
E così, come ogni volta, lascio il pc sulla scrivania e
torno ai miei romanzi.
Edward Pov
Non so come hanno fatto a passare altre due settimane. Ma
sono qui, seduto a gambe incrociate sul mio letto, mentre navigo su internet
alla ricerca di alcune informazioni che non sono spiegate sul mio libro. Sto
studiando come un cretino.
Da quando James se ne è andato da casa ho ripreso la mia
libertà. In cosa consiste? Semplice…giro senza farmi la barba, la doccia ogni
tanto, non cucino e mi nutro di panini e birra. E studio…studio in ogni luogo,
ma preferisco la camera da letto. Il mio matrimoniale mi permette di stare
comodo e di tenere tutto a portata di mano, nulla a che vedere con il tavolo
del salotto e le sedie dure e scomode.
Ho ricevuto la visita di Emmett e Rose due volte, hanno
portato la pizza e delle birre, mi hanno chiesto perché James se ne fosse
andato, perché mi ero chiuso ancora in me stesso, volevano sapere come me la
passavo in generale, cosa avevo intenzione di fare più avanti e se avevo pensato
alla carriera.
Avevo smesso con il pugilato, l’ho ripetuto più volte, ma
Emmett ancora ci sperava, vedeva ancora delle potenzialità. Io invece vedevo solo
problemi su altri problemi, vedevo la mia vita andare a rotoli, vedevo i miei
amici sempre più distanti e la donna che amavo talmente lontana da non poter
contare le miglia di distanza. Avevo messo bene in chiaro che non volevo
distrazioni, che mi sarei impegnato per seguire i corsi e finire il college,
come dovevo fare anni prima. Ho ripetuto di nuovo il discorso di settimane
prima, spiegandogli che la boxe non faceva più al caso mio, che erano altri i
progetti che volevo mandare avanti, che un giorno avrei voluto costruire
qualcosa di solido. Ed ero stato orgoglioso di me stesso nel dirlo e forse, lo
sarebbe stata anche Bella.
Non ero più andato a casa dei miei, ma erano stati loro a
venire da me, con un roast beef, verdure, crostata e una bottiglia di vino. Ci
aveva raggiunti anche la madre di Alice con mia cugina e avevano provveduto a
portarmi via dai ricordi per qualche ora. Quando però ero rimasto solo, non ho
potuto fare a meno di pensare a Bella, a quanto sarebbe stato bello condividere
quel momento anche con lei.
Mi dicevo di non pensarci, ma puntualmente il suo nome
spuntava fuori. Era impossibile passare una giornata senza pensare a lei, senza
ricordare qualche particolare. Alcuni giorni era il suo profumo, altri i suoi
occhi, altri ancora le sue labbra…era…sempre presente a modo suo. Peccato non
averla davvero vicina, o a due passi da me. Se fosse stata ancora
nell’appartamento delle ragazze avrei passato anche ore là sotto, pur di
vederla qualche minuto, nascosto in modo che lei non potesse vedermi. Mi
sarebbe piaciuto guardare con i miei occhi che si stava riprendendo, che stava
bene…mi sarei fatto più male. Si dice “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore!”
e forse, se fosse rimasta, avrei cercato di vederla ancora, le avrei scritto,
l’avrei incontrata per caso e non mi sarebbe più passata. Perché, ora mi è
passata?! No, però conto che con il tempo, dato che lei sta dall’altra parte
del mondo rispetto a me, allora ho qualche speranza di alleviare il dolore che
sento al petto e la morsa che stringe il mio stomaco. Mi manca, mi mancano
persino i messaggi che ci mandavamo quando non potevamo vederci o quelle mail
che ci scambiavamo a Natale; mi manca la sua voce, mi manca tutto, mi manca da
impazzire.
Non c’era verso.
Per me aveva ancora un posto importante dentro di me e
non potevo fare nulla per scacciarla dal mio cuore.
Ritornai a dare attenzione alla pagina in cui stavo
cercando alcune nozioni sulle cellule che venivano nominate sul libro, alle
quali non veniva data spiegazione e di cui mi ricordavo ben poco. Ormai ero
abituato a queste digressioni, per cui tornare a concentrarmi diventava sempre
più semplice.
Diedi un rapido sguardo all’orario sul pc e mi accorsi
che erano le due. Forse era il caso di spegnere tutto e andare a dormire, forse
era davvero ora di riposarsi. Salvai la pagina tra i preferiti e poi, come un
rituale antichissimo, aprii Skype e controllai l’iconcina a fianco del suo
nome. Era verde.
Spesso risultava in linea e molte volte mi veniva voglia
di contattarla, anche solo per dirle “Ciao, mi manchi!” ma non l’avevo mai
fatto. Non avevo il coraggio di mandarle una mail chiedendole perdono,
figuriamoci se avevo le palle per dirle che mi mancava.
Anche se mi mancava da impazzire.
Sbuffai.
Chissà cosa starà facendo?
Magari ha acceso skype perché aspetta la chiamata delle
ragazze…certo a quest’ora è poco probabile, ma magari…non lo so. Magari sta
scrivendo alla sua amica a Seattle, magari sta sentendo qualcun altro. OH!
Questi non dovevano essere i pensieri prima di andare a dormire.
Lasciai il pc lì sul letto, lo tenevo spesso vicino a
me…sul desktop una foto di me e lei, ripresa con il telefono mentre sedeva
sopra le mie gambe ed era così vicina che sembrava volesse incorporarsi a me.
Era…un momento perfetto. La sua bocca piegata dal sorriso magnifico, gli occhi
felici, le mani attorno al mio collo e i capelli sciolti. Il mio viso sereno e
disteso, senza nessun pensiero. Ero insieme a lei, come potevo averne?!
Ora invece…mi limito a guardarla sullo sfondo del mio pc.
Come mi sono ridotto?
Gli altri non lo sanno, se lo sapessero probabilmente mi
cancellerebbero ogni traccia di lei...ed io non voglio. Ci rimango attaccato
come un edera, non me ne stacco mai, perché mi manca e così è come se la
sentissi più vicino.
Sbuffo, ultimamente sbuffo sempre, sistemo i libri sulla
scrivania e vado a lavarmi i denti. Quando torno mi decido a spegnere il pc,
non voglio addormentarmi l’ennesima volta guardando quei volti felici e sereni
di due persone che non esistono più. Non so come, noto l’iconcina di una
conversazione su skype. Da non crederci, chi diavolo mi contatta alle due di
notte? Uno che non si rende conto che è tardissimo e che devo andare a dormire.
Probabilmente sarà James, che mi intima di infilarmi sotto le coperte e di
lasciar stare quel programma che mi tormenta. Invece, quando ci clicco su una
faccina sorridente fa bella mostra di sé tra i messaggi di Bella.
Bella, non James.
Bella!
Temo abbia sbagliato, magari voleva scrivere alle ragazze
oppure a qualcun altro sulla sua rubrica; non le rispondo, non voglio scriverle
per poi illudermi che sia proprio me che voleva contattare e spezzarmi di nuovo
nel scoprire che ha solo cliccato sul nome sbagliato. Resto a contemplare
quello smile, quella finestrella aperta, sperando che mi dia qualche segno di
sicurezza, sperando che mi faccia capire che voleva proprio scrivermi e non…non
ha sbagliato il destinatario. Mi porto il pc sulle gambe, lo sguardo attento ad
ogni più piccolo movimento sullo schermo. Ma nulla cambia per dieci minuti
abbondanti. Mi convinco che ha proprio sbagliato e, probabilmente, non ha
intenzione di scrivermelo perché teme che possa iniziare una conversazione. Io
non le ho fatto notare che ha sbagliato, non le ho risposto ed è meglio così,
almeno non le mostro che sono attaccato al computer nella speranza che lei mi
contatti.
Sono proprio un cretino!
Dovrei andare a dormire al posto che rimirare una faccina
sorridente inviata sicuramente per sbaglio da lei. Appoggio di nuovo il
computer sul letto e mi metto sotto le coperte, spegnendo la luce. Lo schermo è
ancora illuminato. Sbuffo e sposto il computer sul lato in cui dormiva lei quando veniva qui, con lo
schermo aperto e quella foto nello sfondo…è un po’ come se fosse con me. Socchiudo
gli occhi per favorire il sonno e in quel momento noto un movimento.
“Sta scrivendo un messaggio” appare sull’interfaccia di
Skype e non so se sto sognando di già o è la realtà. Apro gli occhi di scatto
per accertarmene, ed è davvero lì, non era un sogno!
Gesù…speriamo che stia scrivendo a me davvero!
Ti prego, fa che non sia tutto un sogno! Ti prego, fa che
non sia un sogno!
Bella
scrive: Ciao… smile
Oh!....oh!....Ha scritto. Ha scritto a me! Ritorno seduto
velocemente e prendo il pc, facendo attenzione che il cavo non si scolleghi o
potrei davvero sbattere la testa contro il muro perché risulterei scollegato e
magari potrebbe pensare che ho spento tutto quando lei mi ha scritto. Sarebbe
un ulteriore fraintendimento e allora si che dovrei proprio prendermi a
bastonate da solo. Tengo allora il cavo dell’alimentazione attaccato con una
mano, mentre con l’altra faccio mille manovre per poggiarlo sopra le mie gambe
comodamente. E scrivo anche io, con le mani che tremano.
Io
scrivo: Ciao… smile
Che due cretini che siamo!
Bella
scrive: Come stai?
Okay Edward…non è difficile, state facendo conversazione.
Attraverso un computer, senza sentire la vostra voce…ma parlate. È un passo
avanti. Spero solo che…sia lei e non Seth che le fa qualche scherzo!
Io
scrivo: Se ti dicessi bene…mentirei. Tu?
Bella
scrive: Se ti dicessi bene…sarebbe una bugia…
Io
scrivo: Cosa stai facendo?
Bella
scrive: Babysitter alla piccola…Seth è al lavoro, Sue sta riposando sul divano, Charlie è in centrale…
Okay, quindi è lei. Almeno...spero.
Bella scrive: La piccola
dorme e fa strani gorgheggi…mi ricorda te… smile
Esulterei in questo momento. Solo lei può pensare a una
cosa del genere, già una volta me l’aveva detto. Faccio dei rumori strani ogni
tanto quando dormo. Se ne ricorda, ci ha pensato e le sono venuto in mente io.
E’ un segno, giusto?
Io
scrivo: Lei sarà di sicuro più simpatica di me.. occhiolino
Bella
scrive: Ve la contendete la medaglia. Lei sarà più caruccia ma tu c’hai una certa età…sei divertente a modo tuo
mentre gorgheggi la notte. Risata
Sorrido. Stiamo parlando davvero. Oddio, non è proprio
parlare, è messaggiare ma è un passo avanti no?! Un passo enorme, dato che fino
a pochissimi minuti fa pensavo che non sarei più riuscito a parlarci.
Bella
scrive: Da te sono le due passate…che diavolo fai ancora sveglio?
Io
scrivo: Vita da studente! Notti insonni passate sui libri…ne sai qualcosa?
Smile
Bella
scrive: Non mi ci far pensare! Non che le cose siano cambiate poi molto, le notti insonni sono rimaste
ugualmente…ma sono altri i pensieri che affollano la mente e per fortuna, non più lo studio…stare sui libri
fino a tardi mi rendeva nervosa
la mattina successiva…
Chissà quali pensieri diversi dallo studio le affollano
la mente ora? E’ da…maniaci sperare che sia io?!
Io
scrivo: Io non sono nervoso…almeno credo! Smile Forse è per questo che nessuno viene più a trovarmi?
Bella
scrive: risata Si…forse è il caso che ti poni qualche domanda! Kate si barricava in camera quando sapeva
che ero sotto esame…
Io
scrivo: Con il tempo sei cambiata…per l’esame di mia madre non eri così…
Mi lascio sfuggire e lei ci pensa un po’ prima di
rispondere. Vedo quello stato “Sta scrivendo un messaggio” comparire e
scomparire più volte.
Bella scrive: Per
quell’esame…molte cose sono state diverse…
Io
scrivo: Tipo?
Bella
scrive: Non ho mai potuto sopportare le chiacchiere della sera prima o stare in compagnia…solitamente…mi chiudevo in
camera…
Sorrido tra me e me. Quella sera invece aveva parlato per
ore al telefono con me, facendo molto tardi e raccontandomi ansie e timori
dell’ultimo momento. Avevamo riso ed avevo cercato di farla pensare ad altro.
Ancora non so se davvero ci sono riuscito.
Io
scrivo: C’è sempre una prima volta nella vita…
Bella
scrive: Ce ne sono state molte per me, nell’ultimo anno…
Sto per risponderle quando lei mi anticipa.
Bella
scrive: Ho un nuovo tatuaggio…
Bella scrive: James e Seth lo avevano accennato…
Io
scrivo: Anche io…
Mi confido.
Ovviamente, nessuno lo sapeva. Ovviamente l’avevo
nascosto a tutti ed avevo cercato di farlo in un posto poco visibile. Ma avendo
smesso con la carriera di pugile, nasconderlo sarebbe stato molto più semplice
ora.
Ed ovviamente, parlarne con lei era stato molto più
facile.
Bella
scrive: Davvero? A me nessuno l’aveva detto….uff… te già sapevi dalla videochiamata.
Mi scappa una risata e vorrei tanto averla qui o vederla
in webcam per ascoltare la sua voce ed emozionarmi guardandola.
Io
scrivo: Non te l’ha detto nessuno, perché ovviamente nessuno lo sa. Tu sei la prima, ancora una volta…
Bella
scrive: smile smile smile
Bella
scrive: Fa sempre un certo effetto sapere di essere la prima, e l’unica…
Sorrido. Non so come interpretare questa chiacchierata,
ma vorrei che non smettesse mai. Ed io casualmente sono fresco come una rosa,
poco importa che domani dovrò studiare, se voglio recuperare in fretta gli
esami che mi mancano. Poco importa che prima stavo già quasi per dormire…adesso
sono pieno di forze!
Nessun commento:
Posta un commento