venerdì 13 giugno 2014

Capitolo 18



Bella pov

Quando mi svegliai, non c’era neppure l’ombra di un debole raggio solare. Pioggia.
Benvenuta a Forks, mi dissi sbadigliando e tirando su la tendina di entrambe le finestre della mia camera. Prima di scendere di sotto, trovai sulla sedia della scrivania una vestaglia in pile e delle ciabatte comode e calde. Infilai entrambe, felice di essere tornata a casa. Presi il telefono dal comodino e mi avviai, senza neppure lavare la faccia. Amavo, qualche volta, dimenticarmi le buone maniere.
Arrivata a metà scala iniziai a sentire un profumino eccezionale.
Cannella.
Non la amavo, a dir la verità..ma sotto le feste di Natale dava un sapore diverso alle giornate.
Entrai in cucina per rimanere completamente esterrefatta.
Sue stava seduta sullo sgabello, sorseggiando qualcosa di caldo e mio padre stava cuocendo i pancake.
-Oddio! Credo di star sognando! Mio padre, Charlie Swan...sta cucinando?! – Sue ridacchiò, mentre mi sedevo di fianco a lei e mio padre invece borbottò qualcosa di incomprensibile.
-Buongiorno Bella! Dormito bene? – annuii annusando l’aria.
-Divinamente! Il letto è molto comodo..oppure ero molto stanca! – sorrisi e poi guardai nella tazza di Sue. –Cosa bevi?
-Oh..il dottore ha sconsigliato il caffè, potrebbe agitarmi e sai…alla mia età la gravidanza non è molto tranquilla…così uso un rimedio che mi ha insegnato mia madre..orzo con un pochino di cioccolata. Vuoi assaggiare? – annuisco prendendone un sorso direttamente dalla sua tazza e lei mi guarda affettuosa.
-E’ buono! Posso averne anch’io?!
-Oddio! Credo di star sognando! Mia figlia, Isabella Swan..che non chiede caffeina appena sveglia?! – ridiamo tutti insieme della copia carbone della mia frase, fatta da mio padre.
-Sai papà..ti stupirò! Voglio passare le mie vacanze senza dovermi affaticare troppo, senza prendermi troppi impegni, dedicandovi tutto il tempo disponibile e soprattutto…disintossicandomi un po’ dal caffè! A Londra ne bevo troppo per resistere alle lunghe giornate! – Sue mi stringe la mano mentre mi passa il piatto colmo di cibo che mio padre aveva appena terminato di cuocere.
-Siamo contenti che tu sia qui Bella.. – annuii prendendo un pancake e gustandolo a pieno.
-Ti piace? – era sulle spine ed io lo lasciai un po’ tremare finchè scoppiai a ridere.
-Sono eccezionali papà! Credo la cosa migliore che tu abbia cotto in tutti gli ultimi dieci anni! – si sedette anche lui assaggiandone uno.
-Oh..che bella colazione pre-natalizia! – una lacrima sfuggì al suo controllo. –Scusate..gli ormoni! – accarezzai la sua mano appoggiata al tavolo e le sorrisi. Charlie mi raccontò un paio di pettegolezzi finchè finivamo di mangiare e poi si sbrigò a lavare i piatti. –Vieni Bella…finché tuo padre sistema la cucina io ti mostro una cosa.. – salimmo insieme le scale e ci avvicinammo ad una porta, di fianco a camera mia. Quella era la camera in cui mia madre dipingeva, prima di andarsene. Diceva che la faceva stare bene. Da quando è sparita mio padre l’ha chiusa a chiave e non ci ha più messo piede. Ora invece…Sue aprì la porta per me, e rimasi affascinata. Una camera per un bellissimo neonato era di fronte ai miei occhi.
-E’… - ero senza fiato.
-Lo so Bella..forse avremmo dovuto chiedere il tuo permesso! Non sai quanto ci ha messo tuo padre a decidersi..e ammetto di sentirmi un po’ in colpa per aver insistito affinchè prendesse una decisione…ma…lui non voleva assolutamente eliminare la tua camera, su questo era irremovibile, dice che questa è casa tua, che te ne sei sempre presa cura tu anche quando eri piccina e..voleva che avessi sempre il tuo posto qui dentro, anche quando saresti stata più grande…ha ragione sai. Non me la sono sentita di dargli torto perché..infondo tu sei la sua bambina. E lo sarai sempre.. ma…questa creatura..Dio è arrivata così all’improvviso e non sapevamo cosa fare, come fartelo sapere..
-Sue.. – si stava agitando, l’aiutai a sedersi sulla poltroncina di fianco alla culla in legno chiaro.
-Tuo padre era preoccupato su come la potevi prendere..
-Perché? – sussurrai sedendomi di fronte a lei, a gambe incrociate, sulla moquette.
-Perché ti ama più della sua stessa vita, e temeva che tu fossi contraria. Sai che ci tiene molto al tuo giudizio.. – annuii e lasciai che continuasse. –E’ stata dura per lui..aprire questa porta e..disfarsi delle cose di tua madre.. – sospirai. Sapevo che nonostante tutto il tempo passato, quello era ancora un tasto dolente. –Ho creduto che non volesse..ma poi..poi è successa una cosa…
-Bells… - sentii mio padre dietro le mie spalle e vidi una busta gialla di fronte ai miei occhi. –Tua madre ha mandato le carte per il divorzio… le ho firmate. – tirai fuori i documenti, le copie di mio padre con entrambe le firme. Non mi curai di guardare l’indirizzo, non mi importava più nulla di quella donna.
-Non voglio sostituire tua madre, so che nessuna madre è sostituibile ma..mi piacerebbe davvero avere la tua approvazione.. – vidi gli occhi lucidi di Sue e quelli altrettanto lucidi di mio padre, mentre si poneva dietro di lei. Si amavano, magari non se lo dicevano di fronte a me..o forse non se lo dicevano affatto. Ma li legava un forte legame ed io ero contenta per loro.
-Probabilmente..sarai più tu mia madre, di quella vera. Per cui Sue…sei la benvenuta in famiglia! – le sorrisi e mi avvicinai, abbracciandole le gambe. Lei allungò il braccio ad accarezzarmi la testa, proprio come se fossi una nanerottola di pochi anni. Mio padre tossicchiò e mi porse una busta bianca.
-Questa…te la manda Reneè. Non so cosa ci sia scritto perché non l’ho aperta, ovviamente, e non ho sentito tua madre neppure per telefono. L’avvocato mi ha mandato i documenti..io li ho rispediti firmati. Sappi solo che…qualunque cosa ci sia lì dentro Bells..noi ci saremo sempre. – annuii sincera ed aprì la lettera. Combattuta se leggerla o meno. Non sapevo se davvero volevo conoscere parte di quella donna, non mi interessava in realtà..però dall’altra parte volevo conoscere il motivo per cui se n’era andata senza di me, sempre se li aveva messi nero su bianco su quel pezzo di carta. Sospirai forte ed estrassi il foglio.


“Cara Isabella, sono la mamma..
Probabilmente ti chiederai dove sono finita e se sto bene, o ti chiederai perché me ne sono andata senza di te.
Non so risponderti. All’ultima domanda non so dare una risposta in modo che tu possa effettivamente capire le mie motivazioni e perdonarmi.
Mi sentivo solo…costretta, obbligata dentro un posto che non era il mio. Tuo padre faceva fatica a mettermi a mio agio ed io…ero uno spirito libero lo sai. Avevo pensato di portarti con me, ma non avevo basi, non avevo un posto dove andare, Tuo padre poteva occuparsi di te mille volte meglio.
Mi dispiace se ti ho fatto male negli anni.
Spero che tu voglia incontrarmi un giorno. Ti farei conoscere la mia nuova famiglia, ho una figlia…si chiama Lilian ed ha quattro anni. Un marito favoloso e una casa in periferia che mi rende serena.
Spero che tu stia bene e che nonostante tutto tu sia felice.
Ti abbraccio.
Di cuore, Reneè”


Scoppiai a ridere. Mia madre era una pazza.
Accartocciai la lettera nelle mie mani e ne feci una pallina. Poi mi alzai in piedi, sotto gli occhi confusi di Sue e Charlie.
-Cosa si fa oggi?
-Bells…la..la lettera… - sembrava un po’ preoccupato. Scossi la testa e la riaprì.
-Vi voglio rendere partecipi della magnifica donna che è mia madre. Non sa spiegarmi il motivo per cui se n’è andata senza di me, probabilmente crede che io la possa perdonare, ha accusato papà di non aver fatto nulla per averla messa a suo agio ha un uomo meraviglioso, una figlia di quattro anni che si chiama Lilian e che vorrebbe farmi conoscere e una casa da sogno. E’ felice, serena e senza preoccupazioni. Si augura che io sia felice e mi abbraccia. – ri-accartocciai il foglio, sicura di non essermi dimenticata nulla –Direi che la barzelletta della giornata l’abbiamo sentita! Abbiamo appurato che Reneè è completamente fuori dal mondo e che è viva. Adesso possiamo continuare la nostra splendida vita senza di lei e senza un ricordo che fa male. Papà… - sospirai avvicinandomi –Sue è la cosa migliore che potesse capitarti..ed io sono felice per voi. Sono fiera di te ed orgogliosa. E sono contenta di avere te come padre…non potrei desiderare di meglio. E se avrò mai dei figli un giorno..vorrei riuscire a dare loro tutto l’amore che tu hai dato a me. Reneè è sparita dalla nostra vita…da oggi definitivamente per sempre. Continuiamo i nostri progetti e il nostro cammino, come abbiamo fatto fino ad ora, con un peso in meno! – strinsi la mia mano nella sua e con l’altra portai anche quella di Sue, che ci guardava con gli occhi lucidi. –Sue..sono sicura che sarai una madre meravigliosa…anche per me. – le lacrime scesero velocemente dai suoi occhi. I miei invece erano secchi. Non avevo più lacrime. Mi accorsi che questa era la cosa migliore della mia vita…ultimamente.

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Qualche ora dopo ero all’interno della macchina di Sue, con mio padre al volante e lei sul lato passeggero, direzione casa Black. Jacob sapeva che arrivavo ieri sera, dato che mi aveva acquistato il biglietto..ma non si era fatto vedere. Così avevo preso le chiavi del pick-up dirigendomi fuori di casa, prima di essere fermata da Charlie che mi offriva un passaggio. Quando intravidi la casa mi sentii emozionata. Mi mancava infinitamente. Parcheggiammo e scesi di corsa, andando a bussare velocemente. Mi aprì una ragazza mora, minuta e timida e tremendamente in imbarazzo.
-Ciao…ehm..c’è Jacob? – si mordeva il labbro e mi sembrava tenera e un po’ preoccupata.
-Si..ehm.. prego..accomodati. Lo vado a chiamare subito.. – scossi la testa sorridendo.
-C’è qualcuno che dorme? – lei scosse la testa ed io iniziai con il mio rito.
-JACOB BLACK! PORTA LE TUE CHIAPPE DA QUILITES IMMEDIATAMENTE QUI O TI GIURO CHE VENGO A PRENDERTI PER I CAPELLI! – lo aspettai con le braccia incrociate al petto e una faccia imbronciata, la ragazza completamente terrorizzata mentre Sue e mio padre se la ridevano dalla porta d’entrata.
-E chi poteva essere se non la scaricatrice di porto più bella di tutta Forks?! – scese dalle scale in velocità fiondandosi addosso a me e facendomi volteggiare per la stanza. –Oddio Bells come mi sei mancata!
-Oh! – sentii solamente la ragazza che esclamava e poi fui risucchiata in un abbraccio da orso del mio migliore amico.
-Anche tu mi sei mancato! E sei un pazzo! Chi ti ha dato tutti i soldi per il biglietto aereo?! – sghignazzò e mi diede un pizzico sul fianco.
-Non sono fatti tuoi londinese! Allora..devi assolutamente raccontarmi tutto…e con tutto intendo tutto Bells, anche del bel pugile! – non riuscii a fermarlo e mi voltai immediatamente verso mio padre e Sue, entrambi con gli occhi sgranati.
-Ehm…
-Oddio! Non hai detto nulla a Charlie?! – scoppiò a ridere e poi alzò il bracco con la mano aperta –Batti il cinque sorella! Sei in un mare di guai! – sospirai e schiacciai il cinque, nonostante non fosse il momento ideale per scherzare. Mi andai a posizionare sul tavolino, di fronte alla mia famiglia aspettando Jacob, che prese posto di fianco a Sue e prese in braccio la ragazza di prima. –Bells, lei è Maggie la mia..ragazza! – porsi la mano alla ragazza in completo imbarazzo e sghignazzai subito dopo.
-Oddio! Jacob Black con una ragazza! Da non crederci! Comunque Maggie, sono felicissima di conoscerti, anche se il qui presente non mi ha detto nulla! – sorrisi maliziosa verso di lui.
-Ehm..io invece..ho sentito molto parlare di te! Ogni cosa che fa Jake dice “Bella direbbe questo, Bella farebbe questo, a Bella non piacerebbe!” E’…frustrante alle volte! – annuii complice.
-Non preoccuparti! Sono innocua! Lo conosco da quando aveva il pannolone quasi! E’ come se fosse mio fratello! – sorrisi –E avremo modo di conoscerci in questo mese..
-Già…e avrai anche modo di rimproverarmi! Ora però raccontaci tutto di Edward! – sbuffai.
-Jake..non ti racconterò più nulla! – osservai mio padre un po’ adirato e iniziai a parlare. –Papà, Sue..vi chiedo scusa. Io..questa situazione è un completo disastro e faccio fatica a districarmici anch’io..per cui..non volevo rendere nota a tutti questa storia..ma dato che Jacob parla troppo…vi racconterò tutto…
Iniziai dalla prima sera alla palestra, passando per la seconda, e poi l’incontro dopo lo shopping con le ragazze. E il modo di chiedere scusa e come l’ho curato dopo che è stato picchiato e…l’amicizia che è nata. Sapendo che papà sapeva tutto del mio ex ragazzo, non ho trovato difficile dirgli le mie insicurezze, tralasciando i miei tatuaggi e quello di Edward ed evitando di sbandierare a loro i suoi timori. Alla fine..ero arrivata alla sera prima della mia partenza.
-E così siamo andati in questo pub speciale, molto natalizio, accogliente, caldo…il suo amico sembra simpatico anche se un po’ esuberante e..lì c’è stato il collasso. Pensavo che il suo amico ci provasse davvero con me e lui ha detto “non lo farebbe mai con la mia donna” e mi sono spaventata..ho messo subito le distanze…e beh..lui invece è stato chiaro nel dirmi che stava iniziando a darmi fiducia…
-Insomma..hai rovinato tutto! – sbottò Jacob che era stato in silenzio fino a quel momento.
-Jacob, sta zitto..falla finire! – scossi la testa a Sue.
-Era tutto qui..insomma…si lui mi ha scritto che gli dispiaceva per come era finita la serata, perché ci siamo un po’ allontanati dicendoci cose bruttine..e io non ho risposto, ieri sera poi..mi ha mandato una mail per sapere se ero arrivata a casa..
-Quando sorridevi? – mi chiese Sue ed io confermai annuendo. –Perché..non ce l’hai detto? Pensavi che non avremmo capito? – scossi la testa.
-No è che..volevo cercare di allontanarmi dalla situazione per guardarla con occhi diversi..senza mettere in mezzo troppe persone. So che voi siete la mia famiglia ma..è molto, molto complicato..
-Cos’è complicato Bells? Lasciarsi alle spalle il passato e ricominciare a fidarsi? – annuii alle parole di Jake. –Tuo padre l’ha fatto..alla sua veneranda età! Tu pensi di non riuscire a farlo a ventidue anni?! – il tono del mio amico era arrabbiato.
-Non serve scaldare i toni.. – dissi scattando sulla difensiva.
-Si invece! Ti capita una cosa bella e te la lasci scivolare come se non fosse importante! Quando capirai che devi afferrare le occasioni al volo e buttarti? Con la paura di soffrire non andrai da nessuna parte.. – scossi la testa, conoscendo bene la sua irritabilità. –E’ inutile che scuoti la testa Bella! Sono io quello che ti riempie la pelle ogni volta di una frase peggio dell’altra! Sono stufo che ti fai male in questo modo! – sbarrai gli occhi. Questo non doveva farlo!
-BELLA! – il richiamo di mio padre mi perforò le orecchie. –Ti sei fatta dei tatuaggi? – annuii dispiaciuta. –Oddio! Credo di sentirmi male! – gli lanciai un’occhiata vedendo che esagerava tornai a concentrarmi su Jacob. Ero arrabbiata con lui, questo era davvero il torto più grande che in tutti gli anni aveva osato farmi.
-Sai..magari la tua vita non è stata schifosa come la mia e non puoi capire fino in fondo! Tua madre non ha SCELTO di andarsene senza di te..era malata Jake e non aveva altra scelta, per quanto crudele possa essere il destino e per quanto tu sia stato male, ed io c’ero per saperlo…non sarà mai come sapere che tua madre ti ha lasciato volutamente indietro. E tu c’eri. Eri con me in quei mesi..sai cos’ho passato. E c’eri anche quando con Alec le cose sono andate a rotoli. Dovresti incoraggiarmi a procedere con cautela senza lanciarmi in avventure che possono solo distruggermi ancora di più! – monologo troppo lungo forse, ma chiaro e semplice.
-Per favore abbassate i toni. – Maggie aveva preso coraggio e si era frapposta tra noi due.
-E ti sei sempre risollevata! Perché sei forte Bella! Perché quando cadi ti rialzi…hai imparato a rialzarti, sempre! Ma se non provi..non saprai mai cosa perdi..Magari lui è quello giusto! Magari ti farà stare bene! Magari vi sposerete e avrete tanti bambini! Cosa ne sai? Hai paura! Ne hai sempre avuta! Sei una fifona! – lo guardavo sbigottita.
-Io sarei una fifona? Una che ha paura si nasconde sotto al letto..non si fa tatuare delle parole sulla pelle per trovare il coraggio di andare avanti ogni giorno Jake. Ed io invece ho sempre stretto i denti, ingoiato i bocconi amari e cercato di fare il meglio per la mia vita. Cosa pensi che sia partita per Londra eh? Per fuggire lontano da voi? E’ questo che pensi? – i suoi occhi parlavano per lui. –E’ meglio che non rispondi, perché se lo dici ti arriva un pugno! Io non sono fuggita..tanto meno da voi! Io non sto fuggendo da Edward..ho solo voglia di prendere con calma tutto quello che arriva, con più calma del necessario forse, in modo da razionalizzare e non uscirne ferita come l’altra volta..
-Una storia finita male e guarda come ti sei ridotta!! – aveva urlato, sotto lo sguardo sbigottito di tutti i presenti, tranne il mio. Lo conoscevo troppo bene..e sapevo qual era il suo modo di reagire..e questo era il vero Jacob Black, quello che urlava ed offendeva se era arrabbiato. –Se tutti fossero come te Bella…sai che mondo del cazzo! – e diceva parolacce.
-Jacob calmati.. – Maggie cercava di accarezzargli il braccio per farlo tranquillizzare, ma si vedeva che non lo conosceva bene.
-Te ne sei andata a Londra, pensando che avresti potuto avere di più..l’eccellenza del corso! Non hai pensato a cosa lasciavi qui..a chi lasciavi qui! Tuo padre, me..noi…Non ti sei mai chiesta cosa ne pensavamo noi delle tue decisioni? Hai mai preso veramente in considerazione l’opzione di passare la tua vita accanto alle persone a cui vuoi bene? No! Perché sei un’egoista, concentrata sulle tue paure e timori e insicurezze..senza vedere quelle di chi ti sta attorno! Magari questo Edward ti avrebbe fatto solo che bene…aprendoti gli occhi! – e parlava a sproposito.
-Sai Jake..questo è il miglior bentornata di sempre! Credo che avresti fatto meglio a usare i soldi del mio biglietto per altri scopi..perché non è per nulla gratificante tornare a ca!!!! !sa dopo mesi e sentirsi anche offendere da quello che credevi essere un fratello. La mia vita è complicata…ho fatto delle scelte. Ho le mie paure con cui ho sempre convissuto..lo farò ancora finchè non troverò qualcuno che sia capace di abbatterle e che riesca a farmi battere il cuore più forte di quanto volano le mie insicurezze. Magari è lui..magari quando torno a Londra ci rincontreremo, parleremo, scopriremo che la distanza ci ha fatto bene…magari non è lui e quando tornerò sarà tornato il solito donnaiolo stronzo e antipatico. Non lo so cosa c’è domani Jacob..ma una cosa la so..ed è che tu oggi..mi hai deluso nel profondo! – raccolsi la giacca e mi fiondai fuori, senza curarmi di nulla montai in macchina nel sedile posteriore, consapevole che mio padre e Sue mi avrebbero raggiunta in breve. Sarà anche arrabbiato, ma è sempre mio padre. Infatti dopo poco, lo vidi tenere per mano Sue e avvicinarsi all’auto.

Sospirai prima che salissero. Dovevo chiedere scusa.

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