sabato 3 gennaio 2015

Capitolo 31



Bella pov

Alice in questi giorni di pausa, prima di iniziare l’università, come me, ne ha approfittato per venire a fare qualche giro all’aria aperta con me e Seth, lasciando la casa libera ad Angela che stava studiando ancora intensamente. Il mio fratellastro si era divertito un mondo, trasportato dall’allegria e spensieratezza della mia coinquilina e animato dalla speranza di combinare qualcosa di buono domenica.
Alla fine Alice gli aveva fatto capire che tutti avevano ben chiaro cosa fosse successo la sera al pub di James e che nessuno se la sentiva di pensare male di lui, proprio perché come persona era eccezionale.
Io ed Edward non ci eravamo perché giovedì insieme a Seth ed Alice, questa volta senza Jasper per un impegno al lavoro, siamo andati a fare un giro al locale poco distante da casa nostra, dove Seth ha preso la sua prima colossale sbronza. Per fortuna con l’aiuto di Alice siamo riuscite a portarlo su per i sei piani di scale, ma con molta fatica.
Stamattina, per precisione il venerdì mattina della cena, mi sono svegliata grazie al telefono che suonava. Edward voleva darmi il suo personale buongiorno.

Flashback

-Buongiorno streghetta! – sorrisi, ancora assonnata.
-Buongiorno a te principino..già sveglio?! – io avrei voluto continuare a dormire ben volentieri.
-In realtà sono ancora immerso tra le lenzuola..non ho per niente voglia di alzarmi! – Si lo faceva a posta. Insomma dai. L’altra volta in boxer, poi mi tentava appoggiandosi al mio fondoschiena, quella sera del pub per poco non ci spogliavamo sul vialetto esterno.
-In realtà sono anch’io tra le lenzuola…Stamattina mi hai trovato ancora a letto… - dissi sorridendo maliziosa. Lui giocava? Okay ero capace anche io!
-C’è anche Seth con te?
-No..non so perché ma preferisce dormire sul divano. Dice che si sente troppo a disagio se no! – e questa cosa non la capivo proprio.
-Oh..quindi sei sola soletta? – la sua voce accattivante e maliziosa non mi ispirava per niente. O meglio…non mi ispirava cose positive. O meglio ancora…non me le ispirava ora, a distanza da lui.
-Si..Alice starà di sicuro dormendo dopo la serata di ieri, Angela probabilmente avrà la testa infossata nei libri e Seth sono sicura che sta dormendo, lo sento russare fin qui! – sghignazza anche lui dall’altra parte e poi torna a provocarmi, con la sua voce roca.
-Quindi se venissi lì, di gran fretta…potremmo stare soli soletti tra le tue lenzuola? – mi lascio scappare un sospiro di piacere che ci scommetto ha sentito di sicuro.
-Edward… - mormoro, chiudendo gli occhi. Sarei impazzita, me lo sentivo. Era….troppo. Troppo presto ma anche troppo tutto. E con la parte finale intendo dire che ho troppa voglia e non sono capace a resistere.
-Shhh..non hai detto che segui l’istinto e che non stiamo correndo?! Allora cosa ti dice l’istinto? – non posso dirtelo cosa mi dice il mio istinto, dannazione! O farei la figura della pervertita.
-Verresti davvero qui, ora, in gran fretta? – mormorai.
-Se fossi sicuro che la situazione rimanesse invariata tutto il tempo necessario per farti mia tutte le volte che voglio si… - il mio cuore smise di battere per un secondo, poi riprese più forte di prima.
-Oddio! – biascicai buttando indietro la testa tra i cuscini.
-Resti da me stasera a dormire?
-Edward! – esclamai un po’ indispettita.
-Che c’è? – lui invece era divertito.
-Non ti pare un po’…presto?!
-Per cosa? Abbiamo dormito insieme già due volte e l’ultima ero già mezzo nudo..in più hai detto che segui l’istinto e ci potrei giurare che ora il tuo ISTINTO ti direbbe di saltarmi addosso.. – era così strafottente che mi faceva rabbia e a tratti anche sorridere, perché aveva dannatamente ragione.
-Smettila! – sibilai allo stremo delle forze, non ce la facevo a resistere oltre.
-Dormi da me stasera?
-Va bene… - mi lasciai convincere. Sapevo di non avere troppa resistenza.
-Non serve che ti porti qualcosa per dormire… - ridacchiò e inevitabilmente lo feci anch’io scherzando dopo.
-Oh…chissà perché, ma immaginavo che l’avresti detto! Ma potrei deluderti! – ridacchiò ancora un po’ poi si ricompose.
-Vieni per le sette? – chiese.
-Si… - e poi scoppiai a ridere per il doppio senso, così come fece lui. –Edward sei impossibile! Sembra che tu sia in astinenza da secoli! – lo presi in giro.
-Oh…Lo sono..dico in astinenza! Non da secoli ma da mesi..molti, moltissimi, troppissimi mesi. E’ che ho conosciuto questa ragazza e non voglio che scappi da me..e da quando l’ho conosciuta..ho solo voglia di lei, per cui…finchè questa dolcissima ragazza non la smetterà di resistere agli istinti…mi toccherà stare in astinenza.. – mi riempii d’orgoglio, perché lui mi aveva aspettata fin dall’inizio.
-Che credi…anche questa ragazza è in astinenza..da molti più mesi di te..due anni circa! – sbottai frustrata. –Ecco..questa è una cosa che non dovevo dire! – ridacchiai tra me e me.
-Lo sai che a me puoi dire tutto! E poi stiamo solo giocando..non ti devi imbarazzare… - disse serio.
-Si lo so..ma…beh..lo faccio lo stesso!...Comunque..devo portare qualcosa per stasera, a parte il dolce e l’arrosto di Alice?
-No..solo…ti prego, non metterti abiti troppo scollati o corti o jeans troppo stretti..
-Perché?
-Perché sei a casa mia, nel mio ambiente e…muoio dalla voglia di fare l’amore con te..non credo che i miei ospiti sarebbero contenti se scappassi durante la cena, portandomi dietro l’organizzatrice.. – sghignazzai.
-Oh…e quanto è il livello di sopportazione che sei in grado di gestire?
-Basso, molto..molto basso! – pensai a cosa avevo nell’armadio e poi decisi.
-Ho già individuato cosa mettere allora! Ti conviene farti una doccia fredda Edward..anche due, tre..perchè stasera il tuo livello di sopportazione, sarà messo a dura prova! Buona giornata principino.. – spensi e ridacchiai tra me, alzandomi dal letto.

Flashback

Mi ero preparata con cura minimale, avevo fatto la doccia più lunga della mia vita e usato il mio bagnoschiuma preferito, ho pensato ad acconciare i capelli in morbide onde che mi ricadevano sulle spalle ed ho indossato il vestito a cui avevo pensato la mattina.
E’ un semplice vestito aderente color blu elettrico, in cotone caldo, che arriva a metà coscia o poco più su, che lascia completamente il collo scoperto, perché è a barchetta ed ha le maniche corte. Sopra ho abbinato una giacca nera, come i tronchetti che indosso, un paio di calze color carne e un filo di trucco.
Alice quando mi ha vista fuori dalla camera è rimasta piacevolmente colpita e non ha osato criticarmi in nulla, stranamente! Bella 1 – Alice 0, in fatto di stile stasera! Avevo ridacchiato da sola vedendo la sua faccia sorpresa e poi l’avevo esortata a darsi una mossa.
Mi sentivo su di giri perché stasera avrei visto, per la prima volta, l’appartamento di Edward e anche perché non vedevo l’ora che quel zuccone di Seth facesse qualcosa per questa situazione! Se era rimasto strabiliato da James era il caso che ci provasse, almeno avrebbe avuto la possibilità di non avere rimpianti o rimorsi.
Eravamo partiti da casa in ritardo, solo perché Alice doveva cercare assolutamente una cosa in camera sua, mentre noi l’aspettavamo in auto insieme a Jasper, abbastanza spazientito. E così eravamo quasi gli ultimi ad arrivare…beh considerando che Rosalie ed Emmett dovevano solo salire le scale di un piano, forse eravamo abbastanza in orario. Chi non si vedeva ancora era James, in ritardo di quasi tre quarti d’ora.
Edward appena avevo varcato la soglia di casa, mi aveva baciata dolcemente sulla guancia e prendendomi per mano mi aveva fatto fare un giro veloce per casa, sussurrandomi all’orecchio che avrei avuto tempo nel dopo cena per visualizzarla al meglio! Ignorando il suo commento, ma sorridendo tra me e me, mi ero portata sul balcone di casa dove Seth se ne stava a guardare parte di Londra colorata dalle luci colorate.
-Allora…mi dici cosa c’è? Non c’è solo l’agitazione..lo so bene! – paradossalmente quella sera non faceva neppure troppo freddo, l’aria che andava e veniva era tagliente, ma c’erano momenti in cui si stava bene anche senza giubbino.
-C’è che oggi ho parlato con mamma..e le ho chiesto di Leah..Ha detto che non ha cambiato il suo pensiero e non è neppure pronta a riavermi a casa, sta bene senza di me. Ti ho fatto un riassunto perché…cerco di eliminare dalla mente quella conversazione… - Tra le tante cose non immaginavo che il motivo fosse sua sorella, pensavo che cominciasse a fregarsene, che se ne facesse una ragione, che avesse capito che non era colpa sua. Ma non era così.
-Senti…posso chiederti una cosa? Ma aspetta a rispondere..puoi aspettare prima di dirmi qualcosa… - lui annuì ed io sospirai dando voce ai miei pensieri. –E’ così importante quello che pensa tua sorella? Sinceramente..cosa può cambiare? Va bene, non ti rivuole con lei nel vostro appartamento..ed abbiamo già chiarito che puoi stare da Charlie e Sue in camera mia tutto il tempo che vuoi, potresti stare qui a Londra oppure potresti viaggiare…cosa succede in te se lei non ti accetta? Tu..cambi te stesso per lei? Seth..sei una persona fantastica e un fratello meraviglioso. Per quanti casini hai combinato in passato ti abbiamo sempre voluto bene, un bene infinito..e Leah è solo sconvolta e un po’ chiusa di mentalità..vedrai che lo capirà e lo accetterà..ma se non dovesse farlo? Cosa cambia in te?
Non mi guardava, continuava a restare fisso sulla città, finchè un grido combinato si levò dal salotto e noi rientrammo, trovando James con dei jeans bagnati e un giaccone molto simile.
-Scusate l’enorme ritardo ma a casa ho avuto una perdita ed ho cercato di aggiustarla, non combinando assolutamente nulla! – Edward scoppiò a ridere e tutti noi lo seguimmo, portandoci dietro anche lo stesso sfortunato biondo.
Noi donne ci occupammo di servire nei piatti e portarli agli uomini già seduti ai loro posti ma seguivamo i loro discorsi grazie alla cucina aperta. In realtà Edward aveva degli spazi enormi e ben arredati. Il salotto era diviso in due aree ideali, una composta dal divano a L molto grande, in pelle bordeaux e un televisore piatto dalle dimensioni enormi appeso al muro di fronte, sopra a un mobile nero contenente dei dvd, che poi si allungava e diventava una libreria immensa, in cui avevo notato dei volumi di medicina. E una parte in cui c’era un mobile lungo tutto la parete, a media altezza, in cui teneva tovagliette, servizi di piatti e bicchieri per gli ospiti, utensili vari e un tavolo allungabile in legno massiccio che poteva ospitare benissimo dieci persone comodissime. La cucina aveva un’isola con il bancone in metallo e sotto degli scaffali che utilizzava come dispensa dato che erano chiusi e il resto era un lungo bancone ad U in metallo e al di sotto altri stipi. Solo una parete aveva i mobili anche sopra, comprendenti la canna fumaria e lo scolapiatti sopra il lavello. Era una cucina enorme e molto aperta, mi piaceva particolarissima…ma bellissima.
Finito il servizio, si proprio come al ristorante, ci sedemmo anche noi. Edward sedeva a capotavola, come ovvio che sia per il padrone di casa, io stavo alla sua sinistra e all’altro mio lato si trovava Seth e poi Angela. Di fronte avevo James, e di fianco a lui Jasper e poi Alice e Rosalie, mentre Emmett stava di fronte a Edward, all’altro lato del tavolo. Abbiamo chiacchierato amabilmente tutti insieme, e sia Alice che Rosalie raccontavano episodi di Edward da piccolo o di Jasper ed Emmett negli ultimi anni. Insomma era una serata allegra che permetteva a tutti di sorridere e ridere a sprazzi, sentendosi leggeri. Anche Seth alla fine aveva ripreso la sua solita verve e aveva cominciato a scherzare e raccontare insieme a tutti noi, ovviamente si divertiva a dire qualcosa che avevo combinato io.
-…E così alla fine si è davvero lanciata al galoppo! La cosa più divertente è stata vederla cadere sulla spiaggia dopo neppure tre, quattro metri mentre Quil continuava la sua corsa indisturbato! - ridevano tutti a quel racconto. Avevo scommesso con Quil che sarei riuscita a galoppare come lui, dopo solo due volte che montavo a cavallo e lui, giustamente, diceva che non ci sarei mai riuscita, soprattutto con la mia scarsa coordinazione. Ero salita facendomi aiutare da Jacob, e al suo via eravamo partiti, ma dopo poco il cavallo andava così veloce che avevo perso la presa e ad un suo galoppo finii per terra con le gambe all’aria sotto le risate divertite di tutti quanti. Avevo sedici anni..e quella scommessa l’aveva vinta Quil, come tutte le altre.
-Non ci credo! – Edward sembrava il più divertito, insieme a Seth che riviveva la scena proprio come me, nella sua testa.
-Oh si, credici! – rideva ancora e più forte. –E non hai idea di quanto ghiaccio ha dovuto mettere su quel suo bel sederino all’epoca! – ero rossa d’imbarazzo ma tutti ridevano ed erano festosi ed io non potevo stare meglio di così in quel momento.
-Okay basta ridere delle mie disgrazie! Soprattutto tu! – diedi uno schiaffetto sulla spalla di Seth –Se attacco io a raccontare le tue finiamo il mese prossimo! E devi prendere un aereo per tornare a casa prima o poi! – gli feci la linguaccia e tutti i nostri amici ripresero l’attacco di risa smesso poco prima.
-Avanti dai…raccontaci qualcosa di Seth..infondo è l’unico che ancora non abbiamo umiliato! – l’interesse di James non passò inosservato a nessuno, ma facemmo finta di nulla e su richiesta lanciai un’occhiata a Seth che annuì e cercai nella memoria qualcosa di “raccontabile”!
-Allora…vediamo…
-Oh vedi..c’è così poco di me da raccontare! Ti eri sbagliata prima infondo no?!
-Ah ah! Divertente! E’ che sono così indecisa…e poi..non si può raccontare ogni cosa a tavola! – pensavo e ripensavo finchè una lampadina mi si accese nella mente e mi illuminai il viso di un sorriso. –Oh si! Trovato! – e scoppiai a ridere.
-A posto siamo! Comincia già a ridere per i fatti suoi! Fermatela vi prego! – Alice scosse la testa in gesto teatrale ed io cercai di calmarmi.
-Seth te la ricordi quella volta che siamo andati al centro commerciale di Port Angeles in pullman e che poi Charlie è venuto a prenderci quando ha finito il turno?! – lo vidi coprirsi la faccia con le mani e scuotere la testa mentre io già ridevo.
-No dai! Ma perché proprio quella?! Ce ne sono un’infinità e vuoi sbandierare ai quattro venti proprio quella?! – rideva già da solo e allora cominciai, cercando di trattenermi dal ridere anche io.
-Allora..come ormai avete ben capito tutti Forks è una piccolissima cittadina, con pochi, limitatissimi servizi. Un ragazzo di quattordici anni deve per forza essere scarrozzato in giro dai genitori o dagli amici più grandi se vuole andare da qualche parte. Un pomeriggio abbiamo deciso di andare al centro commerciale di Port Angeles con il pullman, dato che non c’era scuola e poi mio padre veniva a prenderci. Siamo arrivati e siamo subito andati a comprarci un frullato ma io, Jake e Leah non l’abbiamo mai terminato, perché Seth dopo poco era sparito. Non lo trovavamo da nessuna parte!
-Dai Bella smettilaaaa! – scoppiai a ridere e tutti ci guardavano come se fossimo scesi da un altro pianeta.
-L’abbiamo cercato per tutto il centro commerciale..allora Seth aveva undici anni ed era nell’età della ribellione, non faceva mai nulla di quello che gli dicevi, ma quel giorno siamo stati costretti a portarcelo dietro perché Sue, sua madre, lavorava e quindi non poteva stare a casa da solo…Insomma, la giornata al centro commerciale è stata alla ricerca del terremoto che non si trovava, finché impauriti l’avevamo raccontato a Charlie, che è corso in centrale a chiedere se avevano notizie. Siamo rimasti fino alle dieci a Port Angeles, Seth era tornato a casa, accompagnato da una signorina che aveva seguito perché aveva delle belle gambe! L’aveva pedinata fino a casa, per guardarle le gambe visibili grazie alla minigonna e quando lei si era accorta del bambino l’aveva fatto mangiare e poi l’aveva portato a casa! Charlie era così arrabbiato che gli ha fatto pulire il vialetto di casa per tre mesi, da tutte le foglie autunnali! – ridevano tutti, Angela aveva persino le lacrime agli occhi mentre Seth scuoteva la testa imbarazzato.
-Sei una stronza Swan! – risi più forte.
-Ti ho reso solo un favore piccolo lupo! – il suo sguardo esasperato mi fece capire che avevo colpito ancora. Quel soprannome glielo avevamo affibbiato quando aveva solamente sette anni e aveva già cominciato a fare il guastafeste. Era come un cucciolo di lupo, indisciplinato e testardo.
Avevamo continuato anche durante il caffè ed eravamo rimasti a chiacchierare ad oltranza, il giorno dopo per fortuna nessuno doveva alzarsi presto per andare a lavorare. Quando però arrivarono le due e mezza notammo i primi sbadigli. Alice e Jasper volevano andar via ed Angela sembrava che si stesse già addormentando sulla sedia, per cui si offrirono per portare a casa anche lei.
-Noi, invece, restiamo a dare una mano a Bella ed Edward a sistemare.. – eh già, alla fine era venuto fuori che avrei passato la notte da lui, con mille battute maliziose da parte di Emmett, che ci faceva imbarazzare e arrossire quanto più poteva.
-Non serve Rose, andate pure voi…resto io con loro ad aiutarli..e’ molto tempo che non passo una serata con Edward come i vecchi tempi e dato che mi sono preso una serata libera ne approfitto! – James prese a portare i piatti in cucina e a sciacquarli sotto l’acqua per poi metterli in lavastoviglie.
-Beh allora voi avete abbastanza aiuti per stasera…noi possiamo levare le ancore! – sorrise Alice. –Seth vieni con noi?
-Si…lasciatemi prendere il cappotto e arrivo.. – guardai Edward che guardava James che sembrava indeciso sul da farsi.
-Ehm…se vuoi rimanere qui ti accompagno io più tardi… - si convinse a dire alla fine James. Faceva l’esuberante nelle situazioni normali, ma solo per nascondere una timidezza infinita nelle sue questioni private.
-Non vorrei disturbare James… - fulminai Seth e tossicchiai per liberarmi la gola, o solo per fargli capire che non era la risposta esatta. –Ma se per te non è un problema mi farebbe piacere restare.. – e fece un debole sorriso.
-Bene…allora noi ci vediamo domani! Ciao a tutti! – salutammo e dalla casa piena e chiassosa ci trovammo solo in quattro.
-Bene…diamoci da fare che poi ci aspetta il biliardo! – Edward scoppiò a ridere alla frase di James ed io li guardai allibita. Biliardo?!
Nell’arco di mezzora avevamo sbarattato il tavolo e richiuso, caricato la lavastoviglie e sistemato anche il bancone della cucina. Rimaneva solo da vedere questo biliardo. Edward ci accompagnò attraverso un corridoio buio che non avevo visto prima e infondo si trovavano le scale che portavano di sopra, dove c’era un tavolo da biliardo e degli attrezzi da palestra.
-Wow…- erano le uniche parole che uscirono a me e Seth nello stesso momento! Vidi Edward e James sorridere e prendere le stecche per giocare.
-Allora, Seth giochi con noi?! – chiese James ed io guardai Seth in uno sguardo di intesa che sapeva di anni ed anni di conoscenza. Ci sorridemmo ed annuii.
-Stecca per favore! – sghignazzai, quello era il suo motto! Quando mi avvicinai per scegliere la mia venni ripresa.
-Ehi ragazzina, che credi di fare? Non è gioco per te questo! – mi girai a fulminare James che voleva solo scherzare e poi vidi anche Edward scuotere la testa.
-Dai piccola, prendi lo sgabello e goditi la partita.. – in quel momento Seth scoppiò in una risata fragorosa e dovette addirittura tenersi al tavolo per non cadere all’indietro. I due uomini lo guardavano come se fosse pazzo mentre io afferravo la stecca che mi piaceva di più e mi avvicinavo a Seth.
-Facciamo noi contro di voi? Che dite? Chi perde paga da bere mercoledì sera… - scrollai le spalle, in segno di menefreghismo. Non sapevo chi avevo di fronte…ma valeva la pena giocare fino infondo.
-Perfetto! – tese la mano pronto Edward ma Seth scosse la testa, diventando rosso.
-Facciamo un’altra cosa…se vinciamo noi facciamo una serata noi quattro, cena e giro per Londra di sera..se vincete voi… - stava cercando qualcosa ma James lo precedette.
-Se vinciamo noi, lasciamo questi due zuccherini per i cavoli loro e io e te ci andiamo a fare un giro come si deve, da soli! – scoppiai a ridere e guardai Seth scuotendo la testa. Era chiaro che James stesse iniziando a lasciarsi andare poco alla volta, e questo ci rendeva tutti più audaci.
-Ora dimmi cosa vuoi che faccia?! – gli dissi alzando le spalle in segno di desolazione. Erano entrambe due alternative meravigliose e vedevo Seth tormentato mentre Edward se ne stava appoggiato al tavolo del biliardo in completa ammirazione della scenetta. Era una visione celestiale. Un jeans sbiadito con un maglione blu scuro con le maniche fatte su e i capelli ribelli.
-Perdiamo, ovvio! – si stava lasciando andare anche lui, colpa forse di qualche bicchiere di vino in più, ma era estremamente rilassante quella situazione. Tutti scoppiammo a ridere, mentre James afferrava quattro birre dal frigo bar in un angolo e le stappava con l’accendino e poi ce le consegnava.
-Fai come se fossi a casa tua, eh! – feci cin con Seth mentre Edward diceva questo verso James e poi spuntai la mia stecca.
-Allora…giochiamo o no?!
-Sarà più facile del solito vincere stasera!
-Io non ci scommetterei fossi in te, non mi conosci! Potrei essere un campione di pool che ne sai? – dice alzando le spalle, poi mi guarda e sorride brevemente tornando a rivolgere lo sguardo a James, più sfrontato e audace che mai. –Io voglio perdere solo perché la tua proposta per la vostra vittoria è molto, molto allettante! - stavo in silenzio, lasciando a loro l’opportunità di filtrare e mi godevo Edward che sbocciava piegato in avanti.
-Bene..tocca a noi…Seth tira tu! – mi diede una pacca sul sedere ed io sghignazzai. –Non siamo a Forks baby! – schioccai la lingua sul palato e lo vidi ridacchiare. Esattamente come i vecchi tempi. Alla fine era come giocare contro Leah e Jake, solo che non ci trovavamo nel classico bar di Forks dove avevo imparato a giocare a biliardo quando avevo solamente dodici anni.
-Ah..che peccato! – esclamò James quando Seth mancò la buca, peccato solo che aveva tirato male apposta per lasciarmi entrambe le palle da infilare in buca con quasi un solo colpo. Se James si occupava di quella nel suo angolo senza toccare le altre.
-Prima, in buca! Yeah!
-A quanto pare aveva ragione James, vittoria facile stasera…te l’avevo detto piccola, era meglio se ti sedevi e ti godevi tre uomini che giocavano. Non vorrei che ti sentissi ferita alla fine della partita…- disse Edward con tono da presa in giro.
-Oddio! Baby…tocca a te! – sghignazzò Seth dopo che James sbagliò il suo colpo. Mi aveva spostato una delle due palle in sequenza, ma avrei fatto in qualche modo. Mi sistemai in modo di potermi piegare e quando individuai la traiettoria scoccai la stecca sulla bianca, che infilò la prima palla in buca e rimbalzando finì poco più in là del centro. Mi spostai e per terminare la mia opera dovetti sistemarmi di fronte a Edward e piegarmi quasi a novanta gradi per scoccare. Sentii chiaro un gemito roco dietro di me e sorrisi facendo l’occhiolino a Seth proprio mentre un’altra palla finiva in buca. Spuntai la punta e mi posizionai per il terzo tiro, che finì a segno anche quello. Poi sbagliai e lasciai il posto a Edward, sconvolto.
-Wow! Non pensavo sapessi giocare! – disse, schiarendosi la voce più volte.
-Ci sono molte cose che non sai di me…principino! – presi un sorso della mia birra e guardai il suo tiro. James ed Edward avevano tecnica e strategia, nulla che non mancasse anche a me…solo che erano molti anni che non praticavo più, ed ero un po’ arrugginita. Seth fece finire un’altra palla in buca e poi sbagliò.
Andammo avanti così fino all’ultima palla, quando mi avvicinai al mio fratellastro e cercai di capire cosa volesse fare.
-La perdiamo o la vinciamo? – loro avevano una sola palla e noi anche, con l’unica differenza che io avevo sbagliato volontariamente gli ultimi due lanci per favorire Seth. Che ora era rosso d’imbarazzo.
-Vinciamola… - lo guardai confusa, prima aveva detto tutt’altra cosa. –Non sono ancora pronto, e poi…se sarà non voglio che sia per colpa di una vittoria. Voglio che sia tutto…perfetto. – sorrisi annuendo e quando fu il mio turno scoccai a segno.
-Beh..direi che vi lasciamo l’opportunità di scegliere solo il ristorante! Batti il cinque piccolo lupo! – mi avvicinai e dopo gli scompigliai i capelli. Gli volevo troppo bene.
-Incredibile! Battuti da una coppia di pivelli!
-Ehi attento a come parli! Se vuoi sono capace di batterti anche da sola…! – sapevo che scherzava ma volevo solo prenderlo un po’ in giro.
-No no, per carità! Ne ho abbastanza per stasera…credo che mi sentirò umiliato per il resto del mese…poi voglio la rivincita però! – io ed Edward scoppiammo a ridere, mentre mettevamo a posto e iniziavamo a scendere di sotto. –Beh credo che sia il caso di levare le tende…che dici Seth? – annuì solamente prendendo il cappotto e venendo ad abbracciarmi, gli lasciai le chiavi e salutai anche James. Speravo che si parlassero e che combinassero qualcosa..e quando chiusero la porta sospirai di felicità, vedendo che eravamo rimasti davvero soli. 
Finalmente.

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