Bella pov
Avevo passato tre giorni a casa di Kate, non erano più
stati toccati i discorsi importanti, né ricordi dolorosi. Avevamo passato il
tempo a ridere di episodi che erano successi al college e a guardare film
divertenti la sera. Oggi era il quarto giorno e non avevo nessuna voglia di
tornare a Forks. Avevo chiamato a casa stamattina, avvertendoli che domani
sarei tornata a casa, e per fargli sapere che stavo bene. Ovviamente aveva
risposto Sue, che si era comportata come se non fosse successo nulla, ed io lo
apprezzavo, perché non potevo e non volevo discutere anche con lei o darle
preoccupazioni in più.
Kate oggi pomeriggio ha preso un permesso, per stare a
casa con me e fare le valigie, anche lei torna a casa domani. Io avevo pensato
a sistemare la casa, in modo che lei non dovesse fare nulla, solo i bagagli.
Avevo comprato anche un dolce, per ringraziarla dell’ospitalità.
Eravamo in camera sua, lei sceglieva gli abiti, io
ripiegavo per metterli dentro la valigia. Il mio telefono squillò ed era
chiaramente quello che segnava le mail. In un attimo ritornai con i piedi per
terra. Mail uguale Edward, sicuramente. Non volevo pensarci. Già ogni sera mi
trovavo nel letto a ricordare le nostre telefonate serali, e faceva male.. oggi
poi..ricordavo bene cosa c’era. La gara per le qualificazioni ed io..non gli
avevo neppure fatto gli auguri.
-Che fai, non guardi chi ti scrive? – Kate mi lancia
un’occhiataccia ed io sospirai prima di afferrare il telefono e aprire la mail.
Non mi sbagliavo affatto.
From:
edcullen41@gmail.com
Object: Boh
Ciao Bella..spero tu stia bene..
Ovviamente
non mi aspetto che tu risponda, ma né Rose, né Alice hanno tue notizie da giorni
e mi chiedevo se ci fossero problemi..tutto qui.
Beh..non
so che altro dire…
Buonanotte
Edward.
Non mi ero fatta sentire con le ragazze perché avevo
davvero voglia di staccare un po’ la spina e Kate era la persona giusta. Ora
però…la sua mail mi faceva pensare. Forse si sono preoccupate. Forse…ho
sbagliato a starmene per i fatti miei. Forse avrei dovuto reagire in modo
diverso. Forse avrei dovuto parlare a Charlie e spiegarmi..forse….quanti forse.
Ma il principale dubbio che avevo ora riguardava un’altra persona. Un ragazzo
che si trovava a Londra e che se ne stava nel suo letto, dopo una gara, a scrivere
una mail a me..che l’ho allontanato come una spina nel fianco.
-Kate.. – sussurrai –La vuoi ascoltare una storia? – si
fermò con i vestiti tra le mani ed annuii seria. -Ho..ho conosciuto un ragazzo
a Londra..l’inizio è stato catastrofico. Ci siamo urlati parole offensive per
due giorni di fila..e lui, anche io a dir la verità..per cui..noi, ci siamo
umiliati di fronte a delle altre persone che ci vogliono bene..e.. – sospirai
–Lo odiavo con tutta me stessa. E’ stata colpa sua se..ho avuto la crisi. Mi
aveva offesa davanti alle mie coinquiline ed ero stanca e arrabbiata..ho pigiato
l’abbonamento dell’autobus sul magnete con talmente tanta forza da piegare la
carta plastificata, sono stata tutto il tempo a battere i piedi per terra e
quando sono arrivata a casa ho lanciato per terra le sedie e i fogli che
c’erano sul tavolo…quando le mie coinquiline sono tornate a casa avevo già dato
qualche calcio alle porte e rotto il portafoto. Pensa che Jacob mi ha regalato
una palla da tennis per scaricare la rabbia in quei momenti ed io ho passato
quasi mezzora a lanciarla addosso al muro, cercando di calmarmi.. – mi fermai
pensando che era davvero arrivato il momento di mettere in chiaro le cose.
-E poi? Che è successo?
-Lui è..il padrone di casa, il cugino di una delle mie
coinquiline e..voleva comunque farsi perdonare in qualche modo, ma io non..lo
sai come sono fatta. Difficilmente perdono qualcuno! Ci ha provato per un po’
di giorni..poi una sera..Io lavoro in una palestra dove fanno incontri di
boxe..porto il cartellone per segnare i fight…e..lui è un pugile. Beh..l’ho
trovato in un vicolo di fianco alla palestra. Due tizi lo tenevano per la
maglia addosso al muro e l’avevano picchiato e ferito con un coltellino..lasciandolo
lì. Era incapace di muoversi da solo… Il mio autobus stava passando ed io…ho
deciso di aiutarlo. L’ho portato a casa con me, nascondendolo nella mia camera,
perché non poteva andare in ospedale che ci lavora suo padre e neppure a casa
perché abita sopra il suo allenatore. Gli ho disinfettato le ferite, gli ho
messo la crema per le botte, gli ho preparato da mangiare e..abbiamo parlato. –
abbassai lo sguardo sul telefono tra le mie mani, in imbarazzo.
-Bella… - il suo era un incoraggiamento a continuare.
-Siamo così simili Kate..così…così simili. E’ stato
tradito dalla sua ragazza e..oddio non posso dirtelo! Lui mi ha fatto
promettere…e…Oddio! – passai una mano sugli occhi.
-Lo sai che con me puoi parlare tranquillamente…faremo
finta che tu sia la mia paziente e che ci sia il segreto professionale…va
bene?! – annuii silenziosa e poi ricominciai dopo parecchi sospiri.
-La sua ragazza lo ha tradito, con il coinquilino del
piano di sotto..ha lasciato l’università, ha cambiato appartamento..è diventato
un pugile. Lui dice che lo fa perché è l’unica cosa che sa fare bene, ma lo so
che non è così, me lo dicono i suoi occhi. Ho imparato a conoscerlo un
pochino..mi ha raccontato una storia che non sapeva neppure sua sorella, mi ha
fatto vedere il suo tatuaggio ed io..gli ho mostrato i miei… e…gli ho
raccontato di Alec e…e…di mia madre. Mi ha ascoltata, mi ha capita…Le mie paure
erano esattamente le sue..il suo non fidarsi era così simile al mio…ed abbiamo
iniziato ad avvicinarci sempre di più. Abbiamo capito subito che poteva esserci
di più, lo sentivamo a pelle…lo sentivamo ogni volta che ci giravamo attorno.
Ogni sera era una telefonata, ogni tanto veniva a trovarmi, ogni tanto
uscivamo…mi ha detto che gli sarei mancata, mi ha accarezzato il fianco e il
ginocchio mentre guardavamo un film e mi è sembrato di impazzire…
-Ma… ? – chiese lei, sapendo che c’era di più.
-Ma sentivo che stavamo correndo troppo, che i miei
timori erano sempre lì dietro l’angolo, pronti a tornare prepotenti quando ero
felice..i ricordi non mi abbandonavano mai e…e quando le cose iniziavano a
farsi serie…Mi ha portata in un locale di un amico la sera prima del mio volo,
il suo amico scherzava e lui ha detto che….non ci avrebbe mai provato con la
sua donna…capisci? La sua donna…era..era troppo e non ce la facevo ad
accettarlo in quel momento. Non potevamo essere arrivati già fin lì..era troppo
per me. Troppo grande, troppo affrettato, troppo intenso addirittura…troppo
prematuro. Troppo pericoloso. Lui…lui mi ha fatto capire che si era lasciato
andare, che aveva ricominciato a fidarsi ed io..io l’ho allontanato, l’ho
deluso, l’ho ferito…abbiamo discusso la sera prima della mia partenza
e…praticamente non ci siamo salutati come avevo immaginato. –sospirai.
-E ora….cosa vorresti fare?
-Lui mi ha mandato un messaggio la mattina del volo, in
cui mi chiedeva scusa per il suo comportamento…io non gli ho risposto. Poi mi
ha scritto una mail per sapere se ero arrivata a Forks…gli ho detto di si, che il
volo era andato bene e che mi dispiaceva di non avergli risposto..poi altre due
mail. Una in cui mi diceva che mi pensava…adesso mi chiede se sto bene perché
non chiamo né sua sorella né sua cugina.. Non gli ho chiesto scusa per il mio
comportamento..non gli ho detto che lo penso anche io, non gli ho neppure detto
che mi manca..e mi manca…davvero tanto. Ma non so cosa fare Kate..ho paura..
-Sai Bella..qualcuno diceva “Tutto quello che vuoi..è
dall’altra parte della paura!” Credo che queste parole siano esattamente ciò
che serve a te per prendere una decisione. Posso consigliarti, dirti il mio
parere, spronarti a fare ciò che secondo me sarebbe la cosa più giusta ma..non
posso fare di più. Le tue paure non posso sconfiggerle, posso aiutarti, come
amica a comprendere che sono inutili, infondate e che ci sarà comunque sempre
qualcosa nella vita a farti paura ma..il resto devi farlo tu. – parlava, mentre
chiudeva la valigia ed io la osservavo, rapita dalle sue parole. –Ogni giorno
troverai qualcosa che ti farà paura Bella, nel tuo cammino troverai ostacoli
che ti sembreranno difficili da superare, ma ce la farai..sempre e comunque.
Sei determinata, forte, coraggiosa..ti sei rialzata tutte le volte che sei
scivolata..e quello che è successo con Jacob e tuo padre è solo un piccolo
pezzo di un grande puzzle. Riuscirai a sistemare anche con loro, non ho dubbi.
Ma devi essere tu a volerlo. Devi convincerti che tutte le difficoltà sono lì
per insegnarti qualcosa..Non puoi semplicemente aggirarle o evitarle, torneranno
sempre e si sommeranno a quelle nuove.
-E come faccio? – era solo un sussurro ma avevo bisogno
di prendere aria per parlare a voce più alta.
-Come hai fatto a superare l’abbandono di tua madre
Bella? – alzai gli occhi nei suoi e vi vidi qualcosa che non sapevo spiegarmi.
Scossi la testa.
-Non lo so Kate..sono passati così tanti anni..credo che
sia..abitudine..
-Ne sei proprio sicura? Perché mi hai raccontato di una
lettera quando sei arrivata…E in quel momento non hai avuto dubbi, l’hai
accartocciata ed hai dato un’occasione alla donna di tuo padre..questa non è
abitudine, questa è forza di volontà. E’ il dolore di anni ed anni che si
trasforma in determinazione. Questo è semplicemente il coraggio di accantonare
un ricordo in un cassetto e impedirgli di farti ancora male. Lo so come vanno
queste cose..tu hai passato tutti questi anni a chiederti dove fosse, chi
fosse, cosa stesse facendo tua madre..e questo ti ha sempre impedito di
guardare oltre. Di razionalizzare la cosa. Hai sempre avuto dentro di te un po’
di quella rabbia normale che te la fa odiare..ma scommetto il mio orologio
nuovo di Gucci che ora la rabbia è sparita, perché hai capito che tipo di donna
è..vero? – annuii silenziosa, e lasciai che le sue parole si insinuassero
dentro di me. –Le storie della tua vita non sono state semplici e non sono
state completamente felici ma..le hai vissute, hai dato tutta te stessa o forse
quella te stessa che conoscevi, sei stata male, hai sofferto..ma hai preso la
decisione di mettere un punto. Da allora cosa è successo Bella? Sono passati
due anni quasi e tu sei ferma lì..al ricordo di una persona che ha solo saputo
ferirti lentamente e profondamente. Hai la possibilità di riscattarti, di far
felice te stessa e di far continuare a battere il tuo cuore..sii coraggiosa
Bella! Sii coraggiosa!
La guardavo, sembrava che non stesse parlando solo di me,
sembrava che il suo discorso fosse provato e riprovato e riproposto a me, come
se fossi davvero una sua cliente.
-Non..non sono davvero una tua paziente Kate..vorrei..vorrei
che mi dicessi ciò che diresti a un’amica.. – lei scuote la testa e si siede di
fianco a me.
-E’ questo ciò che direi a un’amica Bella..è quello che
mi sono ripetuta per molti, moltissimi anni io..di essere coraggiosa, di essere
forte, di prendere le decisioni giuste. E non l’ho mai fatto..per paura. Non
sai quanto me ne pento ora, quanto vorrei poter tornare indietro e .. decidere
una via diversa, una strada che mi assicuri la felicità, che non sia semplice
ma sia completa e felice. Non sai cosa darei per poter tornare indietro… - lo
dice con gli occhi lucidi e le mani che tremano nelle mie.
-Lui..si chiama Edward..è..davvero bello e attraente.
Studiava medicina, voleva seguire le orme del padre ma..ha mollato tutto e..io
so che se ne pente un pochino. Chi non segue i propri sogni se ne pente sempre
alla fine. Ho cercato di farglielo capire, di metterlo davanti al dispiacere e
la paura dei suoi genitori per il lavoro che fa, ho cercato di dirgli che il
domani è incerto e dovrebbe pensare a crearsi qualcosa oggi…ma poi..poi gli
dico che non ce la faccio ad avere di più e tutto cade rovinosamente
infrangendosi in mille pezzi. E solo ora, solo dopo aver capito che davvero si
stava fidando di me, iniziava a provare qualcosa di più serio dopo tanto
tempo..solo ora mi rendo conto di quanto io sia stata stupida. Vorrei
scrivergli, fargli sapere che sto bene..chiedergli com’è andata la gara..vorrei
raccontargli tutto. E’ un amico, un buon amico e..prima di tutto è questo per
cui..non so. Vorrei scrivergli, mantenere i contatti, e quando poi torno a
Londra..provare a incontrarci di nuovo, vedere se la lontananza ci ha fatti
gelare o..se sentiamo ancora qualcosa..non lo so. Non so che fare. Ed ho paura
che quando torno le cose siano cambiate..ma ho paura anche che siano le stesse
perché..perchè fondamentalmente ho paura che mi faccia stare male. Come ha
paura lui che io lo faccia soffrire. – perché gli sto dicendo tutte queste
cose? Perché? –Ora…è meglio che preparo qualcosa per cena.. – mi alzo di corsa,
andando in cucina. Lei mi raggiunge dopo mezzoretta, apparecchia la tavola e
mangiamo l’insalata con il pollo in silenzio, solo la tv di sottofondo.
Ci sediamo sul divano, per la nostra ultima sera abbiamo
scelto di guardare il musical di Mamamia! Che adoriamo entrambe. Solo che non
riesco a seguirlo fino in fondo, con l’attenzione giusta, perché continuo a
rigirarmi il telefono tra le mani, cercando di trovare un modo giusto per
rispondere a Edward senza sbilanciarmi troppo.
-Lei..lei si chiama Cecile…ha cinque anni..L’ho partorita
quando avevo diciotto anni e mezzo. Il padre ne aveva già ventidue. Stavamo
insieme da un paio d’anni ed è stato l’errore di una notte senza riflettere. Io
però ero troppo giovane, avevo voglia di vivere i miei sogni, avevo voglia di
portare avanti i miei progetti. La facoltà di psicologia può sembrare semplice
ma non lo è affatto e richiede impegno…e tanti sacrifici. Il mio sacrificio più
grande è stato rinunciare a lei. Quando Brian ha..ha capito che non volevo
tenere la bambina ma darla in adozione..ha fatto di tutto per averla. Non ha
dovuto faticare in realtà, ho firmato le carte, le hanno firmate anche i miei
genitori e..quando è nata la bambina l’ho tenuta solo per qualche giorno, il
tempo per lui di sistemarsi definitivamente. Nonostante tutto lui mi ha capita.
Sapeva che non sarebbe stato facile e che ero piccola e immatura…non mi ha mai
impedito di vederla. Ma io non l’ho mai chiesto. Mai..fino a qualche mese fa. –
il film è messo in pausa, io completamente allibita dalle sue parole. –Ho
desiderato con tutta me stessa di potere vederla, ho cercato Brian, e quando mi
ha riconosciuta ha messo giù il telefono. Ho provato e riprovato per settimane,
quello era l’unico trattamento che ricevevo. Ho chiesto ai miei genitori se per
caso si fosse rifatto una vita, se la compagna fosse determinata a lasciarmi
fuori…ma loro non ne sanno nulla. Ora..ora torno a casa per tre settimane e…Dio
quanto vorrei poterla guardare, vedere quale meraviglia è diventata..mi manca.
Mi manca una figlia che non ho mai conosciuto, che non ho mai più abbracciato
dopo il parto..mi manca una figlia che era scomoda per me a diciotto anni, ma
che ora..ora potrebbe regalarmi le più belle gioie di sempre.
-Kate.. – sussurro, cercando di farle capire solo con il
mio tono di voce che non c’è bisogno che continui.
-Bella..te lo dico con tutto il cuore..Con l’esperienza
più brutta in fatto di scelte. Vivi il tuo momento..senza porti troppi
problemi. I sogni li puoi realizzare lo stesso, le persone che ami ti staranno
sempre vicino, ti criticheranno, non gli andrai a genio, ma piano piano
capiranno cosa ti ha portato a decidere in un certo modo..e con Edward..segui
ciò che ti dice il cuore Bella. Non cercare di ricordare il passato, non
cercare di andare di fretta o di fare le cose con troppa calma. Se ti va di
rispondigli chiudi gli occhi e immagina di averlo vicino a te..cosa gli
diresti? Se ti va di chiamarlo..fallo. Se la sua voce è importante…ascoltala.
Se il suo calore ti fa stare in pace, abbraccialo. Se è del suo amore che hai
bisogno, che credi di aver bisogno, allora chiudi gli occhi e lasciati
andare..e te lo dico come amica e non come psicologa Bella..perchè in questo
momento tu hai bisogno di sapere che puoi superare le tue paure e i tuoi
terrori. Se lui ce la farà..sarà la persona giusta per te. Se ti farà soffrire
ti rialzerai. Come sempre. Ma non sprecare le occasioni, potrebbero non tornare
più…e non sprecare tempo. Ne abbiamo troppo poco per non godercelo… Se potessi
tornare indietro Bella..io passerei tutto il mio tempo con mia figlia, e
probabilmente sposerei suo padre, l’unico uomo che abbia mai veramente amato..
– il film riparte, lei non ha mai staccato gli occhi dalla tv, anche se era in
standby. Io invece la osservo, mentre le sue parole si cementificano dentro di
me. Ha ragione. Ogni parola che ha pronunciato non fa una piega. E la sua
storia…lei ha una figlia. Ha rinunciato a lei ed ora se ne pente. Un po’ mi
ricorda mia madre che rinunciando a me e a mio padre si è fatta una nuova vita,
e si è fatta viva dopo tutti questi anni. Io non l’ho voluta vedere, e la sua
lettera merita di essere bruciata nel camino..ma Kate? Kate cosa merita? Cosa
conosce sua figlia di sua madre? Suo padre le ha raccontato qualcosa? La odia
come io ho odiato mia madre per tanti anni?
Quando il film finisce, Kate mi aiuta ad aprire il
divano, ma prima che lei vada in camera sua decido di farmi coraggio. Lei mi ha
dato un consiglio..forse apprezzerà anche il mio.
-Kate..io..non sapevo la tua storia e..forse capisco le
tue motivazioni. Da figlia abbandonata ti dico che non è una bella situazione,
che probabilmente tua figlia ha sentito la tua mancanza, che ci vorrà del tempo
perché ti perdoni..ma..se fossi in te..oltre alla paura di essere
respinta..continuerei a provare con quel telefono. Prima o poi ti risponderà
e..non so se lui ti ama ancora o se si è rifatto una vita, non so neppure se
acconsentirà di farti vedere tua figlia ma…continua a provare. Non hai nulla da
perdere, puoi solo guadagnarci. Buonanotte..
-Buonanotte Bella. –spegne la luce del salotto e chiude
la porta della sua stanza.
Nessun commento:
Posta un commento