giovedì 27 marzo 2014

Capitolo 8



Capitolo 8

Pov Bella.


Non so come avevo fatto a uscirmene in quel modo, con persone che non conosco. Non so il motivo che aveva scatenato quella reazione. Probabilmente mi faceva solo male vedere Edward con la testa bassa a prendersi un’umiliazione che non gli spetta. Non so cosa sia successo in passato e forse è una questione troppo delicata per dirmela o forse, non era pronto a spingersi oltre, oggi. Mi aveva fatto capire qualcosa quando gli ho chiesto dell’incontro e credo che possa partire tutto da lì, ma lo stesso..brancolo nel buio. Emmett credo che reagisca in questo modo solo perché ci tiene davvero, ma non alla carriera di Edward per far soldi..solo perché lui è un suo amico, un grande amico, e vuole il meglio per lui. Come faccio a saperlo? Ho visto nel suo sguardo la stessa decisione e determinazione, affetto e delusione, felicità e orgoglio che noto sempre nello sguardo di Jacob. E’ successo anche a me di deludere Jake, tutte le volte che perdonavo Alec ad esempio, o tutte le volte che andavo a marchiarmi la pelle perché faceva troppo male e dovevo ricordare. C’è da dire poi che l’abbraccio in cui mi aveva avvolto era senza dubbio amichevole e dettato da un forte senso di gratitudine. E’ un ragazzone molto muscoloso, molto più di Edward, uno che se lo vedi di sicuro pensi che faccia il pugile e non l’allenatore. La sua storia non la conosco ma nel suo abbraccio mi sono sentita all’inizio rigida e poi sempre più protetta. Solo Jacob e Charlie avevano fatto in modo che un abbraccio mi facesse sentire protetta, solo loro. E poi arriva questo omaccione, che ha la faccia tanto cattiva e la stazza dell’armadio di Alice ed io mi trovo a volerlo conoscere, perché capisco che può farmi sentire bene.

-E così tu sei la stessa ragazza che ha insultato mio fratello sabato pomeriggio.. – rimango con il coltello a mezz’aria colpita da quelle parole dette con tono duro. Tra tutte le persone che ci sono in casa dovevo parlare proprio con lei?

-Ho solo risposto a una provocazione..

-A quanto pare sei stata tu ad offenderlo per prima, gli hai dato dello stronzo venerdì.. – oh, quindi lui le aveva raccontato ogni cosa?! Perfetto. Passavo anche per quella cattiva.

-Lui mi ha spinto a terra per due volte, senza neppure chiedere scusa. Sembrava che fosse maleducato, e pure stronzo. La prima volta sono stata zitta, ma la seconda non ho resistito..e poi lui ha continuato ad insultarmi, come se fossi la donna peggiore che ha conosciuto, solo perché mi pago da vivere portando i cartelloni degli incontri di boxe.. – lo dico con astio perché non mi va di rivangare storie passate, ormai per me quei due giorni vanno dimenticati. –Senti Rosalie, abbiamo sbagliato entrambi, mi ha chiesto scusa..è una storia vecchia..

-E’ davvero inaspettato il modo in cui..avete legato. Addirittura ti sei proposta di parlare con quel tono ad una persona che non conosci solo per difenderlo? – mi ero girata solo un po’ per guardare la sua faccia e non presagiva nulla di buono. Cominciano bene i rapporti con la sua famiglia, dannazione! Che poi…rapporti con la famiglia? Di già?! Santo cielo! –Mi sembra così magnifico da parte tua..ma mi chiedo..non è che tu l’abbia fatto per interesse? In fondo..nostra madre è la tua docente all’università..no? – sono completamente stordita. E’..impressionante. Questa famiglia continua a offendermi e umiliarmi senza conoscermi..è..un segno? Forse non devo avvicinarmi a loro, forse starò solo male. Eppure..sento una rabbia salirmi dentro che tra poco sono sicura di esplodere.

-In realtà..ho fatto molto di più che parlare per lui prima. L’ho soccorso nel vicolo, ho ascoltato le sue richieste, l’ho portato a casa nostra, guidando una macchina a Londra per la prima volta non sapendo come si faceva, gli ho disinfettato le ferite e l’ho sfamato. L’ho addirittura fatto dormire nel mio letto, cosa che ti assicuro per me non è facile, e stamattina gli ho comprato degli abiti puliti, con i pochi risparmi che avevo messo da parte per comprare un vestito nuovo per la festa di laurea di Angela. Ho fatto conversazione, gli ho tenuto compagnia, e dannazione gli ho raccontato cose di me che neppure mio padre conosce..e tu mi stai accusando di averlo fatto..solamente per un ritorno universitario? Wow..Devo dire che sono davvero felice di aver colpito addirittura due persone della stessa famiglia nello stesso modo. Entrambi mi avete umiliata al primo colpo..fantastico. – sbatto il coltello con il quale stavo tagliando l’arrosto e prendo un profondo respiro.

-Rosalie! – la voce dura di Edward mi scuote. Ecco. Ci mancava solo lui.. Ma questa cucina è diventato il confessionale del grande fratello?! Vorrei rinchiudermi in camera e suonare talmente tanto da tagliarmi le dita con le corde della chitarra! Vorrei dimenticarmi quest’ultima settimana e pensare solo all’esame che devo preparare e poi partire per Forks e dimenticarmi cos’è successo qui. Troppi problemi da affrontare, troppe responsabilità. –Credo che tu debba delle scuse a Bella, perché l’ha scoperto dopo che mi ha medicato..E perché non è proprio il caso di parlarle così, dopo tutto quello che ha fatto per me.. – non mi volto neppure a guardare cosa succede dietro le mie spalle, vorrei solo addormentarmi e svegliarmi domattina nel mio letto da adolescente nella casetta di Forks.

-Io...Scusa Bella..ti ho giudicata male senza sapere come stavano effettivamente le cose.. – posso notare dal suo tono il sacrificio che sta facendo per dirmi queste cose. Non deve essere una che chiede scusa facilmente. –Ehm..ecco..si..puoi fare finta che non ti abbia detto nulla? – mi volto a guardarla. Ha comunque lo sguardo alzato su di me e mi sorprende, perché non sono in tanti a saper chiedere perdono, guardandoti negli occhi, con la sincerità nel cuore. Annuisco debolmente.

-Ci proverò.. – sorrido appena e lei esce dalla cucina raggiungendo gli altri e lasciandomi da sola con Edward, che si avvicina a me.

-Scusala..Tende a mette in chiaro le cose con tutti..ma non è cattiva. Vuole solo proteggere chi ama.. – mi trovo ad annuire ancora. Si avvicina, ancora di più..

-Hai parlato con Emmett? – devo distrarmi con altri argomenti, perché i suoi occhi bruciano nei miei.

-Si..è tutto sistemato. Ha pensato che in vista dei campionati è il caso che non mi faccia vedere da solo tanto spesso, giusto per evitare che finiscano il lavoro.. – e per quale assurdo motivo adesso ho paura di quello che potrebbe succedergli?! D’accordo nonna Isabella, questa volta però hai esagerato. Potevi mica mandarmi un ragazzo brutto, con i brufoli, basso, che non avesse un filo di muscoli e magari una grossa pancia? L’avrei trovato meno attraente ed ora avrei avuto meno problemi..Invece i suoi occhi, il suo profumo, la sua pelle..tutto mi attira. E il fatto che ci siamo confidati entrambi, come se fossimo importanti l’uno per l’altra..questo mi ha sconvolta. Dio..devo andarci no lentamente..di più!

-Quindi in sostanza girerai sempre con la scorta? – provo a scherzare, cercando di stemperare un po’ la tensione. Ma ho fatto male i conti, perché lui è sempre più vicino ed io sono appoggiata al bancone della cucina, dietro di me giace l’arrosto mezzo tagliato, che chiede di essere portato in tavola..ed io sono completamente succube del suo sorriso magnetico.

-Praticamente..Senti Bella..grazie.. – si ferma, per fortuna, si ferma! Era troppo vicino e se mi avesse guardato ancora in quel modo e si fosse avvicinato di più, non avrei risposto di me stessa!

-Per…cosa? – Sono davvero confusa, ma non è l’apertivo a darmi alla testa, è la sua vicinanza.

-Per avermi difeso con Emmett..per avermi tenuto qui stanotte, per avermi medicato..per aver parlato con me..per avermi perdonato..sei..una ragazza dolcissima e gentilissima e mi sento una merda per averti detto quelle cose la settimana scorsa.. – scuoto la testa velocemente.

-No Edward..basta. Non sono certo le più belle parole che potessi dirmi ma..ti sei fatto perdonare egregiamente..Ora..portiamo di la il cibo.. – gli do le spalle e cerco di respirare a fondo. Su Bella..non è difficile..inspira, espira, inspira, espira.

*****

A tavola eravamo troppo stretti, perché non c’era abbastanza posto. Così io sono schiacciata tra Tanya e Edward. Lei che mi lancia sguardi maliziosi e mi da i pizzicotti quando sono distratta..e lui che mi sfiora, di tanto in tanto, inavvertitamente..non so se lo fa apposta oppure è una casualità. Ma cacchio questo gioco è davvero fico! Si lo so..linguaggio da adolescente. Ma fidatevi..avere Edward così vicino..il suo corpo così caldo, il profumo che mi inonda le narici e che supera perfino quella del cibo..ha ucciso metà dei miei neuroni. Devo assolutamente concepirne ancora perché qui se no la vedo brutta!

-Bella..che ne dici se prendiamo il dolce? – Alice per fortuna mi riporta alla realtà. Ero troppo concentrata nei miei pensieri assurdi! Dio..dovrò parlarne con Tanya, perché queste sensazioni non sono normali. Di solito lo faccio con Alice, ma si tratta di suo cugino..e credo che non abbia capito le cose come la pazza della sua amica, per fortuna direi!

-Si, si certo! – sorrido e mi alzo da tavola, per fortuna Tanya mi segue con i piatti sporchi.

-Allora..hai qualcosa da dirmi? – sul viso un sorriso che mi mostra tutti i denti.

-Dio Tanya..sono attratta da lui! – mi passo una mano veloce tra i capelli, scompigliandoli di più. Sono frustrata dannazione! E lei scoppia a ridere, come una volta facevano i miei compagni di scuola per prendermi in giro dopo avermi dato della nerd. –Grazie..ma no, davvero..grazie mille! Tu si che sei d’aiuto!

-Io lo sapevo! – e ride. Dio vorrei riempirle la bocca di pan di spagna e farla smettere di prendersi gioco di me! –Lo sapevo che non avresti resistito!

-Eh? Cosa?

-Vedi..io conosco già da un po’ Edward..io ed Alice abbiamo sempre pensato che foste perfetti insieme, ma non abbiamo mai tentato di farvi conoscere perché tu..ecco.. – gesticola e la vedo un po’ in difficoltà, mi sembra assurdo. –Perché tu hai detto di non volerti coinvolgere..

-Tu ed Alice che? – mi stavo davvero un po’ arrabbiando. Perché viene fuori solo adesso questa cosa?

-Bella..non credo sia il momento per parlarne ora, alla fine di questa cena, quando saremo sole ti giuro che ti diremo ogni cosa..comunque..ora tu dimmi..vi siete baciati? – ed è sempre lei, alla fine dei giri!

-No! Ma che diavolo Tanya! Lo sai bene.. – e lei scoppia a ridere.

-Quando lo bacerai prevedo scintille! – mi ruba la vaschetta di gelato e torna in salotto. Perfetto. Davvero ho scelto di confidarmi con lei, sapendo che è così. Ma perché diavolo sono così scema?! La raggiungo subito portando la torta.

In fondo la serata è stata molto divertente. Emmett è uno che fa battute una dietro l’altra, senza mai lasciare che i suoi compagni si annoino. Ho visto Edward ridere più volte, ma mai è stato come ieri sera con me, quando ho parlato di sua madre. Rosalie, invece, ha passato tutto il tempo a fissare me e suo fratello, ammetto che la cosa mi ha lasciato un po’ interdetta, ma non ci posso fare nulla. Credo che mi comporterei esattamente allo stesso modo. Edward non la smetteva di guardarmi con la coda dell’occhio, forse credeva che non me ne fossi accorta e invece si, perché era esattamente la stessa cosa che facevo io. Cercavo di guardarlo, senza che mi notassero gli altri, senza che lui potesse accorgersi di me.

E’ così che è finita la serata e ci troviamo a salutarli.

-Ragazze, è stata una serata perfetta, grazie..- dice sorridendo Rosalie.

-Ringrazia Bella, è stata lei a organizzare e fare tutto! – scrolla le spalle sua cugina, dandomi il merito e credo di arrossire.

-Beh..allora..grazie Bella. Per tutto quello che hai fatto.. – e mi guarda negli occhi come se volesse mandarmi un messaggio, come se non si riferisse solo alla cena di stasera. Annuisco debole con il capo. Quando è il momento di salutare Edward le mie coinquiline si trovano di meglio da fare. Tanya porta via Alice per fare qualcosa che non ho capito, mentre Angela è perspicace e si ritira in camera da sola.

-Bella..Grazie. Non solo per stasera.. – è impacciato e passa una mano tra i capelli. Abbiamo lo stesso vizio.

-Non ti preoccupare Edward..alla fine mi ha fatto piacere aiutarti.. – sorrido, cercando di toglierlo dall’imbarazzo.

-Chissà perché, ma ho la vaga impressione che non sarà l’ultima volta! – bisbiglia, ma lo sento bene ugualmente.

-Buonanotte Edward.. – gli sorrido, spingendolo fuori di casa, perché in realtà ho paura di dire qualcosa di male.

-Il tuo numero non me lo lasci? – sorride malizioso  ed io scuoto la testa sorridendo.

-Ti scrivo più tardi, mi faccio dare il tuo numero da Alice.. – mi guarda storto.

-Non lo farai! Mi fido di più se me lo lasci adesso.. – scoppio a ridere e mi avvicino di più per sussurrare.

-Non ti preoccupare macho man! Ci tengo ad avere il tuo numero..

-Ah ma davvero? – si fa più vicino sorridendomi, io annuisco sorridendo. –Va bene allora..attenderò impaziente un tuo segnale..Buonanotte Bella.. – mi accarezza una guancia e poi scende dalle scale. Appena chiudo la porta dietro di me appaiono tutte e tre sorridenti.

-L’hai baciato? Ti ha baciata?!

-TANYAAAA! – scoppiamo a ridere tutte e quattro, ma la verità è che sono talmente felice da poter ridere anche da sola. –Non ci siamo baciati e non credo che lo faremo molto presto..Vi ho spiegato cosa mi è successo e faccio fatica a lasciarmi andare come un tempo..per cui per favore..non mettetemi pressione! Anche Edward è un po’ come me.. – guardo Alice e lei annuisce, seduta sul divano di fianco a me.

-Ma allora ti interessa davvero? – mi volto verso Angela.

-Ieri sera abbiamo parlato tanto..Non mi era mai successo di sentirmi libera così con qualcuno ! Ammetto che ci sono cose che ho raccontato a lui che..beh ecco..voi non sapete. Ma non perché siete meno importanti! – mi affretto a dire –E’ solo che mi sono accorta che mi è più simile di quanto credessi..ed è stato semplice farmi uscire tutto. – le ragazze mi guardano stranite, tranne Alice.

-Per cui….? – chiede Alice.

-Niente..per ora cerchiamo di prendere le cose come vengono, naturalmente e senza forzarle..Nessuno dei due vuole stare male ancora.. – abbasso la testa un po’ in imbarazzo.

-Bene! Allora..lo vedremo girare spesso attorno a te? – Tanya ha uno strano luccichio negli occhi. Alzo le spalle. –No perché ha un culo fenomenale! – E questa, come ogni volta, è la frase che da inizio a una battaglia con i cuscini del divano. E’ per quello che non abbiamo soprammobili o cose che si possono rompere!

Dopo un’ora, stanca morta, sono finalmente distesa sul letto. Ho avuto il coraggio di chiedere a Alice il numero di suo cugino, ma non l’ho avuto per inviargli un messaggio decente. Sono qui che formulo e riformulo..ma niente è davvero bello. Che poi..basterebbe un semplice “Ciao, sono Bella..tutto bene il ritorno a casa?”.

Eh certo! Beh dai..scriviamogli così!

Non aspetto molto la risposta: “Alla fine l’hai chiesto davvero il mio numero! ;-) Comunque..Emmett ha voluto riascoltare di nuovo tutta la storia, dice che abbiamo bisogno di provvedere alla mia sicurezza – faccina triste-! Buonanotte Bella!”

Non gli rispondo, perché non so davvero cosa dirgli. Ne ho tante di cose che mi passano per la testa ma in realtà non so cosa scrivergli della moltitudine di idee!

Nonostante io sia stanca, non riesco comunque a prendere sonno. Come diavolo è potuto succedere tutto questo nell’arco di neppure ventiquattro ore? Ieri sera sono andata al lavoro ancora arrabbiata con quel ragazzo stronzo e indisponente, presuntuoso e, ammettiamolo dai, bellissimo. E stasera mi ritrovo a pensare a lui, alla sua dolcezza, alla sua tenerezza, alla debolezza che ha mostrato di fronte ad Emmett ed Alice, alla tristezza mentre parlava del passato.

Quante cose abbiamo in comune io e lui. Stesse esperienze d’amore catastrofiche, che ti lasciano pochissimi bei ricordi, perché tutta la memoria si incentra su quelli brutti, sul motivo della fine di tutto. Passo una mano sul tessuto del pigiama, sopra il sedere e accarezzo il tatuaggio che ho lì. Devo solo ricordarmi di seguirlo. “Non faro più degli altri la mia priorità” serve per ricordarmi che sono io quella importante, che nessuno può superare il limite, che devo sempre tenere d’occhio il rispetto per me stessa, i miei obiettivi, le mie ragioni, il mio cuore.

A te nonna, i tatuaggi non sono mai piaciuti. Quando guardavi i ragazzi che ne avevano qualcuno visibile, dicevi sempre che era un modo barbaro per rovinare un bel corpo. Mi chiedo cosa diresti, se potessi vedermi adesso, con tutto il corpo macchiato dei miei errori.

Non amo farmi punzecchiare e bucherellare, non amo gli aghi, ma il bisogno di imprimere in me stessa le cose importanti, arriva anche a questo. Non mi sono tatuata il nome di mio padre, perché credo che sia una cosa che non scorderò mai, non è un insegnamento che posso dimenticare nel tempo. Non mi sono fatta tatuare il volto di mia nonna, perché anche quello è indelebile nella mia memoria. Ho inciso solo gli insegnamenti che mi hanno aiutata a diventare quella che sono, che mi hanno aiutata ad andare avanti, oltre ai problemi sul mio cammino. Non li ho aggirati, li ho scavalcati superandoli egregiamente.

Ed ora..ripensando a Edward, al suo racconto di ieri sera..mi trovo a chiedere a me stessa..se lui, che non ha affrontato i suoi tarli, ma li ha solo accantonati, messi in un angolo ed evitato di guardarli; se lui che ancora porta nel cuore, nella mente, negli occhi e nei gesti quel periodo buio della sua vita..lui vive tranquillo? Quando va a dormire la notte, riesce a chiudere gli occhi senza farsi affliggere dal senso di colpa? Dal senso di impotenza? Dai rimpianti, dai rimorsi? Dalla delusione che provano gli altri, che prova lui stesso? Perché si..Edward è uno che è deluso da se stesso. E’ un ragazzo che porta troppo dolore, che non si sfoga con nessuno, che non parla delle sue emozioni..e si trova chiuso in sé, senza saper vincere le sue paure.

A volte..la facciata da duro che uno ha, nasconde molti lati teneri, dolci e tristemente deboli.

Mi addormento pensando che alla fine, sono un po’ fiera di me stessa, e uno strano pensiero parallelo, che mi spaventa un po’..vorrei che anche Edward, fosse fiero di sé.

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