sabato 3 gennaio 2015

Capitolo 50



Bella Pov

Rileggo la nostra conversazione un milione di volte e poi ancora una. E me ne sto lì con il pc sulle gambe indecisa sulla risposta da scrivergli.
Cosa potrei dirgli? Cosa potrei ribattere a parole così dolci e tormentate?
Non abbiamo mai parlato di sentimenti, abbiamo vissuto la nostra storia privandoci di quelle parole che forse, e solo forse, avrebbero risolto molti problemi. Siamo sempre stati un po’ distaccati, con un piede nel presente e l’altro ancorato alla paura e al timore di soffrire, tutto legato al passato. Mi rendo conto solo ora, che non abbiamo mai messo tutti noi stessi nella nostra storia. Avremmo potuto parlare di futuro, di amore, di famiglia…invece abbiamo solo guardato al presente o al passato, quello che ci ha distrutti fisicamente e psicologicamente. Non abbiamo fatto programmi, non abbiamo fatto progetti…che storia è stata? Non sembra neppure possibile riconoscerla come tale…forse un’amicizia più approfondita?
Eppure quell’organo pulsante nel mio petto si è totalmente e incondizionatamente fatto tatuare il suo nome, l’unico nome che si sia impossessato del mio cuore e l’abbia marchiato realmente, con un inchiostro indelebile e doloroso.
Sapevo che avremmo sofferto, ma non immaginavo che avrebbe fatto così male.
Ed ora…come se non bastasse il sentirsi spezzati a metà per colpa di questo sentimento così forte che non mi da tregua…mi sento pure avvilita e affranta per non essere rimasta a Londra. A questo punto, probabilmente, sarei già stata a casa sua, per stringerlo tra le braccia e sentire attorno a me il suo calore. Perché?! Perché stavo male a Londra, come sto male qui; stavo male mesi fa, come sto male oggi, forse un po’ di più. Piangevo allora, come e quanto piango ora, solo che sono in una casa diversa, con persone diverse attorno a me. Per quanto Jacob, Leah e Seth riescono a farmi pensare ad altro in certi momenti, con le loro battute, i loro impegni e tutto ciò che ne consegue, io non riesco a sentirmi più parte integrante di questo posto. Come faccio?!
Il suo stato è ancora attivo, ma da lui sono quasi le quattro di notte…

Che fai Edward?
Sei ancora lì ad attendere la mia risposta?
Stai già dormendo?
Perché risulti attivo e non mi scrivi?
Possibile che ti fai fermare da una mia risposta?
Hai davvero così tanta paura di sbagliare?

Le risposte sono così lampanti che non ho davvero bisogno di porle a qualcuno.
Oh…quanto vorrei tornare a Londra!
-Ehi Bella ci sei?! – alzo gli occhi dal computer, quando Sue entra nella camera chiamandomi.
-Scusa ero distratta… dicevi?
-Mi chiedevo solo se eri con noi o in qualche mondo parallelo! – sorrido e scuoto la testa affranta. Abbasso lo schermo del pc e sospiro forte, alzandomi dalla sedia. –No Bella aspetta…volevo…chiacchierare un po’, ti va? – sorpresa dalla sua richiesta annuisco e mi risiedo, mentre lei prende una sedia dall’angolo e si pone di fronte a me. –So che non ami parlare di cose passate e forse ti farò solo male con queste domande…e so anche che non sono nessuno per porgertele, ma…
-Sue, tu sei la compagna di mio padre, la madre di due dei miei migliori amici e la donna che si sta occupando di me da quando sono qui…Sei la cosa più vicina a una madre che ho ed hai tutto il diritto di farmi qualche domanda, dal momento in cui ti preoccupi di me… - le apro il mio cuore, sono stufa di tenermi tutto dentro. I suoi occhi brillano, c’è qualcosa in più di semplice gratitudine, c’è affetto, molto affetto ed io mi sento bene con lei.
-Bella…grazie…io…
-Avanti…chiedimi quello che vuoi.. – sorrido teneramente.
-Perché continui a mostrarti forte quando è evidente che non lo sei? – sgrano gli occhi. Non mi aspettavo di certo una domanda così…forte e precisa all’inizio, anche se l’ha posta con tutta la dolcezza possibile.
-Perché non voglio dare un dispiacere a chi mi sta intorno, non voglio che la gente pensi che io mi affligga o che rischio di deprimermi...cerco di ignorare ciò che è stato per…andare avanti.
-E’ chiaro però...che non è una cosa che ti riesce bene…giusto? Intendo…ignorare Londra, Edward…e andare avanti. – annuisco silenziosamente.
-Non è facile perché tante cose, troppe forse, continuano a riportarmi lì. Io continuo a pensarci, a ricordare, a sentirmi…strana. – ammetto, lasciandomi andare completamente. Non voglio più avere barriere, tanto meno con lei, che è come una madre per me, ora. Ed ho davvero bisogno di parlarne con qualcuno che non sia Seth, che non sia James…loro sono troppo coinvolti!
-Strana come?
-Triste, spezzata a metà…completamente distrutta dentro. Neppure con Alec mi sono sentita mai così…neppure quando sono tornata a casa quando io e lui ci siamo lasciati…
-E’ perché…tu ami Edward… - mormora piano, ed io sospiro annuendo. Sentirlo pronunciare da altri è come una doccia fredda, ma è la realtà e non posso più negarlo.
-Si…Non so se provassi già questa…questa cosa a Natale, non ne sono sicura, ma quando sono tornata a Londra a Gennaio…tutto è stato così semplice, così bello, coinvolgente. Stavo benissimo con lui e…mi sono lasciata andare. Forse non del tutto. Forse è per questo che…siamo arrivati a questo punto...non so. – stringo le spalle verso l’alto cercando di non farmi toccare troppo dalle mie stesse parole.
-Sai…Seth ci ha raccontato un po’ di Edward, com’è fisicamente, del suo carattere, dell’ironia e simpatia, di come non si è tirato indietro quando avete organizzato la cena a casa sua per…per aiutare Seth con James…. – forse il mio sguardo allarmato le fa mettere le mani avanti –Non ci ha raccontato nulla di cosa è successo a Londra, di cosa è successo tra voi…solo…ci ha solo spiegato come era bello vedervi insieme… - le lacrime che ho trattenuto per troppo tempo, scendono velocemente sul mio volto. –Oh no piccola...non piangere ti prego! – mi abbraccia, e il calore di un affetto materno quasi mai provato mi fa stare meglio e mi lascia libera di versare le mie lacrime e tutto l’amore che provo per lui.
-Sue…io lo amo. Non gliel’ho mai detto…mai…e…oggi ho preso il computer per dirgli che vorrei potesse andare avanti con la sua vita, che è giusto che incontri un’altra donna e si costruisca un futuro…non sono riuscita a dirglielo… ho avuto paura. Ho avuto paura che davvero lui lo facesse. E gli ho raccontato del tatuaggio e…di Claire e….lui mi ha detto che gli manco e che sono tutto per lui, che anche solo parlare così, via mail o messaggio per lui è tutto. E che non vuole perdere anche questo…non ho saputo rispondergli. Da lui sono le quattro e mezzo di mattina Sue…e stava lì a chiacchierare con me…
-Ti ama anche lui… - piango più forte. Anche Seth e James hanno detto la stessa cosa. Forse…forse hanno ragione. –Vuoi tornare a Londra piccola? Andare a riprenderti ciò che è tuo? – scuoto la testa.
-No…io...ho bisogno di essere convinta di essere tutto, questa volta…voglio essere il centro del mondo della persona che amo, voglio…voglio che niente e nessuno venga prima di me…capisci? Ne ho bisogno…per sentirmi importante. – lei mi stringe più forte.
-Se non gli fai capire che ha qualche possibilità di riconquistarti…non proverà mai a fare la prima mossa Bella, ha paura di perdere anche questo… - sospiro.
-Non so cosa fare…
-Aiutalo. Fagli capire che…che lo rivuoi, che può fare qualcosa per…stare con te.
-Sono a Forks, lui è a Londra…cosa potrebbe mai fare?
-Oh…ti sorprenderesti Bella! Davvero….La domanda però è…vuoi davvero lui? Sei convinta che possiate avere un futuro insieme? Che l’amore che provate sarà…per sempre? Vuoi che ti riconquisti? –
Lo voglio? Si lo vorrei. Vorrei già averlo qui, abbracciarlo, baciarlo…perdonarlo per tutto. Dio quanto avrei voglia di sparire con lui su un’isola deserta e vivere la nostra vita in santa pace, senza che niente e nessuno si intrometta.
Lo voglio? Si…si mi manca e lo amo. Lo amo da morire.
E’ tutto così chiaro adesso, devo solo fare in modo di….
Di cosa Bella? Cosa posso fare? Fargli capire che lo rivoglio? Che mi manca così tanto che potrei prendere il primo aereo per raggiungerlo e trasferirmi nel suo appartamento per vederlo ventiquattrore su ventiquattro senza lasciarlo andare fuori neppure per seguire i corsi? Risulterei una stalker…
Una stalker innamorata, ferita e desiderosa di avere una vita finalmente completa con la persona che ha occupato il mio cuore!
-Hai qualche consiglio da darmi? – domando asciugandomi i rimasugli delle lacrime dal volto. Lei mi sorride dolcemente.
-Che stavi facendo con questo computer?
-Gli scrivevo con skype… – lei mi fa l’occhiolino.
-Inizia da qui, fagli capire a piccoli passi….che tu ci sei ancora, che sei ferma, stazionata lì a quei sentimenti che ti legavano a lui…fai in modo che senta il desiderio impellente di salire sul primo volo per Forks! – annuisco mentre riapro lo schermo del pc con un sorriso determinato sul volto. Si, farò esattamente come ha detto Sue.

Io scrivo: Probabilmente ti sarai addormentato aspettando una risposta che non è arrivata per molto tempo, ma dovevo riflettere, dovevo trovare le parole giuste per spiegarti tutto quanto. Volevo dirti che sarebbe stato il caso di continuare le nostre vite, separatamente, incentivandoti ad andare in giro e a riprendere la tua vita, come se non ci fossimo mai incrociati per strada…La verità però…è che non voglio!

Prendo un profondo respiro e continuo a scrivere, nella speranza di non dovermi pentire, l’ennesima volta di prendere al balzo l’occasione.

Io scrivo: Non voglio perché sono egoista e desidero ardentemente che tu rimanga appeso a quel filo chiamato speranza, proprio come lo sono io. Voglio essere egoista perché mi manchi davvero tanto, perché non passa sera che, prima di chiudere gli occhi, l’immagine del tuo viso mi appaia ormai confusa dalle lacrime. E se tu pensi che solo questo sia il tuo tutto…beh ti sbagli…prova ad attraversare il mondo per arrivare qui…ti accorgerai che c’è di più di uno schermo del pc che non si può abbracciare.

Non scrivo altro, lasciando volutamente la conversazione sospesa, metafora delle nostre vite. Spengo il computer e sospirando forte mi dirigo in camera. Ho bisogno di fare qualcosa, di pensare ad altro e di non stare troppo tempo a rimuginarci sopra. Chiamo Maggie, con cui amo passare del tempo a Port Angeles in qualche negozietto o a fare anche solo una passeggiata. Lei è brava a farmi pensare ad altro e non farmi convogliare tutti i pensieri su Edward. E’ brava davvero.
Così dopo un’ora circa sono nel vialetto di casa Black ad attendere Maggie che esca, pronte per andare a fare shopping!


Edward Pov


Aprire gli occhi e vedere come prima cosa il computer affianco a me, provoca un sorriso a tutto denti! Ieri sera mi sono addormentato aspettando una sua risposta…sono cretino vero? Forse è il caso di riguardare se me la sono immaginata la conversazione o esiste davvero. Stropiccio gli occhi con fare annoiato, davvero sono pigro pure in questo, e mi sgranchisco le ossa che sono un po’ atrofizzate dalle ore di sonno. Devo mettermi a studiare e non ne ho nessuna voglia. Afferro il pc e controllo. Ci sono due nuovi messaggi di Bella, allora mi ha risposto!
Con attenzione li leggo, il sonno è sparito completamente.

“Prova ad attraversare il mondo per arrivare qui…ti accorgerai che c’è di più di uno schermo del pc che non si può abbracciare.”

Cosa dovrebbe essere? Un invito a prendere il primo aereo per Forks?
Mi prende in giro?
Ci metto poco a digitare la risposta.

Io scrivo: Sono egoista anche io, perché vorrei vederti felice, non desidero altro, solo che vorrei lo fossi con me. Sono egoista perché vorrei che dimenticassi tutto ciò che è stato e fossi pronta a darmi una seconda possibilità nonostante tutto il male che ti ho fatto…sono egoista perché spero, con tutto me stesso, che questo non sia uno scherzo e che tu abbia davvero voglia di vedermi…in quel caso…farei di tutto per raggiungerti ovunque tu sia.

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