sabato 3 gennaio 2015

Capitolo 30



Bella pov.

Quando mi svegliai, sentii un calore profondo avvolgermi, non ero più stesa di lato ma nel sonno mi ero girata a pancia in su e la testa di Edward era finita sulla mia spalla e sul mio seno, era come raggomitolato su se stesso. Il braccio ancora abbandonato sulla pancia e i suoi capelli ribelli a solleticarmi il viso. Era una posizione così intima e speciale che rimasi così fino a che non lo sentii agitarsi, conscia che di lì a poco si sarebbe svegliato. E Infatti sentii subito le sue dita prendere e accarezzare il mio fianco e la sua bocca lasciare un bacio sullo scollo della mia maglia.
-Buongiorno.. – dissi mormorando, per non disturbare la bolla che si era creata attorno a noi. Si sistemò meglio sul cuscino e mi sorrise.
-Buongiorno a te...dormito bene?! – annuii sorridendo e avvicinandomi a lui. Le sue labbra erano troppo una tentazione. Le rubai in un bacio dolce e tenero, senza lingua.
-Tu dormito bene? Il letto è piccolino per due.. – ammisi sconsolata.
-Sono stato divinamente.. – sghignazzò ed io appoggiai di nuovo le labbra sulle sue. Questa volta però non misi in conto che la sua lingua chiese della mia e le sue dita si strinsero attorno al fianco, tanto da farmi rilasciare un mugolio di piacere imbarazzante. La sua bocca si storse in un sorriso, e la percepii anche durante il bacio, che continuò e continuò per molto tempo. Appoggiai una mano sul suo petto e l’altra tra i suoi capelli. Non mi rendevo neppure conto di come muovevo le mani, perché andavano per i fatti loro. Mi accorsi solo di essere completamente schiacciata a Edward quando una sua mano si posizionò sul mio sedere e le nostre gambe si intrecciarono, il suo bacino si appoggiava sulla mia coscia, facendomi arrossire, accaldare, eccitare. Ma non avevo il tempo e la voglia di riflettere se quello che stavamo facendo fosse giusto o meno. Avevo solo voglia di baciarlo e di crogiolarmi in questa immensa sensazione di benessere e leggerezza.
Lentamente scese con la bocca a baciare ogni singolo sprazzo di pelle che la mia maglietta gli permetteva di vedere e dopo il bacio passava la lingua, facendomi sospirare e gemere in modo alquanto imbarazzante. Quando morse una porzione di pelle particolare sotto il collo e poi ci soffiò sopra graffiai con le unghie il suo petto, sapendo di non fargli male ed evitai di miagolare forte come una gatta in calore.
-E’…è meglio darsi…una calmata.. – disse staccandosi appena con il fiatone. Io ero nella stessa condizione. Non mi capacitavo del motivo per cui lui dovesse essere così, finché non vidi chiaramente le coperte spostate e il mio corpo semi-disteso sul suo con la coscia che muovendosi sfregava esattamente sulla sua erezione.
-Si direi che hai perfettamente ragione! – ci guardammo negli occhi, un po’ di imbarazzo a colorarci le guance e le pupille rese ancora liquide dal piacere di poco fa. Poi scoppiammo a ridere.
-Come diavolo abbiamo fatto a bruciare così tutte le tappe?! – era esattamente la domanda che mi ponevo anche io!
-Beh…non che abbiamo fatto poi chissà cosa, però…credo che ci siamo lasciati guidare dall’istinto...no?! – annuii sorridendo e poi passò una mano a pettinarsi, come se fosse mai possibile.
-Sto così bene qui…non tornerei mai nel mio appartamento! – lo strinsi più forte e alzai il mento per guardarlo.
-Puoi stare un po’ qui da noi se ti va...se vuoi staccare la spina.. – provai e lui scosse la testa.
-Devo prendermi le mie responsabilità e finire quello che ho iniziato.. – annuii, sicura che avrebbe fatto una scelta del genere. Gli lasciai un bacio sulla spalla scoperta e poi sorrisi.
-Sarà felice di saperlo mastino Emmett! – provai a scherzare e lui scosse la testa un po’ imbronciato.
-Non sopporto quando si comporta così...come se io…come se…
-Come se non potessi decidere da solo? – lui annuii. –E perché non glielo dici? Perché non gli fai capire che sei più maturo di qualche anno fa? – gli accarezzai il braccio con una mano mentre lui con il braccio mi aveva circondato la vita.
-Perché non voglio discutere con lui...Non voglio ferirlo, fa ed ha fatto così tanto per me..
-Ti capisco Edward…davvero...solo che, a volte, c’è bisogno di mettere in chiaro le cose. Non trovi?! – lui annuii e sbuffò.
-Scusa non volevo prendere l’argomento proprio adesso…possiamo tornare a fare quello che facevamo prima?! – mi disse malizioso avvicinandosi alla mia bocca sorridente. Mi lasciai baciare ma mi staccai quando il bacio divenne più profondo.
-Cosa ne dici invece...se ci alziamo e ci prepariamo per andare tutti insieme, tutti insieme – ribadii il concetto – al locale di James? – era la prima cosa che mi era venuta in mente, magari l’amico avrebbe avuto una buona influenza sull’umore di Edward, dato che sembrava che io fossi brava solo a distrarlo per un momento.
-Si...mi sembra un’ottima idea...tu avvisa Seth, Angela e mia cugina e Jasper.. io vado a casa a cambiarmi.. – sorrisi e scossi la testa.
-Devi invitare anche Emmett e Rosalie! Non puoi non farlo.. – la sua faccia scocciata mi fece ridacchiare tra me e me.
-No dai! Loro no… - lo guardai truce e poi si convinse. –Va bene principessina...li invito! – mi alzai dal letto sorridente, andando a recuperare gli abiti che ha lasciato nel bagno e riportandoglieli.
-Vai e torna vincitore! – lo presi in giro e lo lasciai cambiare.
Dopo due ore e mezza, essermi preparata ed aver sbocconcellato qualcosa…eravamo di sotto ad aspettare Edward. Siccome Alice e Jasper erano già fuori con la loro auto, ci avrebbero raggiunti direttamente al locale, mentre Emmett e Rosalie avrebbero fatto una macchina per conto loro. Quando vidi i fari della Volvo sorrisi automaticamente, ormai era facile riconoscerla. Presi posto sul sedile davanti e lasciai un bacio sulla guancia ad un profumato Edward, che indossava un jeans e un maglione, con il giubbotto slacciato.
Angela e Seth fecero un sacco di domande riguardo al locale dove stavamo andando ed Edward rispondeva per enigmi. Quando arrivammo notai il grande albero ancora ornato di luci e i tavolini fuori in cui c’era molta gente.
-Wow…è pienissimo oggi! – dissi scendendo dall’auto.
-Già...l’altra volta siamo venuti che era molto tardi, ma è un posto davvero carino per venirci anche con la famiglia.. – Edward mi abbracciò stretta e mi lasciò un bacio sulla testa.
-Sei venuto qui a Natale? – chiesi.
-No…mi ricordava cose brutte.. – storse il naso e mi guardò fissa negli occhi. I miei stavano diventando lucidi.
-Edward.. – mormorai. –Mi dispiace…davvero. Sono stata stupida… - lui sghignazzò vicino alle mie labbra e ci sussurrò sopra.
-Si, è vero...la mia scemona...Ma...ti…voglio bene per questo! – il cuore martellava nel petto come un martello pneumatico. Pensavo stesse per dire altro, ma per fortuna aveva usato parole migliori. Aveva appoggiato le labbra sulle mie, ma penso che si staccò subito perché mi aveva sentita rigida come un palo di scopa. –Ehi… che succede? – scossi la testa e sorrisi.
-Per un attimo pensavo che stessi dire qualcos’altro…e stavo per avere un infarto.. – ammisi sincera. Lui scosse la testa sorridente e mi sussurrò all’orecchio. C’era troppa gente in ascolto. –Quando saremo pronti, quelle parole le sentirai ogni secondo della tua vita.. – mi emozionai e il cuore prese a battere più forte. Quando saremo pronti…già…quando?! Sembrava che stessimo correndo alla velocità della luce.
-Edward.. –biascicai, incapace di dire altro. Lui intrecciò le dita alle mie e sorridendo attraversò la strada per raggiungere Alice e Jasper che ci stavano aspettando. Salutai Jasper e poi ci accomodammo in un tavolo abbastanza grande per comprenderci tutti. Emmett non mi aveva rivolto neppure un saluto, mentre Rose era sempre la solita. Edward mi teneva così vicina che quasi gli ero seduta in braccio. Quando James arrivò a prendere le ordinazioni scoppiò in una risata vedendo che io ed Edward eravamo seduti praticamente sullo stesso posto.
-Tzè chi si vede! Due volte in poco meno di due mesi! Questa ragazza ti fa decisamente bene amico! – mi alzai per salutarlo e fargli gli auguri in ritardo e poi ripresi posto, mentre Edward scherzava con il suo amico. Io rivolsi uno sguardo a Seth, completamente ipnotizzato dall’amico di Edward. Era come se fosse fermo, bloccato, immobile. Gli diedi uno scossone quando James posò gli occhi su di lui. –E questo morettino chi è? – disse allungando la mano.
-Seth.. – riuscì solamente a dire, incapace di emettere altri suoni corsi in suo aiuto.
-E’ il mio fratellastro. Me lo sono portato dietro da Forks per fargli cambiare aria.. – dissi scherzando, come se parlassi di un sacco di patate e difatti James rise e si presentò.
-Io sono James…e questa baracca è mia! Ti trovi bene a Londra? – Stranamente il comportamento di James con Seth era come quello con una ragazza e la cosa mi stava lasciando allibita. Diedi un calcio allo stinco di Seth, seduto di fianco a noi e riuscii a dire poco.
-Si..beh..sono qui da poco e non ho visto molto! – abbassò gli occhi affranto ed io compresi ogni cosa. James si era voltato verso l’entrata e aveva fatto l’occhiolino a due ragazze appena arrivate.
-Starei qui ore a parlare con voi, ma il lavoro chiama! Ci vediamo dopo ragazzi..vi mando Lucy per le ordinazioni! – si spostò velocemente in fondo alla sala per accogliere le nuove clienti ed io ripresi il mio posto, allontanandomi da Edward un po’ per parlare con Seth.
-Ehi..che succede? – lui scosse la testa e prese il giubbotto.
-Non mi sento bene..vado a prendere una boccata d’aria.. – tutti lo guardavano straniti ed io mi voltai verso Edward che scosse solamente la testa.
-Che succede? – abbassò il tono e si sporse verso il mio orecchio.
-James, beh…diciamo che ha le stesse preferenze di Seth…solo che è talmente stupido, timido e impaurito da non avere il coraggio di esternarlo. Per cui fa finta, si comporta come se nulla fosse per salvare le apparenze. – rimasi basita.
-Mi prendi in giro? – sibilai. E lui scosse la testa.
-L’ho scoperto qualche mese dopo il diploma..il suo comportamento con le donne è solo una copertura, per non essere deriso, per non dover affrontare tutto ciò che comporta una dichiarazione di quel genere. Non ha mai, e dico mai, provato a stare con qualcuno, piuttosto sta da solo… - la mia bocca si allargò in una ‘O’ e infilai velocemente il cappotto seguendo Seth, fuori dal locale. Edward cercò di fermarmi, sapevo già di non dover dire nulla a Seth, ma in qualche modo dovevo convincerlo a tornare dentro, a darsi un’occasione…non so come avrei fatto, ma vedere mio fratello in quelle condizioni mi faceva star male e non volevo.
-Ehi… - lo vidi sotto l’albero che guardava le decorazioni, gli sono sempre piaciute, fin da bambino. –Fa freddo fuori..vieni dentro con noi..
-Bella…perché? Perché è successo a me? Perché? Non me ne sono mai fatto un problema, non ho mai pensato di essere sbagliato ma ora…Dannazione. Aveva ragione Leah..combino solo casini in giro! – era più piccolo di me, e sentivo un senso di protezione oltre misura.
-Seth..torna dentro… - gli strinsi forte la mano e gli sorrisi. –Si sistemerà tutto e..tu sei perfetto così. Io non ti vorrei diverso. Sei un grande amico e hai un grande cuore Seth..troverai la persona adatta a te..
-Hai visto che non ero più capace neppure di aprire bocca? Non mi era successo mai nella vita…è come se…la salivazione mancasse, come se…anche il cuore fosse fuori dal petto…non lo so…è…tutto così strano.
-Ti capisco Seth… - dissi guardando dentro il locale. Edward ci stava guardando. Gli sorrisi. –Vieni dentro con noi..passa una serata in compagnia e goditi James finchè c’è..e poi ti piangerai addosso se le cose andranno male. Ma ora…vivitelo! E’ quello che tutti mi hanno consigliato per me..vero o no? – lui annuii –Io lo consiglio a te…guarda come sono più felice ora? Sto vivendo, non sto pensando…sto solo agendo di istinto. Tu sei davvero una persona magnifica Seth…devi prenderne coscienza e restare come sei..qualcuno ti noterà! – sorrisi e iniziai a camminare verso il locale, con un peso morto da trasportare, fino a quando sentii che non lo stavo più trascinando ma camminava al mio fianco.
La serata procedette tranquilla e senza altri intoppi. James si era fermato più volte al tavolo a scambiare qualche parola con tutti e, ora che sapevo, capivo anche alcuni sguardi. Seth cercava di chiacchierare amabilmente e di non guardare mai negli occhi l’amico di Edward, ma quando andava via si voltava ad osservarlo, godendo in silenzio di quei pochi secondi. La parte peggiore fu tenere a freno Emmett. Al tavolo sembrava che tutti avessero capito cosa stava succedendo, ma Emmett era sconcertato e al tempo stesso elettrizzato. Avrebbe voluto prendere per il culo Seth e farci ridere tutti, ma vedeva che non era il caso. Più volte Rosalie aveva fermato con un pugno o un calcio i tentativi di scherzo di Emm, riuscendoci perfettamente.
Quando cominciò a farsi più tardi Emmett, Rosalie ed Alice e Jasper diedero forfait, andandosene presto e portando con loro anche una Angela stanca e preoccupata per la mattinata di studio dell’indomani. Noi tre invece eravamo rimasti a goderci la serata, fino a chiusura. L’avevamo fatto soprattutto per Seth, io ed Edward silenziosamente eravamo d’accordo.
-Allora..che vi porto ancora? – la voce di James interruppe delle chiacchiere sulle fotografie che facevamo io e Seth.
-Per me un tea caldo…ho esagerato con gli alcolici stasera e non so quanto reggerò ancora.. – dissi scherzando, in realtà avevo un po’ di freddo.
-Per me invece una birra.. – lo guardai malamente. –Okay, Okay..un caffè d’orzo! – sbuffò. –Odio queste restrizioni dannazione! – borbottò facendoci ridere.
-Per te Seth?! – aveva gli occhi abbassati sulle mani, intrecciate sopra il tavolo, si era spostato di fronte a noi quando gli altri erano andati via. Scosse la testa per indicare niente e James fissò gli occhi di Edward, come per parlarsi tra di loro. Seguivo i loro sguardi e potevo comprendere tutto il discorso anche senza ascoltarlo. A pensarci bene era molto evidente quello che si stavano dicendo. “Ehi amico, fatti avanti!” “Che dici Ed?” “Dico che è la tua occasione!” “Ma sei scemo?!” e via così. Dopo l’ennesima occhiataccia di Edward, rivelatrice, il biondino si risvegliò come se avesse preso la scossa. –Oh…oh…OH! Ora capisco tutto.. – mormorò a voce bassissima, che quasi faticammo a sentirlo con la musica.
Andò dietro al bancone a preparare le ordinazioni e poco dopo diede delle indicazioni a Lucy, la cameriera che avevamo conosciuto all’inizio serata ed un altro giovane. Per poi tornare da noi e prendere posto di fianco a Seth con le nostre ordinazioni. Ovviamente fatte secondo i suoi standard.
-Allora…ho pensato che il caffè d’orzo fosse un po’ troppo pacchiano per i miei gusti…per cui per Edward cioccolata bianca con granella di pistacchio! – questo scosse la testa ridacchiando. –Per Bella invece cioccolata fondente, con pezzettini di meringa…e per me e Seth cioccolata al latte con mandorle tritate e panna!– la porse a Seth che in quel momento alzò lo sguardo e lo fissò in tranche.
-Ma io…non…avevo ordinato…nulla.. – riuscì a dire, anche se con molte pause.
-Oh lo so! Ma questo lo offro io! In più è la mia preferita! – gli fece l’occhiolino ed io affondai il cucchiaio nella cioccolata, mentre Edward prendeva le mie gambe e mi voltava verso di lui, portandosele sopra le sue ed affondando il viso tra i miei capelli.
-Come primo approccio non mi sembra male..che dici? – sghignazzai ed annuii tornando a concentrarmi sulla cioccolata.
-Allora Seth..che fai durante la tua giornata qui in questa noiosa Londra?! – scoppiai a ridere e poi mi scusai, non volevo assolutamente intromettermi, ma era più forte di me. Ma questo diede lo spunto a Seth di rispondere.
-Oh..noiosa? Londra? Dovresti vedere Forks…vorresti scappare appena ci metti piede! – Seth fece un sorriso e mi guardò per conferma, che trovò subito.
-Beh Forks avrà qualche cosa che ti richiama no? La famiglia…gli amici…una ragazza.. – Seth arrossì e abbassò la testa a guardare la sua tazza, mentre James fissò Edward per chiedergli consiglio. Io ridacchiai e gli feci l’occhiolino, mentre Edward faceva chiari segni indicando Seth con gli occhi.
-No, in questo momento niente mi farebbe tornare a Forks, certo c’è mia madre ma..qui c’è Bella..che è parte della mia famiglia ed anche la mia amica migliore..per cui..ho quasi tutto.. – sorrisi dolcemente.
-E’ quel quasi che non ti rende felice? Si vede lontano un miglio che ti manca qualcosa.– domandò James al mio fratellastro, il quale annuì. Ma siccome il discorso diventava già troppo profondo decise, saggiamente, di cambiare argomento. –Di cosa ti occupi nella vita?
Voltai lo sguardo ma rimasi comunque in ascolto.
-Lavoro in un negozio di fotografie a Forks, ma vorrei tanto pubblicare dei libri con delle foto..è..cioè..mi piacerebbe che molti vedessero le cose come le vedo io, in alcuni momenti.. – sorrisi sapendo che si stava aprendo più del dovuto.
-Wow..è una cosa formidabile! Se vuoi uno di questi giorni posso accompagnarti in alcuni posti che reputo decisamente meritevoli di essere visti! – guardai Edward che sorrise, nascondendosi dietro la tazza ed io lo imitai per non essere beccata.
-Sarebbe…magnifico! Ma non vorrei disturbare. Se devi lavorare non ti preoccupare, infondo Bella è una brava guida! – Edward scoppiò a ridere ed io lo guardai malamente.
-Ehi!
-Ma se non hai fatto altro che andare in giro con Angela perché Bella aveva….altro a cui..pensare.. – disse accorgendosi di essersi messo con le mani nel sacco davanti a tutti. Ridacchiai e con me anche il resto dei presenti al tavolo.
-Beh..non ascoltare il diamante lì infondo..allora..che fai..accetti?! – Seth mi guardò come se volesse chiedermi qualcosa ma poi abbassò la testa e la scosse. Si era già dimenticato del mio consiglio di prima, dannazione!
-No grazie.. apprezzo davvero il tuo aiuto ma..preferisco di no.. – io e Edward rimanemmo con la bocca aperta senza parole. James invece annuii silenzioso e finì la sua cioccolata calda, schiarendosi poi la voce.
-Oh va bene! Non ti preoccupare..che dite ragazzi..chiudiamo e ce ne andiamo a casa? Ormai tengo aperto solo per voi.. – tentò di scherzare ma vidi nei suoi occhi qualcosa di diverso, così azzardai a una cazzata.
-Senti James…E’ un problema per te lasciare il bar incustodito qualche sera? – Edward mi guardò stranamente ma mi lasciò continuare.
-No..mi fido di Mark e Lucy.. perché?
-Che ne dici se una sera di queste vieni a cena da noi? Insomma, sei un amico di Edward e..è da prima di Natale che non passiamo una serata tutti insieme…mi dispiace che non ci sia Tanya, ma capirà! Che ne dici allora? Sei dei nostri?
-Ecco…io…veramente.. – si trovava un po’ a disagio ed evitai di guardare Seth che mi stava maledicendo con lo sguardo.
-Dai non farti pregare Jay! – disse Edward alzandosi e ponendosi al mio fianco. –Potremmo fare a casa mia..così ti senti più a tuo agio..ed è più spaziosa..che dici?!
-Eh va bene! – contenta di quella risposta lanciai un’occhiata a Seth e feci l’ennesima stronzata.
-Ovviamente puoi portare la tua ragazza… - sorrisi sorniona.
-Oh..io..Ecco..Nessuna ragazza. Sono libero..non porterò nessuno..pensavo che Edward te l’avesse detto.. – sembrava a disagio ed era ben diverso dal James spavaldo che avevo conosciuto e che era stato anche ad inizio serata.
-Perfetto allora! Ti facciamo sapere! – gli baciai la guancia e poi tirai con me Edward fuori dalla porta. –Paga Seth, poi te li do! – sorrisi al mio fratellastro e chiusi la porta alle spalle sospirando.
-Sei una streghetta! – mi disse prendendomi le labbra tra le sue ed approfondendo il bacio. –Ma mi piaci da morire! Non avevo pensato ad una cena..è una cosa perfetta… - annuii baciandolo ancora. Dio la sua lingua!
-Così magari riuscirò a vedere il tuo appartamento prima della fine dell’anno! – dissi giocosa e lui mordicchiò il mio labbro inferiore.
-Fosse per me…potresti venire a vederlo anche stasera… - Le mani erano sul mio sedere, mentre le mie tra i suoi capelli. –Ti ho detto che stasera sei…bellissima?! – disse cercando la parola esatta. Avevo indossato un vestitino di lana caldo, color verde acqua, con una cintuina morbida color nera, abbinata agli stivali ed un paio di calze pesanti nere. Ero semplicissima.
-Sono banale… - mormorai quando riuscii a staccarmi.
-No..sei perfetta.. – mi sciolsi, come neve al sole e mi lasciai trasportare dal bacio, anche se eravamo in mezzo al vialetto, tutti ci potevano vedere e le nostre mani erano ormai incontrollabili.
-Ehm..scusate?! – la voce di Seth però ci interruppe e ci staccammo rossi ed imbarazzati. –Andiamo per favore?! – mi sistemai e seguii Edward alla macchina, girandomi vidi James alla finestra che ci guardava.
-Che gli hai detto? – domandai a bassa voce.
-Niente..ho pagato e mi sono scusato per non aver accettato la sua proposta, adducendo la scusa che Angela era perfetta e mi stavo affezionando a lei..e che volevo passare tutto il tempo possibile con te. – alzò le spalle ed io lo fulminai con lo sguardo. Facendo fermare Edward.
-Sei.Uno.Stupido! – passai una mano tra i capelli e soffiai forte. –Io capisco che a Forks di persone con…con i tuoi gusti non ce ne sono molte e non hai avuto la possibilità di confrontarti..ma…dannazione Seth! James si era offerto di farti vedere Londra. Ti ricordi cosa ti ho detto fuori…a proposito del vivere?! – si stava lasciando sfuggire un’occasione solo per paura.
-Ma James… - sembrava in difficoltà ed io non sapevo come aiutarlo. Le luci del locale si spensero, fuori e dentro.
-E’ interessato a te… – disse semplicemente Edward togliendomi dal problema di affrontare il discorso con mio fratello. –Solo che lui ha…come dire…paura ad ammetterlo ed esternarlo, per cui fa finta di essere etero. Ed ora mi ucciderà perché ve l’ho rivelato ed io avrò concluso la mia carriera di pugile prima di coronarla al meglio! – sbuffò ed io sorrisi, accarezzandogli il braccio.
-Da…davvero?! – noi annuimmo e lui sorrise appena.
-Sono stato stupido… - annuimmo ancora. –Beh..alla cena mi farò perdonare! Quando la organizziamo?! – era così entusiasta adesso che io e Edward ci accordammo di farla per quel venerdì sera, prima dell’inizio della trafila della gara..doveva resistere solo pochi giorni, ce l’avrebbe fatta Seth?!

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