Bella pov
Alice in questi giorni di pausa, prima di iniziare
l’università, come me, ne ha approfittato per venire a fare qualche giro
all’aria aperta con me e Seth, lasciando la casa libera ad Angela che stava
studiando ancora intensamente. Il mio fratellastro si era divertito un mondo,
trasportato dall’allegria e spensieratezza della mia coinquilina e animato
dalla speranza di combinare qualcosa di buono domenica.
Alla fine Alice gli aveva fatto capire che tutti avevano
ben chiaro cosa fosse successo la sera al pub di James e che nessuno se la
sentiva di pensare male di lui, proprio perché come persona era eccezionale.
Io ed Edward non ci eravamo perché giovedì insieme a Seth
ed Alice, questa volta senza Jasper per un impegno al lavoro, siamo andati a
fare un giro al locale poco distante da casa nostra, dove Seth ha preso la sua
prima colossale sbronza. Per fortuna con l’aiuto di Alice siamo riuscite a
portarlo su per i sei piani di scale, ma con molta fatica.
Stamattina, per precisione il venerdì mattina della cena,
mi sono svegliata grazie al telefono che suonava. Edward voleva darmi il suo personale
buongiorno.
Flashback
-Buongiorno
streghetta! – sorrisi, ancora assonnata.
-Buongiorno
a te principino..già sveglio?! – io avrei voluto continuare a dormire ben
volentieri.
-In
realtà sono ancora immerso tra le lenzuola..non ho per niente voglia di
alzarmi! – Si lo faceva a posta. Insomma dai. L’altra volta in boxer, poi mi
tentava appoggiandosi al mio fondoschiena, quella sera del pub per poco non ci
spogliavamo sul vialetto esterno.
-In
realtà sono anch’io tra le lenzuola…Stamattina mi hai trovato ancora a letto… -
dissi sorridendo maliziosa. Lui giocava? Okay ero capace anche io!
-C’è
anche Seth con te?
-No..non
so perché ma preferisce dormire sul divano. Dice che si sente troppo a disagio
se no! – e questa cosa non la capivo proprio.
-Oh..quindi
sei sola soletta? – la sua voce accattivante e maliziosa non mi ispirava per
niente. O meglio…non mi ispirava cose positive. O meglio ancora…non me le
ispirava ora, a distanza da lui.
-Si..Alice
starà di sicuro dormendo dopo la serata di ieri, Angela probabilmente avrà la
testa infossata nei libri e Seth sono sicura che sta dormendo, lo sento russare
fin qui! – sghignazza anche lui dall’altra parte e poi torna a provocarmi, con
la sua voce roca.
-Quindi
se venissi lì, di gran fretta…potremmo stare soli soletti tra le tue lenzuola?
– mi lascio scappare un sospiro di piacere che ci scommetto ha sentito di
sicuro.
-Edward…
- mormoro, chiudendo gli occhi. Sarei impazzita, me lo sentivo. Era….troppo.
Troppo presto ma anche troppo tutto. E con la parte finale intendo dire che ho
troppa voglia e non sono capace a resistere.
-Shhh..non
hai detto che segui l’istinto e che non stiamo correndo?! Allora cosa ti dice
l’istinto? – non posso dirtelo cosa mi dice il mio istinto, dannazione! O farei
la figura della pervertita.
-Verresti
davvero qui, ora, in gran fretta? – mormorai.
-Se
fossi sicuro che la situazione rimanesse invariata tutto il tempo necessario
per farti mia tutte le volte che voglio si… - il mio cuore smise di battere per
un secondo, poi riprese più forte di prima.
-Oddio!
– biascicai buttando indietro la testa tra i cuscini.
-Resti
da me stasera a dormire?
-Edward!
– esclamai un po’ indispettita.
-Che
c’è? – lui invece era divertito.
-Non
ti pare un po’…presto?!
-Per
cosa? Abbiamo dormito insieme già due volte e l’ultima ero già mezzo nudo..in
più hai detto che segui l’istinto e ci potrei giurare che ora il tuo ISTINTO ti
direbbe di saltarmi addosso.. – era così strafottente che mi faceva rabbia e a
tratti anche sorridere, perché aveva dannatamente ragione.
-Smettila!
– sibilai allo stremo delle forze, non ce la facevo a resistere oltre.
-Dormi
da me stasera?
-Va
bene… - mi lasciai convincere. Sapevo di non avere troppa resistenza.
-Non
serve che ti porti qualcosa per dormire… - ridacchiò e inevitabilmente lo feci
anch’io scherzando dopo.
-Oh…chissà
perché, ma immaginavo che l’avresti detto! Ma potrei deluderti! – ridacchiò
ancora un po’ poi si ricompose.
-Vieni
per le sette? – chiese.
-Si…
- e poi scoppiai a ridere per il doppio senso, così come fece lui. –Edward sei
impossibile! Sembra che tu sia in astinenza da secoli! – lo presi in giro.
-Oh…Lo
sono..dico in astinenza! Non da secoli ma da mesi..molti, moltissimi,
troppissimi mesi. E’ che ho conosciuto questa ragazza e non voglio che scappi
da me..e da quando l’ho conosciuta..ho solo voglia di lei, per cui…finchè
questa dolcissima ragazza non la smetterà di resistere agli istinti…mi toccherà
stare in astinenza.. – mi riempii d’orgoglio, perché lui mi aveva aspettata fin
dall’inizio.
-Che
credi…anche questa ragazza è in astinenza..da molti più mesi di te..due anni
circa! – sbottai frustrata. –Ecco..questa è una cosa che non dovevo dire! –
ridacchiai tra me e me.
-Lo
sai che a me puoi dire tutto! E poi stiamo solo giocando..non ti devi
imbarazzare… - disse serio.
-Si
lo so..ma…beh..lo faccio lo stesso!...Comunque..devo portare qualcosa per
stasera, a parte il dolce e l’arrosto di Alice?
-No..solo…ti
prego, non metterti abiti troppo scollati o corti o jeans troppo stretti..
-Perché?
-Perché
sei a casa mia, nel mio ambiente e…muoio dalla voglia di fare l’amore con
te..non credo che i miei ospiti sarebbero contenti se scappassi durante la
cena, portandomi dietro l’organizzatrice.. – sghignazzai.
-Oh…e
quanto è il livello di sopportazione che sei in grado di gestire?
-Basso,
molto..molto basso! – pensai a cosa avevo nell’armadio e poi decisi.
-Ho
già individuato cosa mettere allora! Ti conviene farti una doccia fredda
Edward..anche due, tre..perchè stasera il tuo livello di sopportazione, sarà
messo a dura prova! Buona giornata principino.. – spensi e ridacchiai tra me,
alzandomi dal letto.
Mi ero preparata con cura minimale, avevo fatto la doccia
più lunga della mia vita e usato il mio bagnoschiuma preferito, ho pensato ad
acconciare i capelli in morbide onde che mi ricadevano sulle spalle ed ho
indossato il vestito a cui avevo pensato la mattina.
E’ un semplice vestito aderente color blu elettrico, in
cotone caldo, che arriva a metà coscia o poco più su, che lascia completamente
il collo scoperto, perché è a barchetta ed ha le maniche corte. Sopra ho
abbinato una giacca nera, come i tronchetti che indosso, un paio di calze color
carne e un filo di trucco.
Alice quando mi ha vista fuori dalla camera è rimasta
piacevolmente colpita e non ha osato criticarmi in nulla, stranamente! Bella 1
– Alice 0, in fatto di stile stasera! Avevo ridacchiato da sola vedendo la sua
faccia sorpresa e poi l’avevo esortata a darsi una mossa.
Mi sentivo su di giri perché stasera avrei visto, per la
prima volta, l’appartamento di Edward e anche perché non vedevo l’ora che quel
zuccone di Seth facesse qualcosa per questa situazione! Se era rimasto
strabiliato da James era il caso che ci provasse, almeno avrebbe avuto la
possibilità di non avere rimpianti o rimorsi.
Eravamo partiti da casa in ritardo, solo perché Alice
doveva cercare assolutamente una cosa in camera sua, mentre noi l’aspettavamo
in auto insieme a Jasper, abbastanza spazientito. E così eravamo quasi gli
ultimi ad arrivare…beh considerando che Rosalie ed Emmett dovevano solo salire
le scale di un piano, forse eravamo abbastanza in orario. Chi non si vedeva
ancora era James, in ritardo di quasi tre quarti d’ora.
Edward appena avevo varcato la soglia di casa, mi aveva
baciata dolcemente sulla guancia e prendendomi per mano mi aveva fatto fare un
giro veloce per casa, sussurrandomi all’orecchio che avrei avuto tempo nel dopo
cena per visualizzarla al meglio! Ignorando il suo commento, ma sorridendo tra
me e me, mi ero portata sul balcone di casa dove Seth se ne stava a guardare
parte di Londra colorata dalle luci colorate.
-Allora…mi dici cosa c’è? Non c’è solo l’agitazione..lo
so bene! – paradossalmente quella sera non faceva neppure troppo freddo, l’aria
che andava e veniva era tagliente, ma c’erano momenti in cui si stava bene
anche senza giubbino.
-C’è che oggi ho parlato con mamma..e le ho chiesto di
Leah..Ha detto che non ha cambiato il suo pensiero e non è neppure pronta a
riavermi a casa, sta bene senza di me. Ti ho fatto un riassunto perché…cerco di
eliminare dalla mente quella conversazione… - Tra le tante cose non immaginavo
che il motivo fosse sua sorella, pensavo che cominciasse a fregarsene, che se
ne facesse una ragione, che avesse capito che non era colpa sua. Ma non era
così.
-Senti…posso chiederti una cosa? Ma aspetta a
rispondere..puoi aspettare prima di dirmi qualcosa… - lui annuì ed io sospirai
dando voce ai miei pensieri. –E’ così importante quello che pensa tua sorella?
Sinceramente..cosa può cambiare? Va bene, non ti rivuole con lei nel vostro
appartamento..ed abbiamo già chiarito che puoi stare da Charlie e Sue in camera
mia tutto il tempo che vuoi, potresti stare qui a Londra oppure potresti
viaggiare…cosa succede in te se lei non ti accetta? Tu..cambi te stesso per
lei? Seth..sei una persona fantastica e un fratello meraviglioso. Per quanti
casini hai combinato in passato ti abbiamo sempre voluto bene, un bene
infinito..e Leah è solo sconvolta e un po’ chiusa di mentalità..vedrai che lo
capirà e lo accetterà..ma se non dovesse farlo? Cosa cambia in te?
Non mi guardava, continuava a restare fisso sulla città,
finchè un grido combinato si levò dal salotto e noi rientrammo, trovando James
con dei jeans bagnati e un giaccone molto simile.
-Scusate l’enorme ritardo ma a casa ho avuto una perdita
ed ho cercato di aggiustarla, non combinando assolutamente nulla! – Edward
scoppiò a ridere e tutti noi lo seguimmo, portandoci dietro anche lo stesso
sfortunato biondo.
Noi donne ci occupammo di servire nei piatti e portarli
agli uomini già seduti ai loro posti ma seguivamo i loro discorsi grazie alla
cucina aperta. In realtà Edward aveva degli spazi enormi e ben arredati. Il
salotto era diviso in due aree ideali, una composta dal divano a L molto
grande, in pelle bordeaux e un televisore piatto dalle dimensioni enormi appeso
al muro di fronte, sopra a un mobile nero contenente dei dvd, che poi si
allungava e diventava una libreria immensa, in cui avevo notato dei volumi di
medicina. E una parte in cui c’era un mobile lungo tutto la parete, a media
altezza, in cui teneva tovagliette, servizi di piatti e bicchieri per gli
ospiti, utensili vari e un tavolo allungabile in legno massiccio che poteva
ospitare benissimo dieci persone comodissime. La cucina aveva un’isola con il
bancone in metallo e sotto degli scaffali che utilizzava come dispensa dato che
erano chiusi e il resto era un lungo bancone ad U in metallo e al di sotto
altri stipi. Solo una parete aveva i mobili anche sopra, comprendenti la canna
fumaria e lo scolapiatti sopra il lavello. Era una cucina enorme e molto
aperta, mi piaceva particolarissima…ma bellissima.
Finito il servizio, si proprio come al ristorante, ci
sedemmo anche noi. Edward sedeva a capotavola, come ovvio che sia per il
padrone di casa, io stavo alla sua sinistra e all’altro mio lato si trovava
Seth e poi Angela. Di fronte avevo James, e di fianco a lui Jasper e poi Alice
e Rosalie, mentre Emmett stava di fronte a Edward, all’altro lato del tavolo.
Abbiamo chiacchierato amabilmente tutti insieme, e sia Alice che Rosalie
raccontavano episodi di Edward da piccolo o di Jasper ed Emmett negli ultimi
anni. Insomma era una serata allegra che permetteva a tutti di sorridere e
ridere a sprazzi, sentendosi leggeri. Anche Seth alla fine aveva ripreso la sua
solita verve e aveva cominciato a scherzare e raccontare insieme a tutti noi,
ovviamente si divertiva a dire qualcosa che avevo combinato io.
-…E così alla fine si è davvero lanciata al galoppo! La
cosa più divertente è stata vederla cadere sulla spiaggia dopo neppure tre,
quattro metri mentre Quil continuava la sua corsa indisturbato! - ridevano
tutti a quel racconto. Avevo scommesso con Quil che sarei riuscita a galoppare
come lui, dopo solo due volte che montavo a cavallo e lui, giustamente, diceva
che non ci sarei mai riuscita, soprattutto con la mia scarsa coordinazione. Ero
salita facendomi aiutare da Jacob, e al suo via eravamo partiti, ma dopo poco
il cavallo andava così veloce che avevo perso la presa e ad un suo galoppo
finii per terra con le gambe all’aria sotto le risate divertite di tutti quanti.
Avevo sedici anni..e quella scommessa l’aveva vinta Quil, come tutte le altre.
-Non ci credo! – Edward sembrava il più divertito,
insieme a Seth che riviveva la scena proprio come me, nella sua testa.
-Oh si, credici! – rideva ancora e più forte. –E non hai
idea di quanto ghiaccio ha dovuto mettere su quel suo bel sederino all’epoca! –
ero rossa d’imbarazzo ma tutti ridevano ed erano festosi ed io non potevo stare
meglio di così in quel momento.
-Okay basta ridere delle mie disgrazie! Soprattutto tu! –
diedi uno schiaffetto sulla spalla di Seth –Se attacco io a raccontare le tue
finiamo il mese prossimo! E devi prendere un aereo per tornare a casa prima o
poi! – gli feci la linguaccia e tutti i nostri amici ripresero l’attacco di
risa smesso poco prima.
-Avanti dai…raccontaci qualcosa di Seth..infondo è
l’unico che ancora non abbiamo umiliato! – l’interesse di James non passò
inosservato a nessuno, ma facemmo finta di nulla e su richiesta lanciai
un’occhiata a Seth che annuì e cercai nella memoria qualcosa di “raccontabile”!
-Allora…vediamo…
-Oh vedi..c’è così poco di me da raccontare! Ti eri
sbagliata prima infondo no?!
-Ah ah! Divertente! E’ che sono così indecisa…e poi..non
si può raccontare ogni cosa a tavola! – pensavo e ripensavo finchè una lampadina
mi si accese nella mente e mi illuminai il viso di un sorriso. –Oh si! Trovato!
– e scoppiai a ridere.
-A posto siamo! Comincia già a ridere per i fatti suoi!
Fermatela vi prego! – Alice scosse la testa in gesto teatrale ed io cercai di
calmarmi.
-Seth te la ricordi quella volta che siamo andati al
centro commerciale di Port Angeles in pullman e che poi Charlie è venuto a
prenderci quando ha finito il turno?! – lo vidi coprirsi la faccia con le mani
e scuotere la testa mentre io già ridevo.
-No dai! Ma perché proprio quella?! Ce ne sono
un’infinità e vuoi sbandierare ai quattro venti proprio quella?! – rideva già
da solo e allora cominciai, cercando di trattenermi dal ridere anche io.
-Allora..come ormai avete ben capito tutti Forks è una
piccolissima cittadina, con pochi, limitatissimi servizi. Un ragazzo di
quattordici anni deve per forza essere scarrozzato in giro dai genitori o dagli
amici più grandi se vuole andare da qualche parte. Un pomeriggio abbiamo deciso
di andare al centro commerciale di Port Angeles con il pullman, dato che non
c’era scuola e poi mio padre veniva a prenderci. Siamo arrivati e siamo subito
andati a comprarci un frullato ma io, Jake e Leah non l’abbiamo mai terminato,
perché Seth dopo poco era sparito. Non lo trovavamo da nessuna parte!
-Dai Bella smettilaaaa! – scoppiai a ridere e tutti ci
guardavano come se fossimo scesi da un altro pianeta.
-L’abbiamo cercato per tutto il centro
commerciale..allora Seth aveva undici anni ed era nell’età della ribellione,
non faceva mai nulla di quello che gli dicevi, ma quel giorno siamo stati
costretti a portarcelo dietro perché Sue, sua madre, lavorava e quindi non
poteva stare a casa da solo…Insomma, la giornata al centro commerciale è stata
alla ricerca del terremoto che non si trovava, finché impauriti l’avevamo
raccontato a Charlie, che è corso in centrale a chiedere se avevano notizie.
Siamo rimasti fino alle dieci a Port Angeles, Seth era tornato a casa,
accompagnato da una signorina che aveva seguito perché aveva delle belle gambe!
L’aveva pedinata fino a casa, per guardarle le gambe visibili grazie alla
minigonna e quando lei si era accorta del bambino l’aveva fatto mangiare e poi
l’aveva portato a casa! Charlie era così arrabbiato che gli ha fatto pulire il
vialetto di casa per tre mesi, da tutte le foglie autunnali! – ridevano tutti,
Angela aveva persino le lacrime agli occhi mentre Seth scuoteva la testa
imbarazzato.
-Sei una stronza Swan! – risi più forte.
-Ti ho reso solo un favore piccolo lupo! – il suo sguardo
esasperato mi fece capire che avevo colpito ancora. Quel soprannome glielo
avevamo affibbiato quando aveva solamente sette anni e aveva già cominciato a
fare il guastafeste. Era come un cucciolo di lupo, indisciplinato e testardo.
Avevamo continuato anche durante il caffè ed eravamo
rimasti a chiacchierare ad oltranza, il giorno dopo per fortuna nessuno doveva
alzarsi presto per andare a lavorare. Quando però arrivarono le due e mezza
notammo i primi sbadigli. Alice e Jasper volevano andar via ed Angela sembrava
che si stesse già addormentando sulla sedia, per cui si offrirono per portare a
casa anche lei.
-Noi, invece, restiamo a dare una mano a Bella ed Edward
a sistemare.. – eh già, alla fine era venuto fuori che avrei passato la notte
da lui, con mille battute maliziose da parte di Emmett, che ci faceva
imbarazzare e arrossire quanto più poteva.
-Non serve Rose, andate pure voi…resto io con loro ad
aiutarli..e’ molto tempo che non passo una serata con Edward come i vecchi
tempi e dato che mi sono preso una serata libera ne approfitto! – James prese a
portare i piatti in cucina e a sciacquarli sotto l’acqua per poi metterli in
lavastoviglie.
-Beh allora voi avete abbastanza aiuti per stasera…noi
possiamo levare le ancore! – sorrise Alice. –Seth vieni con noi?
-Si…lasciatemi prendere il cappotto e arrivo.. – guardai
Edward che guardava James che sembrava indeciso sul da farsi.
-Ehm…se vuoi rimanere qui ti accompagno io più tardi… -
si convinse a dire alla fine James. Faceva l’esuberante nelle situazioni
normali, ma solo per nascondere una timidezza infinita nelle sue questioni
private.
-Non vorrei disturbare James… - fulminai Seth e
tossicchiai per liberarmi la gola, o solo per fargli capire che non era la
risposta esatta. –Ma se per te non è un problema mi farebbe piacere restare.. –
e fece un debole sorriso.
-Bene…allora noi ci vediamo domani! Ciao a tutti! –
salutammo e dalla casa piena e chiassosa ci trovammo solo in quattro.
-Bene…diamoci da fare che poi ci aspetta il biliardo! –
Edward scoppiò a ridere alla frase di James ed io li guardai allibita.
Biliardo?!
Nell’arco di mezzora avevamo sbarattato il tavolo e
richiuso, caricato la lavastoviglie e sistemato anche il bancone della cucina.
Rimaneva solo da vedere questo biliardo. Edward ci accompagnò attraverso un
corridoio buio che non avevo visto prima e infondo si trovavano le scale che
portavano di sopra, dove c’era un tavolo da biliardo e degli attrezzi da
palestra.
-Wow…- erano le uniche parole che uscirono a me e Seth
nello stesso momento! Vidi Edward e James sorridere e prendere le stecche per
giocare.
-Allora, Seth giochi con noi?! – chiese James ed io
guardai Seth in uno sguardo di intesa che sapeva di anni ed anni di conoscenza.
Ci sorridemmo ed annuii.
-Stecca per favore! – sghignazzai, quello era il suo
motto! Quando mi avvicinai per scegliere la mia venni ripresa.
-Ehi ragazzina, che credi di fare? Non è gioco per te
questo! – mi girai a fulminare James che voleva solo scherzare e poi vidi anche
Edward scuotere la testa.
-Dai piccola, prendi lo sgabello e goditi la partita.. –
in quel momento Seth scoppiò in una risata fragorosa e dovette addirittura
tenersi al tavolo per non cadere all’indietro. I due uomini lo guardavano come
se fosse pazzo mentre io afferravo la stecca che mi piaceva di più e mi
avvicinavo a Seth.
-Facciamo noi contro di voi? Che dite? Chi perde paga da
bere mercoledì sera… - scrollai le spalle, in segno di menefreghismo. Non
sapevo chi avevo di fronte…ma valeva la pena giocare fino infondo.
-Perfetto! – tese la mano pronto Edward ma Seth scosse la
testa, diventando rosso.
-Facciamo un’altra cosa…se vinciamo noi facciamo una
serata noi quattro, cena e giro per Londra di sera..se vincete voi… - stava
cercando qualcosa ma James lo precedette.
-Se vinciamo noi, lasciamo questi due zuccherini per i
cavoli loro e io e te ci andiamo a fare un giro come si deve, da soli! –
scoppiai a ridere e guardai Seth scuotendo la testa. Era chiaro che James
stesse iniziando a lasciarsi andare poco alla volta, e questo ci rendeva tutti
più audaci.
-Ora dimmi cosa vuoi che faccia?! – gli dissi alzando le
spalle in segno di desolazione. Erano entrambe due alternative meravigliose e
vedevo Seth tormentato mentre Edward se ne stava appoggiato al tavolo del
biliardo in completa ammirazione della scenetta. Era una visione celestiale. Un
jeans sbiadito con un maglione blu scuro con le maniche fatte su e i capelli
ribelli.
-Perdiamo, ovvio! – si stava lasciando andare anche lui,
colpa forse di qualche bicchiere di vino in più, ma era estremamente rilassante
quella situazione. Tutti scoppiammo a ridere, mentre James afferrava quattro
birre dal frigo bar in un angolo e le stappava con l’accendino e poi ce le
consegnava.
-Fai come se fossi a casa tua, eh! – feci cin con Seth
mentre Edward diceva questo verso James e poi spuntai la mia stecca.
-Allora…giochiamo o no?!
-Sarà più facile del solito vincere stasera!
-Io non ci scommetterei fossi in te, non mi conosci!
Potrei essere un campione di pool che ne sai? – dice alzando le spalle, poi mi
guarda e sorride brevemente tornando a rivolgere lo sguardo a James, più
sfrontato e audace che mai. –Io voglio perdere solo perché la tua proposta per
la vostra vittoria è molto, molto allettante! - stavo in silenzio, lasciando a
loro l’opportunità di filtrare e mi godevo Edward che sbocciava piegato in
avanti.
-Bene..tocca a noi…Seth tira tu! – mi diede una pacca sul
sedere ed io sghignazzai. –Non siamo a Forks baby! – schioccai la lingua sul
palato e lo vidi ridacchiare. Esattamente come i vecchi tempi. Alla fine era
come giocare contro Leah e Jake, solo che non ci trovavamo nel classico bar di
Forks dove avevo imparato a giocare a biliardo quando avevo solamente dodici
anni.
-Ah..che peccato! – esclamò James quando Seth mancò la
buca, peccato solo che aveva tirato male apposta per lasciarmi entrambe le
palle da infilare in buca con quasi un solo colpo. Se James si occupava di
quella nel suo angolo senza toccare le altre.
-Prima, in buca! Yeah!
-A quanto pare aveva ragione James, vittoria facile
stasera…te l’avevo detto piccola, era meglio se ti sedevi e ti godevi tre
uomini che giocavano. Non vorrei che ti sentissi ferita alla fine della partita…-
disse Edward con tono da presa in giro.
-Oddio! Baby…tocca a te! – sghignazzò Seth dopo che James
sbagliò il suo colpo. Mi aveva spostato una delle due palle in sequenza, ma
avrei fatto in qualche modo. Mi sistemai in modo di potermi piegare e quando
individuai la traiettoria scoccai la stecca sulla bianca, che infilò la prima
palla in buca e rimbalzando finì poco più in là del centro. Mi spostai e per
terminare la mia opera dovetti sistemarmi di fronte a Edward e piegarmi quasi a
novanta gradi per scoccare. Sentii chiaro un gemito roco dietro di me e sorrisi
facendo l’occhiolino a Seth proprio mentre un’altra palla finiva in buca.
Spuntai la punta e mi posizionai per il terzo tiro, che finì a segno anche
quello. Poi sbagliai e lasciai il posto a Edward, sconvolto.
-Wow! Non pensavo sapessi giocare! – disse, schiarendosi
la voce più volte.
-Ci sono molte cose che non sai di me…principino! – presi
un sorso della mia birra e guardai il suo tiro. James ed Edward avevano tecnica
e strategia, nulla che non mancasse anche a me…solo che erano molti anni che
non praticavo più, ed ero un po’ arrugginita. Seth fece finire un’altra palla
in buca e poi sbagliò.
Andammo avanti così fino all’ultima palla, quando mi
avvicinai al mio fratellastro e cercai di capire cosa volesse fare.
-La perdiamo o la vinciamo? – loro avevano una sola palla
e noi anche, con l’unica differenza che io avevo sbagliato volontariamente gli
ultimi due lanci per favorire Seth. Che ora era rosso d’imbarazzo.
-Vinciamola… - lo guardai confusa, prima aveva detto
tutt’altra cosa. –Non sono ancora pronto, e poi…se sarà non voglio che sia per
colpa di una vittoria. Voglio che sia tutto…perfetto. – sorrisi annuendo e
quando fu il mio turno scoccai a segno.
-Beh..direi che vi lasciamo l’opportunità di scegliere
solo il ristorante! Batti il cinque piccolo lupo! – mi avvicinai e dopo gli scompigliai
i capelli. Gli volevo troppo bene.
-Incredibile! Battuti da una coppia di pivelli!
-Ehi attento a come parli! Se vuoi sono capace di
batterti anche da sola…! – sapevo che scherzava ma volevo solo prenderlo un po’
in giro.
-No no, per carità! Ne ho abbastanza per stasera…credo
che mi sentirò umiliato per il resto del mese…poi voglio la rivincita però! –
io ed Edward scoppiammo a ridere, mentre mettevamo a posto e iniziavamo a
scendere di sotto. –Beh credo che sia il caso di levare le tende…che dici Seth?
– annuì solamente prendendo il cappotto e venendo ad abbracciarmi, gli lasciai
le chiavi e salutai anche James. Speravo che si parlassero e che combinassero
qualcosa..e quando chiusero la porta sospirai di felicità, vedendo che eravamo
rimasti davvero soli.
Finalmente.
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