venerdì 13 giugno 2014

Capitolo 15



Bella pov

Mi sono svegliata presto questa mattina, preda dell’ansia delle duemila cose che dovevo fare in questa giornatina prima della partenza. La prima cosa che ho fatto appena ho messo i piedi a terra, però, è stato controllare che il regalo di Edward fosse ancora lì, come se potesse scappare da solo.
Ho preparato la valigia con l’aiuto di Angela che si era stancata giorni fa di stare chiusa in camera tra i libri e voleva godersi un po’ di serenità. Tanya ed Alice trafficavano in cucia per preparare la cena..Io non dovevo assolutamente vedere. Era stato facile, comunque, perdermi in chiacchiere con la mia coinquilina finchè non è squillato il telefono ed ho dovuto rispondere.
-Pronto?!
-Buongiorno anche a te Bella! – la voce dall’altro lato è radiosa. Chissà a cosa devo questa telefonata!!
-Buongiorno Edward! Riposato bene?! – chiedo allora, contagiata dalla sua allegria, mentre piego una tuta.
-Benissimo! E tu?
-Splendidamente! – sorrido e lo può vedere solo Angela. –Volevi qualcosa?
-No…solo sapere come procede la preparazione! –Questo ragazzo è favoloso.
-Procede..Angela mi aiuta mentre le due pazze sono in cucina a preparare da mangiare per stasera! Mi hanno vietato di entrare in quella stanza..
-Oddio! E tu ti fidi? – scoppio a ridere seguita a ruota da lui.
-Se ti sentisse tua cugina..di sicuro la tua lingua si stacca dal corpo! Comunque mi tocca..sono stata davvero relegata in camera mia! – sghignazza.
-Sai che stasera ci saranno i miei genitori?! – mi domanda semplicemente, come se la cosa non fosse importante e non andasse affrontata separatamente e con più calma.
-Si..purtroppo! – poi mi accorgo della gaffe e cerco di rimediare. –Non purtroppo nel senso di purtroppo…purtroppo nel senso che…non mi sembrava il caso di invitarli proprio..ora.. – è come se lo vedessi annuire.
-Ti capisco Bella..ma ti assicuro che andrà tutto bene..solo..posso rapirti prima della fine della serata? – ora sono io che sghignazzo.
-Non demordi, eh Cullen?
-Mai! – dice fiero.
-Va bene..ma quando sono andati via gli ospiti..
-Andata! – entrambi sorridiamo e mentre mi giro per dire ad Angela di mettere in valigia anche la tuta che avevo finito di piegare…mi accorgo di essere sola. Mi chiedo cosa mi sta succedendo…perché non sembro neppure io. Angela è uscita di scena ed io neppure me ne sono accorta, ero così concentrata su Edward che non mi sono neppure resa conto che lei aveva terminato di infilare tutte le cose che erano sul letto dentro il mio bagaglio. Cosa mi sta succedendo? Sono sicura di voler andare avanti?
-Bella? Bella ci sei?! – non mi sono accorta neppure che stava parlando. Ritorno in me e sorrido appena.
-Scusa ero distratta…ci vediamo stasera Edward che ora finisco la valigia! – ci salutiamo e il telefono cade sul letto in un rumore sordo, come il mio corpo che si rannicchia proteggendosi con le braccia.
Sono nei guai.
Grossi guai.

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Quando arrivano le sette mi accorgo che sto tremando.
Oggi Angela è stata con me tutto il tempo, probabilmente mandata per fare in modo che stessi lontana dalla cucina..e ci è riuscita a pieno. Ho in pratica svuotato l’armadio e messo in valigia. Ho anche portato con me numerosi libri da leggere, lasciandone qualcuno per il viaggio…che sarà molto lungo.
Grazie alla moltitudine di cose da preparare e raccogliere (per non dimenticare nulla ho fatto anche una lista) non ho pensato molto a stasera..Adesso però l’ansia è triplicata.
A breve gli ospiti arriveranno e ringrazio Jasper che, da quando ha suonato in anticipo scatenando l’ira di una Alice ancora da preparare, non ha smesso di tenermi impegnata in altri pensieri.
Non capisco il motivo del mio timore, ma quando suonano alla porta so già che inizierà la serata più lunga degli ultimi due anni.
Mi alzo e vado ad aprire, trovandomi di fronte Rosalie ed Emmett sorridenti.
-Ciao Bella!...questo è per te, ma scartalo insieme agli altri! – li faccio accomodare stringendo il pacchetto tra le mani. Nel frattempo che prendono posto nel salotto io provvedo a poggiare il regalo con gli altri, sotto l’albero, li aprirò stasera o magari li porterò con me e li aprirò la notte di Natale.
Per fortuna che oggi ho avuto la buona decenza di fare un salto a comprare qualcosa anche per gli altri invitati…Ho domandato ad Alice cosa potesse piacere a suo zio e mi ha dato delle indicazioni davvero formidabili. Così ho optato per una sciarpa a Jasper, di quelle misto cashmere, ad Emmett ho preso un maglione, sperando che la taglia sia giusta, a Carlisle, il padre di Edward, ho comprato una confezione regalo del tea nero aromatizzato alla menta che mi ha consigliato Alice, mentre ad Esme ho regalato un libro. Ovviamente non ho scelto un classico, puntando sul fatto che li avrà già letti tutti, ma un giallo di nuova edizione. In realtà non so quanto possa piacerle ma un giorno a lezione ricordo che aveva parlato di quanto ama leggere qualsiasi genere e stile per spaziare un po’ e questa trama era talmente accattivante che ne ho preso una copia anche per me.
Angela mi ha accompagnata nel primo pomeriggio ed è stata una fuga anche dalle due pazze che avevano occupato la cucina.
-Allora Bella..torni a casa..sei felice? – il sorrisino malizioso di Rosalie, che intravedo con la coda dell’occhio, mi suggerisce che conosce gli stessi dettagli che ha scoperto da poco Emmett.
-Molto a dire la verità! Non vedo mio padre da parecchio tempo e passare le festa qui sarebbe, per me, molto triste!
-Sai già quando tornerai? – la voce maschile e potente di Emmett mi raggiunge mentre controllo che tutti i pacchetti siano sotto l’albero.
-In realtà no! Non ho il biglietto di ritorno, ma credo che fine Gennaio sia la data giusta..
-Ti perderai le gare di pugilato! – è solo un sussurro ma lo percepisco chiaro. Cerco di mascherare il mio turbamento.
-Cosa hai detto? – chiedo facendo finta di non aver capito.
-No niente! – mi alzo e proprio nel momento in cui sto per varcare la porta del bagno per lavarmi le mani, suonano alla porta. Ovviamente stasera hanno deciso che sarò io l’uscere e nessuna delle mie coinquiline si prodiga ad aprire la porta. Sbuffo nella mia testa e benedico la genialata di aver indossato le ballerine e non aver ascoltato i consigli di Alice.
Quando apro so già chi trovarmi di fronte, ma ancora non so come reagire..per cui balbetto addirittura nel farli accomodare.
-P..prego..acc..accomodatevi! – li lascio passare tenendo la porta aperta, mentre sto per chiuderla però Edward sbuca dal nulla.
-Ehi ci sono anch’io! Che fai mi lasci nel vano scala? – l’aria allegra e ironica mi fanno ridacchiare mentre entra anche lui e mi lascia un morbido bacio sulla guancia quando io chiudo la porta.
-Bella..lui è mio padre Carlisle…papà lei è Isabella, una coinquilina di Alice! – tendo la mano sorridente e ci scambiamo i convenevoli, finchè Esme ci interrompe.
-Isabella, puoi dirmi dove posso appoggiare queste cose?! – il tono carezzevole è completamente diverso da quello usato in aula.
-Certo..mi segua in cucina! – non avevo ancora visto cosa c’era dentro e appena apro la porta resto senza fiato dallo stupore.
-Oh cielo che casino! – esattamente quello che volevo dire io. Peccato l’abbia detto la madre di Edward.
-Ehm..prego mi dia pure e raggiunga gli altri in salotto…ehm…sono desolata per il tremendo aspetto…non sapevo..ehm… - sono imbarazzatissima e mi vergogno di trattenere lì sua madre a guardare questo disastro. Una vergogna tale credo di non averla mai provata in vita mia.
-ODDIO! Ma ci hanno fatto la guerra qui dentro?! – la voce di Edward ci raggiunge e blocca ogni mio tentativo di un discorso serio.
Tutte le pentole della credenza sono sporche e poggiate dove capita, utensili sporchi ovunque, macchie sul pavimento, farina, olio, bucce di qualcosa. Un’indecenza! E’ assolutamente impossibile che in due abbiano combinato questo casino nell’arco di una giornata sembra piuttosto che sia passato un reggimento di venti persone affamato e sporco che abbia sporcato e incasinato tutto il doppio.
-Scusate la vista poco decorosa..vi prego di accomodarvi in salone in modo che possa dar fuoco a tutto e renderlo pulito e utilizzabile nel minor tempo possibile! – sono al limite della rabbia e Edward sghignazza alla mia battuta.
-Isabella, cara, posso aiutarti…in due faremo senz’altro prima! – ho appoggiato le cose di Esme su una mensola che ha mantenuto un certo grado di libertà ed ho già fatto su le maniche.
-Oh davvero, non si preoccupi! Ora sistemo e poi credo che darò fuoco alle due streghe che hanno combinato questo disastro! – sbuffo –C’era un motivo per cui non le facevo avvicinare alla cucina, oltre al fatto che il più delle volte si deve buttare tutto perché non commestibile..non mettono mai a posto il disastro che fanno e tocca sempre a me! Ma perché non hanno lasciato che fossi io a cucinare?! – una risata sguaiata e una più dolce mi fanno girare. Edward ed Esme sono ancora qui ed hanno ascoltato il mio sclero. –Scusate! – le guance avvampano velocemente.
-Dai Bella ti aiuto io! Mamma tu raggiungi papà.. – la donna sorride enigmatica mentre io abbasso lo sguardo dispiaciuta.
-Ho fatto una figura pessima con tua madre… - mormoro dopo un po’ quando sto sciacquando le pentole per riporle in lavastoviglie. Edward invece pensa a raccogliere le cose da lavare e a buttar via ciò che non serve più.
-Non hai fatto nulla tu..se non farle capire che hai senso dell’humor, dell’ordine e pulizia…scommetto che passerà dieci minuti abbondanti a riprendere mia cugina! – ridacchia ed io mi rilasso un po’. –Allora…domani è il grande giorno… - cambia discorso ed io non so se è un bene o un male.
-Si…finalmente! – le stoviglie da mettere in lavastoviglie non finiscono più, ma quante ne hanno usate?
-Hai tutto pronto? – sbuffo cosciente che no, effettivamente non tutto è pronto per la mia partenza..primo fra tutto il nostro rapporto.
-Insomma..c’è ancora qualcosa che devo mettere in valigia e devo ricordarmi di chiamare il taxi appena mi sveglio o sono sicura che farò tardi! – ovviamente taccio nei riguardi delle preoccupazioni su di noi.
-Vuoi..ehm…che ti accompagni io? Sono libero domattina…
Ed ora cosa gli dico?
Come posso rifiutare senza fargli capire i miei dubbi o senza rischiare di offenderlo?
-Ehm…veramente Edward..sarebbe un’ottima idea ma…non vorrei che fosse…troppo! – troppo impegnativo, troppo presto, troppo intimo, troppo intenso…troppo prematuro!
Il mio tono di voce rasenta il sussurro nell’ultima parte..Ma mi basta un’occhiata veloce al suo viso, per capire che ha compreso fino infondo le mie parole.
Continuiamo a pulire in silenzio, finchè Tanya non ci salva dall’imbarazzo dicendoci di accomodarci in salotto.
Quando ci sediamo a tavola, dieci minuti più tardi, il caso vuole che Edward sia di fronte a me, mentre io sono nel mezzo tra Angela e Tanya.
Alice si occupa di scaldare le pietanze, anche se credo che alla fine si siano fatte recapitare tutto da una rosticceria mentre io ed Angela eravamo fuori.
La serata procede bene e senza intoppi. Emmett per fortuna non ha spifferato nulla di compromettente e Tanya non ha fatto i suoi soliti ammiccamenti. Quando è arrivata l’ora del dolce Esme si è alzata in piedi chiedendomi di aiutarla con la torta.
-E’ una magnifica serata…e voi ragazzi siete divertenti! – mi lascio coinvolgere dal tono spensierato della mia professoressa e le sorrido.
-Ha proprio ragione..questa è una di quelle serate allegre da ricordare! – prende la torta che ha portato e mi porge anche un pacchetto.
-Questo è da parte di mio marito, abbiamo saputo da Alice che domani parti per tornare a casa ed abbiamo pensato di farti un pensiero..
-Oh.. – sono imbarazzatissima –Io..non so cosa dire, grazie ma..non era necessario! – mi interrompe prima che posso terminare.
-E’ una sciocchezza..ma non voleva consegnartela di fronte agli altri perché conosce i suoi figli! Capirai quando lo vedrai! Mentre il mio è nella borsa…anche quello un pensiero! – sta guarnendo la torta con dello zucchero a velo.
-Esme..grazie! Non dovevate, sul serio! – lei scuote le spalle.
-Ci ha fatto molto piacere pensare a qualcosa per te! – e in quel momento il pensiero che fosse troppo tardi mi ha bloccata. Ho tirato fuori i piattini e le forchette mentre lei tagliava già la torta pronta per servirla. Una torta con il ripieno di crema, e sopra della frutta secca. Sembrava semplice, ma buonissima. –Bella..posso chiamarti così vero? – mi guarda, per cui annuisco e basta. –Bene! Allora facciamo un patto..fuori dalle lezioni e l’ambito universitario, possiamo anche darci del tu…Non mi piace essere invitata a cena da..un’amica di mio figlio e sentirmi anche vecchia! – è simpatica.
-Va bene…cercherò di..farlo! – sorrido.
-Ora..dato che siamo un po’ più in confidenza..posso chiederti una cosa?
-Certamente.. – e la sua domanda so già che non mi piacerà!
-Cosa c’è tra te e mio figlio?! – ecco. Lo sapevo. Guardo ogni punto della cucina per non guardare lei, per non sentirmi male, per non dover rispondere che non lo so, perché ho paura. Dannazione...stava andando tutto così bene!
-Ehm… - si, sono incerta, va bene? Cosa posso fare?
-Non voglio che ti senti obbligata a rispondere solo..conosco mio figlio. Era da un paio d’anni che non lo vedevo così sereno, ben disposto…e mi chiedevo se per caso..centrassi tu in questo… - e lei pensava di mettermi a mio agio dicendomi questo? Sono l’unica che sa la verità su Edward, il suo tatuaggio, la sua scelta di vita e le motivazioni..ed io certo non sono una che rompe i patti, proprio con sua madre.
-Non so perché Edward è così..io lo conosco davvero da poco. Ma siamo molto amici, abbiamo due caratteri simili ed è un buon ascoltatore..Questo è quello che posso dirle, perché è quello che so. Per il resto…dovrebbe chiedere a lui.. – diplomatica, la scelta migliore. Anche se…conosco Edward forse meglio di sua cugina e sua sorella, mi è bastato uno sguardo più approfondito, mi è bastato svelare il suo tatuaggio e con quello anche il suo cuore. Esattamente simile al mio, ferito nella stessa sostanza.
-Beh..ti ringrazio lo stesso! Perché sembra che sia così da quando ci sei tu…ed io non posso essere più contenta, per ora! – mi sorride, accarezzandomi un braccio e poi prende il piatto e si dilegua in salotto. Perfetto. Un’altra possibile ferita, un’altra possibile delusione.

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