Bella pov
Quando mi svegliai, non c’era neppure l’ombra di un
debole raggio solare. Pioggia.
Benvenuta a Forks, mi dissi sbadigliando e tirando su la
tendina di entrambe le finestre della mia camera. Prima di scendere di sotto, trovai
sulla sedia della scrivania una vestaglia in pile e delle ciabatte comode e
calde. Infilai entrambe, felice di essere tornata a casa. Presi il telefono dal
comodino e mi avviai, senza neppure lavare la faccia. Amavo, qualche volta,
dimenticarmi le buone maniere.
Arrivata a metà scala iniziai a sentire un profumino
eccezionale.
Cannella.
Non la amavo, a dir la verità..ma sotto le feste di
Natale dava un sapore diverso alle giornate.
Entrai in cucina per rimanere completamente esterrefatta.
Sue stava seduta sullo sgabello, sorseggiando qualcosa di
caldo e mio padre stava cuocendo i pancake.
-Oddio! Credo di star sognando! Mio padre, Charlie
Swan...sta cucinando?! – Sue ridacchiò, mentre mi sedevo di fianco a lei e mio
padre invece borbottò qualcosa di incomprensibile.
-Buongiorno Bella! Dormito bene? – annuii annusando
l’aria.
-Divinamente! Il letto è molto comodo..oppure ero molto
stanca! – sorrisi e poi guardai nella tazza di Sue. –Cosa bevi?
-Oh..il dottore ha sconsigliato il caffè, potrebbe
agitarmi e sai…alla mia età la gravidanza non è molto tranquilla…così uso un
rimedio che mi ha insegnato mia madre..orzo con un pochino di cioccolata. Vuoi
assaggiare? – annuisco prendendone un sorso direttamente dalla sua tazza e lei
mi guarda affettuosa.
-E’ buono! Posso averne anch’io?!
-Oddio! Credo di star sognando! Mia figlia, Isabella
Swan..che non chiede caffeina appena sveglia?! – ridiamo tutti insieme della
copia carbone della mia frase, fatta da mio padre.
-Sai papà..ti stupirò! Voglio passare le mie vacanze
senza dovermi affaticare troppo, senza prendermi troppi impegni, dedicandovi
tutto il tempo disponibile e soprattutto…disintossicandomi un po’ dal caffè! A
Londra ne bevo troppo per resistere alle lunghe giornate! – Sue mi stringe la
mano mentre mi passa il piatto colmo di cibo che mio padre aveva appena
terminato di cuocere.
-Siamo contenti che tu sia qui Bella.. – annuii prendendo
un pancake e gustandolo a pieno.
-Ti piace? – era sulle spine ed io lo lasciai un po’
tremare finchè scoppiai a ridere.
-Sono eccezionali papà! Credo la cosa migliore che tu
abbia cotto in tutti gli ultimi dieci anni! – si sedette anche lui
assaggiandone uno.
-Oh..che bella colazione pre-natalizia! – una lacrima
sfuggì al suo controllo. –Scusate..gli ormoni! – accarezzai la sua mano
appoggiata al tavolo e le sorrisi. Charlie mi raccontò un paio di pettegolezzi
finchè finivamo di mangiare e poi si sbrigò a lavare i piatti. –Vieni
Bella…finché tuo padre sistema la cucina io ti mostro una cosa.. – salimmo
insieme le scale e ci avvicinammo ad una porta, di fianco a camera mia. Quella
era la camera in cui mia madre dipingeva, prima di andarsene. Diceva che la
faceva stare bene. Da quando è sparita mio padre l’ha chiusa a chiave e non ci
ha più messo piede. Ora invece…Sue aprì la porta per me, e rimasi affascinata.
Una camera per un bellissimo neonato era di fronte ai miei occhi.
-E’… - ero senza fiato.
-Lo so Bella..forse avremmo dovuto chiedere il tuo
permesso! Non sai quanto ci ha messo tuo padre a decidersi..e ammetto di
sentirmi un po’ in colpa per aver insistito affinchè prendesse una
decisione…ma…lui non voleva assolutamente eliminare la tua camera, su questo
era irremovibile, dice che questa è casa tua, che te ne sei sempre presa cura
tu anche quando eri piccina e..voleva che avessi sempre il tuo posto qui
dentro, anche quando saresti stata più grande…ha ragione sai. Non me la sono
sentita di dargli torto perché..infondo tu sei la sua bambina. E lo sarai
sempre.. ma…questa creatura..Dio è arrivata così all’improvviso e non sapevamo
cosa fare, come fartelo sapere..
-Sue.. – si stava agitando, l’aiutai a sedersi sulla
poltroncina di fianco alla culla in legno chiaro.
-Tuo padre era preoccupato su come la potevi prendere..
-Perché? – sussurrai sedendomi di fronte a lei, a gambe
incrociate, sulla moquette.
-Perché ti ama più della sua stessa vita, e temeva che tu
fossi contraria. Sai che ci tiene molto al tuo giudizio.. – annuii e lasciai
che continuasse. –E’ stata dura per lui..aprire questa porta e..disfarsi delle
cose di tua madre.. – sospirai. Sapevo che nonostante tutto il tempo passato,
quello era ancora un tasto dolente. –Ho creduto che non volesse..ma poi..poi è
successa una cosa…
-Bells… - sentii mio padre dietro le mie spalle e vidi
una busta gialla di fronte ai miei occhi. –Tua madre ha mandato le carte per il
divorzio… le ho firmate. – tirai fuori i documenti, le copie di mio padre con
entrambe le firme. Non mi curai di guardare l’indirizzo, non mi importava più
nulla di quella donna.
-Non voglio sostituire tua madre, so che nessuna madre è
sostituibile ma..mi piacerebbe davvero avere la tua approvazione.. – vidi gli
occhi lucidi di Sue e quelli altrettanto lucidi di mio padre, mentre si poneva
dietro di lei. Si amavano, magari non se lo dicevano di fronte a me..o forse non
se lo dicevano affatto. Ma li legava un forte legame ed io ero contenta per
loro.
-Probabilmente..sarai più tu mia madre, di quella vera.
Per cui Sue…sei la benvenuta in famiglia! – le sorrisi e mi avvicinai,
abbracciandole le gambe. Lei allungò il braccio ad accarezzarmi la testa,
proprio come se fossi una nanerottola di pochi anni. Mio padre tossicchiò e mi
porse una busta bianca.
-Questa…te la manda Reneè. Non so cosa ci sia scritto
perché non l’ho aperta, ovviamente, e non ho sentito tua madre neppure per
telefono. L’avvocato mi ha mandato i documenti..io li ho rispediti firmati.
Sappi solo che…qualunque cosa ci sia lì dentro Bells..noi ci saremo sempre. –
annuii sincera ed aprì la lettera. Combattuta se leggerla o meno. Non sapevo se
davvero volevo conoscere parte di quella donna, non mi interessava in
realtà..però dall’altra parte volevo conoscere il motivo per cui se n’era
andata senza di me, sempre se li aveva messi nero su bianco su quel pezzo di
carta. Sospirai forte ed estrassi il foglio.
“Cara Isabella, sono la
mamma..
Probabilmente ti chiederai
dove sono finita e se sto bene, o ti chiederai perché me ne sono andata senza
di te.
Non so risponderti.
All’ultima domanda non so dare una risposta in modo che tu possa effettivamente
capire le mie motivazioni e perdonarmi.
Mi sentivo solo…costretta,
obbligata dentro un posto che non era il mio. Tuo padre faceva fatica a
mettermi a mio agio ed io…ero uno spirito libero lo sai. Avevo pensato di
portarti con me, ma non avevo basi, non avevo un posto dove andare, Tuo padre
poteva occuparsi di te mille volte meglio.
Mi dispiace se ti ho fatto
male negli anni.
Spero che tu voglia
incontrarmi un giorno. Ti farei conoscere la mia nuova famiglia, ho una
figlia…si chiama Lilian ed ha quattro anni. Un marito favoloso e una casa in
periferia che mi rende serena.
Spero che tu stia bene e che
nonostante tutto tu sia felice.
Ti abbraccio.
Di cuore, Reneè”
Scoppiai a ridere. Mia madre era una pazza.
Accartocciai la lettera nelle mie mani e ne feci una
pallina. Poi mi alzai in piedi, sotto gli occhi confusi di Sue e Charlie.
-Cosa si fa oggi?
-Bells…la..la lettera… - sembrava un po’ preoccupato.
Scossi la testa e la riaprì.
-Vi voglio rendere partecipi della magnifica donna che è
mia madre. Non sa spiegarmi il motivo per cui se n’è andata senza di me,
probabilmente crede che io la possa perdonare, ha accusato papà di non aver
fatto nulla per averla messa a suo agio ha un uomo meraviglioso, una figlia di
quattro anni che si chiama Lilian e che vorrebbe farmi conoscere e una casa da
sogno. E’ felice, serena e senza preoccupazioni. Si augura che io sia felice e
mi abbraccia. – ri-accartocciai il foglio, sicura di non essermi dimenticata
nulla –Direi che la barzelletta della giornata l’abbiamo sentita! Abbiamo
appurato che Reneè è completamente fuori dal mondo e che è viva. Adesso
possiamo continuare la nostra splendida vita senza di lei e senza un ricordo
che fa male. Papà… - sospirai avvicinandomi –Sue è la cosa migliore che potesse
capitarti..ed io sono felice per voi. Sono fiera di te ed orgogliosa. E sono
contenta di avere te come padre…non potrei desiderare di meglio. E se avrò mai
dei figli un giorno..vorrei riuscire a dare loro tutto l’amore che tu hai dato
a me. Reneè è sparita dalla nostra vita…da oggi definitivamente per sempre.
Continuiamo i nostri progetti e il nostro cammino, come abbiamo fatto fino ad
ora, con un peso in meno! – strinsi la mia mano nella sua e con l’altra portai
anche quella di Sue, che ci guardava con gli occhi lucidi. –Sue..sono sicura
che sarai una madre meravigliosa…anche per me. – le lacrime scesero velocemente
dai suoi occhi. I miei invece erano secchi. Non avevo più lacrime. Mi accorsi
che questa era la cosa migliore della mia vita…ultimamente.
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Qualche ora dopo ero all’interno della macchina di Sue,
con mio padre al volante e lei sul lato passeggero, direzione casa Black. Jacob
sapeva che arrivavo ieri sera, dato che mi aveva acquistato il biglietto..ma
non si era fatto vedere. Così avevo preso le chiavi del pick-up dirigendomi
fuori di casa, prima di essere fermata da Charlie che mi offriva un passaggio.
Quando intravidi la casa mi sentii emozionata. Mi mancava infinitamente.
Parcheggiammo e scesi di corsa, andando a bussare velocemente. Mi aprì una
ragazza mora, minuta e timida e tremendamente in imbarazzo.
-Ciao…ehm..c’è Jacob? – si mordeva il labbro e mi
sembrava tenera e un po’ preoccupata.
-Si..ehm.. prego..accomodati. Lo vado a chiamare subito..
– scossi la testa sorridendo.
-C’è qualcuno che dorme? – lei scosse la testa ed io
iniziai con il mio rito.
-JACOB BLACK! PORTA LE TUE CHIAPPE DA QUILITES
IMMEDIATAMENTE QUI O TI GIURO CHE VENGO A PRENDERTI PER I CAPELLI! – lo
aspettai con le braccia incrociate al petto e una faccia imbronciata, la
ragazza completamente terrorizzata mentre Sue e mio padre se la ridevano dalla
porta d’entrata.
-E chi poteva essere se non la scaricatrice di porto più
bella di tutta Forks?! – scese dalle scale in velocità fiondandosi addosso a me
e facendomi volteggiare per la stanza. –Oddio Bells come mi sei mancata!
-Oh! – sentii solamente la ragazza che esclamava e poi
fui risucchiata in un abbraccio da orso del mio migliore amico.
-Anche tu mi sei mancato! E sei un pazzo! Chi ti ha dato
tutti i soldi per il biglietto aereo?! – sghignazzò e mi diede un pizzico sul
fianco.
-Non sono fatti tuoi londinese! Allora..devi
assolutamente raccontarmi tutto…e con tutto intendo tutto Bells, anche del bel
pugile! – non riuscii a fermarlo e mi voltai immediatamente verso mio padre e
Sue, entrambi con gli occhi sgranati.
-Ehm…
-Oddio! Non hai detto nulla a Charlie?! – scoppiò a
ridere e poi alzò il bracco con la mano aperta –Batti il cinque sorella! Sei in
un mare di guai! – sospirai e schiacciai il cinque, nonostante non fosse il
momento ideale per scherzare. Mi andai a posizionare sul tavolino, di fronte
alla mia famiglia aspettando Jacob, che prese posto di fianco a Sue e prese in
braccio la ragazza di prima. –Bells, lei è Maggie la mia..ragazza! – porsi la
mano alla ragazza in completo imbarazzo e sghignazzai subito dopo.
-Oddio! Jacob Black con una ragazza! Da non crederci!
Comunque Maggie, sono felicissima di conoscerti, anche se il qui presente non
mi ha detto nulla! – sorrisi maliziosa verso di lui.
-Ehm..io invece..ho sentito molto parlare di te! Ogni
cosa che fa Jake dice “Bella direbbe questo, Bella farebbe questo, a Bella non
piacerebbe!” E’…frustrante alle volte! – annuii complice.
-Non preoccuparti! Sono innocua! Lo conosco da quando
aveva il pannolone quasi! E’ come se fosse mio fratello! – sorrisi –E avremo
modo di conoscerci in questo mese..
-Già…e avrai anche modo di rimproverarmi! Ora però
raccontaci tutto di Edward! – sbuffai.
-Jake..non ti racconterò più nulla! – osservai mio padre
un po’ adirato e iniziai a parlare. –Papà, Sue..vi chiedo scusa. Io..questa
situazione è un completo disastro e faccio fatica a districarmici anch’io..per
cui..non volevo rendere nota a tutti questa storia..ma dato che Jacob parla
troppo…vi racconterò tutto…
Iniziai dalla prima sera alla palestra, passando per la
seconda, e poi l’incontro dopo lo shopping con le ragazze. E il modo di
chiedere scusa e come l’ho curato dopo che è stato picchiato e…l’amicizia che è
nata. Sapendo che papà sapeva tutto del mio ex ragazzo, non ho trovato
difficile dirgli le mie insicurezze, tralasciando i miei tatuaggi e quello di
Edward ed evitando di sbandierare a loro i suoi timori. Alla fine..ero arrivata
alla sera prima della mia partenza.
-E così siamo andati in questo pub speciale, molto
natalizio, accogliente, caldo…il suo amico sembra simpatico anche se un po’
esuberante e..lì c’è stato il collasso. Pensavo che il suo amico ci provasse
davvero con me e lui ha detto “non lo farebbe mai con la mia donna” e mi sono
spaventata..ho messo subito le distanze…e beh..lui invece è stato chiaro nel
dirmi che stava iniziando a darmi fiducia…
-Insomma..hai rovinato tutto! – sbottò Jacob che era
stato in silenzio fino a quel momento.
-Jacob, sta zitto..falla finire! – scossi la testa a Sue.
-Era tutto qui..insomma…si lui mi ha scritto che gli
dispiaceva per come era finita la serata, perché ci siamo un po’ allontanati
dicendoci cose bruttine..e io non ho risposto, ieri sera poi..mi ha mandato una
mail per sapere se ero arrivata a casa..
-Quando sorridevi? – mi chiese Sue ed io confermai annuendo.
–Perché..non ce l’hai detto? Pensavi che non avremmo capito? – scossi la testa.
-No è che..volevo cercare di allontanarmi dalla
situazione per guardarla con occhi diversi..senza mettere in mezzo troppe
persone. So che voi siete la mia famiglia ma..è molto, molto complicato..
-Cos’è complicato Bells? Lasciarsi alle spalle il passato
e ricominciare a fidarsi? – annuii alle parole di Jake. –Tuo padre l’ha
fatto..alla sua veneranda età! Tu pensi di non riuscire a farlo a ventidue
anni?! – il tono del mio amico era arrabbiato.
-Non serve scaldare i toni.. – dissi scattando sulla
difensiva.
-Si invece! Ti capita una cosa bella e te la lasci
scivolare come se non fosse importante! Quando capirai che devi afferrare le
occasioni al volo e buttarti? Con la paura di soffrire non andrai da nessuna
parte.. – scossi la testa, conoscendo bene la sua irritabilità. –E’ inutile che
scuoti la testa Bella! Sono io quello che ti riempie la pelle ogni volta di una
frase peggio dell’altra! Sono stufo che ti fai male in questo modo! – sbarrai
gli occhi. Questo non doveva farlo!
-BELLA! – il richiamo di mio padre mi perforò le
orecchie. –Ti sei fatta dei tatuaggi? – annuii dispiaciuta. –Oddio! Credo di
sentirmi male! – gli lanciai un’occhiata vedendo che esagerava tornai a concentrarmi
su Jacob. Ero arrabbiata con lui, questo era davvero il torto più grande che in
tutti gli anni aveva osato farmi.
-Sai..magari la tua vita non è stata schifosa come la mia
e non puoi capire fino in fondo! Tua madre non ha SCELTO di andarsene senza di
te..era malata Jake e non aveva altra scelta, per quanto crudele possa essere
il destino e per quanto tu sia stato male, ed io c’ero per saperlo…non sarà mai
come sapere che tua madre ti ha lasciato volutamente indietro. E tu c’eri. Eri
con me in quei mesi..sai cos’ho passato. E c’eri anche quando con Alec le cose
sono andate a rotoli. Dovresti incoraggiarmi a procedere con cautela senza
lanciarmi in avventure che possono solo distruggermi ancora di più! – monologo
troppo lungo forse, ma chiaro e semplice.
-Per favore abbassate i toni. – Maggie aveva preso
coraggio e si era frapposta tra noi due.
-E ti sei sempre risollevata! Perché sei forte Bella!
Perché quando cadi ti rialzi…hai imparato a rialzarti, sempre! Ma se non
provi..non saprai mai cosa perdi..Magari lui è quello giusto! Magari ti farà
stare bene! Magari vi sposerete e avrete tanti bambini! Cosa ne sai? Hai paura!
Ne hai sempre avuta! Sei una fifona! – lo guardavo sbigottita.
-Io sarei una fifona? Una che ha paura si nasconde sotto
al letto..non si fa tatuare delle parole sulla pelle per trovare il coraggio di
andare avanti ogni giorno Jake. Ed io invece ho sempre stretto i denti,
ingoiato i bocconi amari e cercato di fare il meglio per la mia vita. Cosa
pensi che sia partita per Londra eh? Per fuggire lontano da voi? E’ questo che
pensi? – i suoi occhi parlavano per lui. –E’ meglio che non rispondi, perché se
lo dici ti arriva un pugno! Io non sono fuggita..tanto meno da voi! Io non sto
fuggendo da Edward..ho solo voglia di prendere con calma tutto quello che
arriva, con più calma del necessario forse, in modo da razionalizzare e non
uscirne ferita come l’altra volta..
-Una storia finita male e guarda come ti sei ridotta!! –
aveva urlato, sotto lo sguardo sbigottito di tutti i presenti, tranne il mio.
Lo conoscevo troppo bene..e sapevo qual era il suo modo di reagire..e questo
era il vero Jacob Black, quello che urlava ed offendeva se era arrabbiato. –Se
tutti fossero come te Bella…sai che mondo del cazzo! – e diceva parolacce.
-Jacob calmati.. – Maggie cercava di accarezzargli il
braccio per farlo tranquillizzare, ma si vedeva che non lo conosceva bene.
-Te ne sei andata a Londra, pensando che avresti potuto
avere di più..l’eccellenza del corso! Non hai pensato a cosa lasciavi qui..a
chi lasciavi qui! Tuo padre, me..noi…Non ti sei mai chiesta cosa ne pensavamo
noi delle tue decisioni? Hai mai preso veramente in considerazione l’opzione di
passare la tua vita accanto alle persone a cui vuoi bene? No! Perché sei
un’egoista, concentrata sulle tue paure e timori e insicurezze..senza vedere
quelle di chi ti sta attorno! Magari questo Edward ti avrebbe fatto solo che
bene…aprendoti gli occhi! – e parlava a sproposito.
-Sai Jake..questo è il miglior bentornata di sempre!
Credo che avresti fatto meglio a usare i soldi del mio biglietto per altri
scopi..perché non è per nulla gratificante tornare a casa dopo mesi e sentirsi anche offendere da
quello che credevi essere un fratello. La mia vita è complicata…ho fatto delle
scelte. Ho le mie paure con cui ho sempre convissuto..lo farò ancora finchè non
troverò qualcuno che sia capace di abbatterle e che riesca a farmi battere il
cuore più forte di quanto volano le mie insicurezze. Magari è lui..magari
quando torno a Londra ci rincontreremo, parleremo, scopriremo che la distanza
ci ha fatto bene…magari non è lui e quando tornerò sarà tornato il solito
donnaiolo stronzo e antipatico. Non lo so cosa c’è domani Jacob..ma una cosa la
so..ed è che tu oggi..mi hai deluso nel profondo! – raccolsi la giacca e mi fiondai
fuori, senza curarmi di nulla montai in macchina nel sedile posteriore,
consapevole che mio padre e Sue mi avrebbero raggiunta in breve. Sarà anche
arrabbiato, ma è sempre mio padre. Infatti dopo poco, lo vidi tenere per mano
Sue e avvicinarsi all’auto.
Sospirai prima che salissero. Dovevo chiedere scusa.
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