Capitolo 6
Pov Bella.
Svegliarsi fu molto difficile. Per fortuna stamattina non
avevo lezione, ma ovviamente avevo comunque il mio bel da fare. Dovevo andare a
fare la spesa e continuare la lettura per il paper. Non ne avevo nessuna voglia
in realtà..sarà che preferivo passare il tempo con il personaggio con cui avevo
condiviso il letto?
Ecco..avevo abbattuto di nuovo le mie difese.
Me ne ero accorta troppo tardi ieri sera, nel momento
esatto in cui ho riacceso la luce ed ho tolto l’orologio che porto sempre al
polso sinistro..Ho mostrato al nemico una parte di me troppo privata e
personale, troppo dolorosa, che gli permette di avere molte armi contro di me.
Sapevo bene di aver fatto un errore e conoscevo le conseguenze..sarei rimasta
ferita. Ancora una volta.
Lo sapevo dannazione..lo sapevo!
Apro gli occhi e mi giro verso di lui, trovandolo già
sveglio.
-Ehi..già sveglio? – gli chiedo con la voce da sonno. Non
deve essere più tardi delle otto e mezzo.
-Ehm..si! Non ho dormito..ho male ovunque. –mi tiro a
sedere sul letto, ormai completamente sveglia, e lo osservo.
-Perché non mi hai svegliata? Potevo darti un
antidolorifico.. –scuote la testa imbarazzato. –Ieri sera non ci ho pensato! E
tu ovviamente..vuoi fare il forte! Ce la fai a muoverti macho man?! – lui
sorride e si alza dal letto, facendo fatica ma arrangiandosi.
-Guarda che faccio il pugile, magari non ho dormito, ma
so sopportare il dolore! – mi avvicino e controllo i graffi sul volto, sembra
che stiano bene. Anche se questa vicinanza mi crea dei brividi inspiegabili
alle gambe e su, per tutta la colonna vertebrale. Cerco di non guardarlo negli
occhi, dentro quei pozzi verdi che probabilmente mi farebbero tremare le
ginocchia per poi cadere rovinosamente a terra. Mi allontano, per non sentire
il suo odore in modo ancora più forte, perché nonostante ieri sera sia stato
sbattuto al muro in un vicolo umido e sporco, ha ancora il suo profumo addosso.
Inebriante.
-Andiamo a fare colazione, macho man! Dobbiamo parlare
con Alice. – Si irrigidisce ma sospira quando abbasso la maniglia della porta. Apro
piano, e ringrazio di avere la porta della camera perpendicolare al tavolo del
salotto, dove le ragazze stanno facendo colazione. E’ l’unica porta che è
parallela a quella d’ingresso, per cui quando si entra si può vedere la mia
camera, ma se si è seduti in divano o in ogni altra parte della casa puoi
vedere solo la porta o parte dell’armadio. Non so perché le altre non l’hanno
scelta, ma io mi sento bene, è come avere un piccolo rifugio nascosto dal
mondo. E poi…la vista dalla mia finestra è particolare, perché si affaccia
sulla strada laterale al palazzo e mostra un piccolo giardinetto che fa da
cornice al cielo grigio di Londra.
-Oh anche Bella è dei nostri! – faccio segno a Edward di
rimanere dov’è con una mano ed esco allo scoperto.
-Ehm..buongiorno! – sorrido appena, sono nervosa e non ne
capisco il motivo. Vedo Angela con lo sguardo turbato e questo non mi rassicura
per niente, che le altre sappiano? –Ehm io..devo dirvi una cosa..ma prima di
saltare a conclusioni affrettate..non è assolutamente come sembra..solo..fateci
spiegare prima di sputare i vostri giudizi.. okay? – dopo le mie parole Angela
mi fa l’occhiolino e con un segno intimo ad Edward di raggiungermi. Si tiene appoggiato
al muro ed Alice corre subito a guardare da più vicino, i segni sono ben
visibili anche da lontano.
-Cos’è successo Edward? – non l’ho mai vista così
preoccupata. Non mi sono spostata, sono ancora di fianco a Edward, non troppo
lontana da Alice e con poca fatica e molta cautela le accarezzo la spalla.
-L’hanno picchiato, fuori dalla palestra ieri sera..non
voleva andare all’ospedale e neppure a casa sua..così..ecco..ehm..- in questo
momento mi sento imbarazzata e non so come continuare, ieri sera quando ci
siamo trovate in corridoio non le ho detto niente e probabilmente si arrabbierà
con me.
-Mi ha curato lei e mi ha offerto un posto per dormire..
– finisce Edward per me con voce debole. Sono troppo imbarazzata, dannazione.
-Davvero? – mi chiede Alice stupita ed io annuisco
solamente. –Sediamoci.. – dice aiutando Edward a sedersi sulla sedia al posto
suo. Io mi accomodo al mio solito posto e prendo in braccio Alice, non serve
recuperare le altre sedie per ora e poi davvero non pesa nulla. Mangio i miei
cereali con il latte, ascoltando Edward che racconta della serata ad Alice.
Adesso ho scoperto anche perché l’hanno picchiato..vogliono che si ritiri dai
campionati nazionali. Non ho parlato mentre parlava con Alice, ho pensato che
fosse giusto non dire nulla. –Edward devi parlare con Emmett, lui deve
saperlo..
-Lo so ma..è difficile. Non mi crederà mai se gli dico
cos’è successo..crederà che ci sia di mezzo qualche ragazza e mi dirà che sono
stato stupido, come al solito.. – mi sembrava smarrito e mi veniva voglia di
aiutarlo ancora.
Dannazione nonna, hai creato un mostro!
-Senti Alice..io..ecco oggi ho praticamente la giornata
libera, a parte qualche ora nel pomeriggio..potremmo..invitarli a cena..che dici?
Magari essendo tutti insieme capirà che è la verità ed evita qualche scenata..che
dici? – Edward scuote la testa.
-Se non ci sono testimoni lui non mi crederà! – beh era
il suo allenatore, perché non doveva credergli?!
-E di chi è la colpa Edward? Se certe volte fossi appena
più responsabile questo non sarebbe successo. Lo sai che Emmett è una brava
persona ed ha molta stima di te, ma quando succedono queste cose si incazza.. –
poso una mano sul braccio di Alice.
-Credo che scaldarsi in questo modo non serva a niente..e
comunque..posso dire che c’ero io e che ho sentito tutto..non ho problemi a
mentire.. – alzo le spalle e quando volto lo sguardo verso Tanya mi sorride
maliziosa la guardo assottigliando lo sguardo. So cosa le sta passando per la
mente ma è meglio che se lo faccia passare.
-Cioè..fammi capire. Tu, che fino a ieri andavi in giro
dicendo che era uno stronzo e che non volevi averci niente a che fare, l’hai
portato a casa, l’hai medicato, l’hai lasciato dormire sul tuo letto, con te
per giunta..ed ora saresti anche pronta a mentire per lui? Sei sicura di non
aver preso una botta in testa? – mi chiede Alice spazientita.
-Nessuna botta in testa. Edward si è scusato, mi ha
spiegato il perché..abbiamo parlato ed è tutto risolto. Se dovessi tenere il
muso a tutte le persone che mi feriscono nella vita dovrei vivere da sola in
un’isola deserta..per cui..smettetela con questa storia e con questi sguardi
curiosi..e prima che con la vostra fantastica testolina possiate pensare a
qualcosa..in quella camera stanotte non è successo niente! NIENTE! Per cui
Tanya cacciati quel sorriso malizioso e di chi la sa lunga dalla faccia..perché
hai proprio capito male! – ho il mio cucchiaio in mano e lo utilizo come se
fosse un’arma da puntare. Sono davvero risoluta.
-D’accordo..d’accordo. Allora faremo come vuoi tu
Bella..ma Emmett lo deve sapere questa sera stessa..intanto tu non farti vedere
in giro..puoi stare qui oggi, se vuoi. Io chiamo Emmett e gli dico che ci stai
aiutando a fare degli spostamenti a casa e che non puoi andare ad
allenarti..non farmi pentire di aiutarti Edward.. – Alice gli punta il dito
addosso e poi si allontana.
-Certo che fa paura quando vuole.. – si intromette Angela
–Come stai stamattina? – chiede poi a Edward. Lui sorride gentile.
-Un po’ meglio..grazie. – e in quel momento mi viene in
mente che non ha dormito per il dolore. Mi alzo e recupero dall’armadietto dei
medicinali un antidolorifico e lo porgo a Edward.
-Tieni macho man! Prima che crolli a terra
esausto..mangia qualcosa e infilati a letto! Non voglio essere quella che verrà
accusata di aver stroncato la carriera a un pugile che era la promessa
nazionale.. – lui sorride appena e mangia i cereali come me. Tanya mi fa chiari
segni di seguirla in cucina così mentre Angela tiene compagnia al ferito, io
inizio a sistemare la cose della colazione insieme a lei.
-Vuoi dirmi che è successo davvero ieri sera? – con le
braccia incrociate sul petto e la schiena appoggiata al frigo.
-Niente Tanya. Mia nonna mi ha insegnato le buone maniere
e lui era in difficoltà, cosa facevo, lo lasciavo in mezzo alla strada? Non mi
stava molto simpatico in quel momento, è vero..ma è pur sempre una persona, il
padrone di casa e per di più il cugino di Alice..l’ho medicato ed abbiamo avuto
modo di parlare..di cose anche personali..ho scoperto che non è una cattiva
persona come credevo e che aveva ragione Alice..tutto qui. Mi va di aiutarlo
come se una di voi fosse in difficoltà..
-Ed è solo per questo che lo vuoi aiutare? – mi guarda
con il sopracciglio alzato e quell’espressione saputa in faccia. Uffa.
-Se vuoi sapere se mi piace ti conviene evitare la
domanda. Vi ho spiegato molte volte che non ho intenzione di costruirmi una
vita con un uomo per il momento e che non sono tipa da storielline..per cui si,
è un ragazzo bello, affascinante ed è anche interessante come persona..ma tutto
finisce lì. Non azzardarti a ritirare fuori l’argomento! – lei alza le mani in
segno di resa e poi sorride.
-Fa come vuoi..ma ricordati una cosa..un giorno mi darai
ragione ed io godrò nel dirti “te l’avevo detto!” – me ne vado prima che possa
tirare fuori altri argomenti scomodi. Prendo dalla camera degli abiti puliti e
vado a farmi una doccia in bagno. Dopo un’ora sono pronta per uscire. Edward si
è steso sul mio letto, ha ancora gli stessi abiti della sera prima, non ho
nulla che possa andargli bene, cavoli.
-Io devo andare a fare la spesa. Tu riposati pure..ma ho
delle regole per la mia camera, dato che starai da solo..Non toccare la mia
collezione di libri, non toccare il mio computer e assolutamente non toccare la
chitarra! – mi sorride ed annuisce.
-Praticamente posso respirare e andare in bagno! – scuoto
la testa e sorrido debole.
-Non..scusa. Limitati a non toccare la collezione di
libri..per il resto..fai come se fossi a casa tua ma..se dovessi suonare la mia
chitarra, presta molta attenzione a come la tocchi è un pezzo importante della
mia vita.. – dico a bassa voce.
-Non ti preoccupare Bella..ci vediamo più tardi.. – lo
lascio a casa da solo e mi avvio al supermercato a fare la spesa, pensando
anche a cosa cucinare per stasera. Passando però di fronte a un negozio prima
del market vedo che vendono vestiti da uomo. Perfetto. Scelgo un pantalone
della tuta grigio e una maglia blu. Non mi interrogo sul perché l’ho fatto,
temo di poter tornare indietro e farmi ridare pure i soldi, sono davvero un
caso da studiare. Una volta terminata la spesa, con molta fatica raggiungo il
sesto piano ed apro piano la porta per non disturbare Edward. Ma quando sono in
casa mi accorgo che è sveglio e che sta suonando la chitarra. Immaginavo che ne
avesse voglia..Avevamo molto in comune e se anche lui era come me lo desiderava
da ieri sera, per cui non me la sono sentita di vietargli anche quello. Anche
se..quello strumento era la cosa più preziosa che avevo, oltre la collezione di
libri. Facendo piano sistemai la spesa godendo delle note soavi che provenivano
dalla mia camera. Quando smisero lo raggiunsi.
-Sono a casa.. – sorrisi debole –Come va?
-Meglio..l’antidolorifico fa effetto.. – accarezza il
legno della chitarra e poi la gira e mi indica la scritta incisa nel legno del
manico. –E questa?
-E’ il motivo per cui non la tocca nessuno.. – sorrido e
mi siedo sul letto porgendogli la busta. –Mi dispiace ma non sapevo i tuoi
gusti e..non ho nulla da darti. Spero che non ti offendi se mi sono permessa..
– gli dico diventando rossa dall’imbarazzo. E’ stata di sicuro una cosa stupida
e non c’è motivo alcuno per il quale debba accettare, ma in cuor mio spero che
non faccia troppe storie. Lui tira fuori i vestiti dalla borsa che gli ho dato
e scuote la testa sorridendo.
-Grazie..Io..Grazie di cuore! Non vedevo l’ora di
togliermi questi abiti di dosso..sei stata molto gentile.. – sorrido e abbasso
la testa imbarazzata. –Posso..approfittarne e fare una doccia? – annuisco e
recupero una cosa all’interno dell’armadio, gliela passo e lui mi guarda
confuso. –Ehm..che ci fai con un paio di boxer maschili di topolino? – scoppio
a ridere.
-Diciamo che Jake è un amico un po’ eccentrico, scemo ed
estremamente pazzo..Prima di partire mi ha regalato un paio di suoi boxer in
modo che non potessi sentire la sua mancanza..voleva che li usassi. – mi guarda
strano. –Si okay non guardarmi così! E’ strano, pazzo se vuoi, ma è il mio
migliore amico!
-Di topolino? – mi chiede con aria preoccupata e confusa
ed io rido più forte.
-Ha la passione dei fumetti e topolino l’ha sempre
affascinato! Non chiedere oltre ti prego..capisco da sola che è alquanto
insolita la cosa ma…beh se li vuoi! – alzo le spalle.
-E’..si insomma..da come ne parli sembra che sia di più
di un semplice amico.. – scuoto la testa e noto il suo imbarazzo.
-No no..te l’ho detto nessuna storia seria dopo il
college e sopra ogni modo, non con Jake. E’ solo un amico d’infanzia un po’
pazzo..se non vuoi usarli, non importa.. – scuoto la testa, non voglio che si
senta obbligato –Non sentirti obbligato a indossare neanche quello che ti ho
comprato io..non so perché l’ho fatto..si insomma..ho solo pensato che ti
potessero servire.. – abbasso ancora la testa, la mia faccia deve essere rossa
come un peperone. Lo sento avvicinarsi e lasciarmi un bacio timido sulla
guancia. La mia pelle brucia ed io non capisco le sensazioni strane che manda
il mio corpo.
-Grazie Bella..sei un tesoro.. – sento la porta del bagno
chiudersi e spero che trovi tutto ciò che gli serve. Per fortuna non abbiamo le
asciugamani chiuse dentro qualche mobile ma sono su una mensola divise per
tipo. Per una volta, la mania di Alice mi è di aiuto, perché trovarmi in bagno
con lui non è cosa che mi fa star tranquilla al momento.
Vado in cucina, così preparo qualcosa da mangiare per
stasera e per oggi a pranzo. le ragazze non ci saranno, perché pranzano in
mensa, ma io ed Edward dovremo pur sfamarci. No? Il problema è che non so cosa
gli piaccia..Beh..intanto vediamo di mettere su l’arrosto per stasera, con le
verdure e le patate..e poi..poi ci penserò. Accendo lo stereo sul ripiano della
cucina per far si che la musica distenda i miei nervi. E’ difficile pensare che
ci sia un ragazzo bellissimo che sta facendo la doccia in casa mia e per di
più..sento ancora un certo calore sulla guancia in cui mi ha baciato.
Ma che cavolo mi sta succedendo? Fino a ieri mattina
avrei voluto tagliargli la lingua ed ora..quella lingua è..oggetto dei miei
desideri? No..non è una cosa possibile. Anche se..effettivamente è il primo
ragazzo che desidero da molto tempo. Uffa. Devo cercare di mettere ordine ai
miei pensieri contorti e preoccupanti. Va bene, c’è un ragazzo, questo è il
concetto base. Si, un ragazzo molto affascinante e molto simile a me e…stronzo,
al punto giusto. E poi ha un fisico stupendo. Non amo quelli super muscolosi,
lui è giusto. Si allena, saprebbe difendermi ed anche portarmi in braccio, non
so se riuscirebbe a farsi sei piani di scale, forse dovrei metterlo alla prova
e poi ricollegarmi con la mia mente?! Aaaaah..e quei capelli! Ci passerei le
mani dentro ogni secondo, se non rischiassi di risultare malata di mente! E
quelle labbra. Ieri sera erano sporche di cioccolato per colpa delle
crepes…e….Signur! Che voglia di leccargliele!
Bene! Stop!
Fermiamo i pensieri!
Zona rossa!
Retrofront!
Non posso avventurarmi in quel percorso, con lui che si
fa la doccia nel mio bagno..tutto nudo…aaaaah!
Basta! Basta ho detto!
Pensiamo al pranzo!
Sto tagliando la cipolla per fare un sugo con il tonno
quando lo sento schiarirsi la voce sulla porta della cucina. Mi volto ed è
sorridente, ed indossa le cose che gli ho comprato. Stranamente gli vanno
bene…vuol dire che ho occhio per le taglie! Oppure che senza accorgermene l’ho
squadrato talmente bene da sapere anche la taglia giusta.
-Beh..almeno la taglia è giusta! – indico con il coltello
alzato e lui sorride, avvicinandosi un altro po’ e attaccandosi al bancone,
evidentemente non sta ancora tanto bene.
-Si..sono perfetti grazie! Cosa..stai preparando? – mi
chiede odorando l’ambiente.
-L’arrosto per stasera, così bisogna solo
riscaldarlo..non ho tanto tempo, più tardi devo andare a lavorare..e per
oggi..credevo che una pasta con un sugo di tonno potesse andare ma..se non ti
piace o non ti va..posso fare qualcos’altro..basta che me lo dici.. – ammetto a
voce bassa. Perché ci tengo a farlo star bene? Perché dannazione mi devo
comportare così?
-E’ perfetto Bella.. – dice sussurrando e guardando al
pavimento.
-Che c’è? Ti senti male? Forse è il caso che vai a
stenderti un altro po’.. – gli dico facendomi più vicina e lui annuisce.
-Posso fare anche una telefonata? – lo aiuto a sedersi
sul divano e poi gli passo il telefono.
Mentre sono in cucina ascolto la sua telefonata.
Pov Edward.
Le ho dato un bacio sulla guancia perché non potevo
prenderla e baciarle le labbra. Anche se avrei voluto farlo. Dio era stata così
dolce con me, comprensiva..si era proposta di aiutarmi per stasera e mi aveva
anche preso un cambio perché avevo ancora i vestiti sporchi di sangue della
sera prima. E’ stata tenera e gentile, mai nessuno ha fatto questo per me,
oltre la mia famiglia. Ma con lei c’è stata subito un’intesa forte ieri sera,
non serviva che le spiegassi molto della mia vita, sembrava che lo capisse da
sola.
Ho finito la doccia, che mi serviva proprio e mi sono
messo i vestiti che ha comprato per me, mi vanno benissimo e già solo il fatto
che abbia pensato di prenderli è straordinario. Aveva ragione Alice..Isabella è
una ragazza speciale. La raggiungo in cucina e mi fermo sulla porta ad
osservarla, prima di schiarirmi la voce. E’ bella nei suoi jeans a vita bassa e
la maglia rosa sbiadita dai troppi lavaggi che arriva a coprire la cintura, i
piedi nudi, le braccia impegnate a tagliare qualcosa. Quando mi sente si volta
a guardarmi e per un secondo è come se vi leggessi un affetto profondo.
-Beh..almeno la taglia è giusta! – mi sposto
sorreggendomi dove trovo un appiglio.
-Si..sono perfetti grazie! Cosa..stai preparando? – cerco
di trarre un indizio dagli odori ma non mi viene in mente nulla.
-L’arrosto per stasera, così bisogna solo
riscaldarlo..non ho tanto tempo, più tardi devo andare a lavorare..e per
oggi..credevo che una pasta con un sugo di tonno potesse andare ma..se non ti
piace o non ti va..posso fare qualcos’altro..basta che me lo dici.. – abbassa
la voce verso la fine, ma la sento ugualmente. Dio si preoccupa così tanto per
me..nessuno l’ha mai fatto, neppure Victoria quando stavamo insieme. E lei,
questa ragazza che ho offeso così duramente..è riuscita a farsi breccia in un
modo pazzesco..troppo velocemente, troppo profondo. Abbasso la testa, già sapendo
che questa storia non potrebbe finire bene, per uno dei due. Non potremmo
creare nulla di più che un’amicizia, anche se il mio cuore già batte forte. E’
bastato un niente..è bastato sentirsi a casa.
-E’ perfetto Bella.. – dico a bassa voce, chissà se mi ha
sentito, chissà se ha capito che non mi riferisco solo al pranzo, chissà se ha
capito che mi riferisco a tutto quello che ha fatto per me. A quello che mi ha
detto, a come mi ha fatto sentire…era molto che non mi sentivo bene con me
stesso.
-Che c’è? Ti senti male? Forse è il caso che vai a
stenderti un altro po’.. – si avvicina ed io non faccio altro che annuire, è
una bugia ma non posso certo dirle la verità, se non l’ha capito la lascerò
ignara di quello che passa nella mia mente malata.
-Posso fare anche una telefonata? – mi aiuta a sedere sul
divano e poi sorridendomi mi porge il telefono, andando di nuovo in cucina.
Compongo il numero di casa, sapendo che ci sarà di sicuro mia madre.
-Pronto? – sorrido.
-Ciao Mamma.. – la sento sorridere.
-Edward, mi sono preoccupata, perché non hai chiamato
ieri sera? – ecco che inizia con le domande.
-Ho avuto un contrattempo e mi sono fermato a dormire da
Alice. Mi sono scordato il telefono in macchina..come stai?
-Io bene..ma che contrattempo hai avuto?
-Niente di preoccupante mamma! Ho solo fatto tardi qui a
casa di Alice, con la nuova coinquilina.. – che cavolo! Ma sarò stupido o no?!
-Edward..cosa stai combinando? – sorrido.
-Niente mamma, davvero! E’ una ragazza interessante,
dovresti conoscerla..anzi..in realtà tu la conosci già perché segue il tuo
corso all’università! – probabilmente adesso Bella mi ucciderà, spero che non
lo senta!
-Davvero? Allora finalmente una ragazza seria? – sorrido
scuotendo la testa.
-Non è come pensi mamma. E’ davvero interessante come
persona e non so..quando parlo con lei mi trovo bene, quasi come se parlassi
con te! – la sento sospirare dall’altra parte del telefono.
-Voglio incontrarla..anche perché so già cosa capiterà!
La farai scappare come al tuo solito! – sbuffo.
-Grazie mamma..tu si che sei gentile! Comunque non
succederà nulla, stai tranquilla! Papà come sta?
-Sta bene tesoro! Ovviamente è all’ospedale per
un’emergenza! Quando verrai a cena da noi? – e ricominciava.
-Non lo so mamma, stasera sono ancora da Alice..hanno
organizzato una cena anche con Emmett e Rosalie..
-Allora è già una cosa ufficiale?! Quando la porti a
casa? – scoppio a ridere.
-Mamma! Non è la mia ragazza. E’ un’amica di Alice! E per
favore..so già quello che stai pensando..non è come le altre, ti giuro che lei
è veramente interessante..piacerebbe addirittura a te! – lei non mi aveva mai
fatto storie per le ragazze che portavo a casa, faceva solo finta di accettarle
e poi mi lasciava sguardi di disapprovazione.
-Oh, ma davvero? Allora mi incuriosisce proprio..sei
sicuro che non sia la tua ragazza eh? – scuoto la testa.
-No mamma. È solo un’amica di Alice e una ragazza che mi
paga l’affitto..per cui stai pure tranquilla.
-Se lo dici tu..allora ci sentiamo presto, saluta Alice
e..ricordati che adesso sono curiosa e voglio conoscere questa ragazza! –
sorrido.
-Non ti preoccupare..ciao mamma! – quando spengo il
telefono noto che Bella sta preparano un secchio con dell’acqua e lo straccio.
Aria di pulizie! Prende dallo sgabuzzino un panno per la polvere e comincia a
passarlo sui mobili in salotto, è silenziosa e ammetto che mi manca la sua
voce. Passa il panno scrupolosamente su tutte le superfici e una volta che ha
terminato con quello prende la piccola aspirapolvere e passa per tutto il
salone e anche la cucina. Mi ignora, volutamente..evita il mio sguardo. Dopo un
quarto d’ora termina di passare l’aspirapolvere e prende il secchio con
l’acqua.
-Ma le pulizie toccano sempre a te? – sussulta quando
parlo e si volta appena passando il panno.
-No..è che il lunedì solitamente ce l’ho libero e prima
di studiare faccio qualcosa in casa perché le altre sono sempre via e il sabato
lo dedichiamo alla pulizia delle camere.. – dice tranquilla mentre strizza il
panno per la terza volta.
-Sei..molto disponibile..come fai a far coincidere tutti
i tuoi impegni?
-Non lo so neppure io a dirti la verità! Oggi non credo
che riuscirò a studiare, ma vedrò di trovare un po’ di tempo in biblioteca..
-E’ colpa mia? – chiedo. Non posso fare a meno di pensare
che non riesca a studiare perché ci sono io.
-No..ma che dici? – continua a lavare il pavimento e noto
un velo di sudore sulla fronte. –E’ che devo fare anche la torta per stasera e
poi la doccia e riordinare le cose che ho distrutto sabato.. – dice tenendo lo
sguardo basso. Evito di fare altre domande, vincendo sulla mia curiosità e
lascio che pulisca in pace, per poi andare in camera e sistemare anche lì.
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