giovedì 27 marzo 2014

Capitolo 6



 

Capitolo 6

Pov Bella.

Svegliarsi fu molto difficile. Per fortuna stamattina non avevo lezione, ma ovviamente avevo comunque il mio bel da fare. Dovevo andare a fare la spesa e continuare la lettura per il paper. Non ne avevo nessuna voglia in realtà..sarà che preferivo passare il tempo con il personaggio con cui avevo condiviso il letto?
Ecco..avevo abbattuto di nuovo le mie difese.
Me ne ero accorta troppo tardi ieri sera, nel momento esatto in cui ho riacceso la luce ed ho tolto l’orologio che porto sempre al polso sinistro..Ho mostrato al nemico una parte di me troppo privata e personale, troppo dolorosa, che gli permette di avere molte armi contro di me. Sapevo bene di aver fatto un errore e conoscevo le conseguenze..sarei rimasta ferita. Ancora una volta.
Lo sapevo dannazione..lo sapevo!
Apro gli occhi e mi giro verso di lui, trovandolo già sveglio.
-Ehi..già sveglio? – gli chiedo con la voce da sonno. Non deve essere più tardi delle otto e mezzo.
-Ehm..si! Non ho dormito..ho male ovunque. –mi tiro a sedere sul letto, ormai completamente sveglia, e lo osservo.
-Perché non mi hai svegliata? Potevo darti un antidolorifico.. –scuote la testa imbarazzato. –Ieri sera non ci ho pensato! E tu ovviamente..vuoi fare il forte! Ce la fai a muoverti macho man?! – lui sorride e si alza dal letto, facendo fatica ma arrangiandosi.
-Guarda che faccio il pugile, magari non ho dormito, ma so sopportare il dolore! – mi avvicino e controllo i graffi sul volto, sembra che stiano bene. Anche se questa vicinanza mi crea dei brividi inspiegabili alle gambe e su, per tutta la colonna vertebrale. Cerco di non guardarlo negli occhi, dentro quei pozzi verdi che probabilmente mi farebbero tremare le ginocchia per poi cadere rovinosamente a terra. Mi allontano, per non sentire il suo odore in modo ancora più forte, perché nonostante ieri sera sia stato sbattuto al muro in un vicolo umido e sporco, ha ancora il suo profumo addosso. Inebriante.
-Andiamo a fare colazione, macho man! Dobbiamo parlare con Alice. – Si irrigidisce ma sospira quando abbasso la maniglia della porta. Apro piano, e ringrazio di avere la porta della camera perpendicolare al tavolo del salotto, dove le ragazze stanno facendo colazione. E’ l’unica porta che è parallela a quella d’ingresso, per cui quando si entra si può vedere la mia camera, ma se si è seduti in divano o in ogni altra parte della casa puoi vedere solo la porta o parte dell’armadio. Non so perché le altre non l’hanno scelta, ma io mi sento bene, è come avere un piccolo rifugio nascosto dal mondo. E poi…la vista dalla mia finestra è particolare, perché si affaccia sulla strada laterale al palazzo e mostra un piccolo giardinetto che fa da cornice al cielo grigio di Londra.
-Oh anche Bella è dei nostri! – faccio segno a Edward di rimanere dov’è con una mano ed esco allo scoperto.
-Ehm..buongiorno! – sorrido appena, sono nervosa e non ne capisco il motivo. Vedo Angela con lo sguardo turbato e questo non mi rassicura per niente, che le altre sappiano? –Ehm io..devo dirvi una cosa..ma prima di saltare a conclusioni affrettate..non è assolutamente come sembra..solo..fateci spiegare prima di sputare i vostri giudizi.. okay? – dopo le mie parole Angela mi fa l’occhiolino e con un segno intimo ad Edward di raggiungermi. Si tiene appoggiato al muro ed Alice corre subito a guardare da più vicino, i segni sono ben visibili anche da lontano.
-Cos’è successo Edward? – non l’ho mai vista così preoccupata. Non mi sono spostata, sono ancora di fianco a Edward, non troppo lontana da Alice e con poca fatica e molta cautela le accarezzo la spalla.
-L’hanno picchiato, fuori dalla palestra ieri sera..non voleva andare all’ospedale e neppure a casa sua..così..ecco..ehm..- in questo momento mi sento imbarazzata e non so come continuare, ieri sera quando ci siamo trovate in corridoio non le ho detto niente e probabilmente si arrabbierà con me.
-Mi ha curato lei e mi ha offerto un posto per dormire.. – finisce Edward per me con voce debole. Sono troppo imbarazzata, dannazione.
-Davvero? – mi chiede Alice stupita ed io annuisco solamente. –Sediamoci.. – dice aiutando Edward a sedersi sulla sedia al posto suo. Io mi accomodo al mio solito posto e prendo in braccio Alice, non serve recuperare le altre sedie per ora e poi davvero non pesa nulla. Mangio i miei cereali con il latte, ascoltando Edward che racconta della serata ad Alice. Adesso ho scoperto anche perché l’hanno picchiato..vogliono che si ritiri dai campionati nazionali. Non ho parlato mentre parlava con Alice, ho pensato che fosse giusto non dire nulla. –Edward devi parlare con Emmett, lui deve saperlo..
-Lo so ma..è difficile. Non mi crederà mai se gli dico cos’è successo..crederà che ci sia di mezzo qualche ragazza e mi dirà che sono stato stupido, come al solito.. – mi sembrava smarrito e mi veniva voglia di aiutarlo ancora.
Dannazione nonna, hai creato un mostro!
-Senti Alice..io..ecco oggi ho praticamente la giornata libera, a parte qualche ora nel pomeriggio..potremmo..invitarli a cena..che dici? Magari essendo tutti insieme capirà che è la verità ed evita qualche scenata..che dici? – Edward scuote la testa.
-Se non ci sono testimoni lui non mi crederà! – beh era il suo allenatore, perché non doveva credergli?!
-E di chi è la colpa Edward? Se certe volte fossi appena più responsabile questo non sarebbe successo. Lo sai che Emmett è una brava persona ed ha molta stima di te, ma quando succedono queste cose si incazza.. – poso una mano sul braccio di Alice.
-Credo che scaldarsi in questo modo non serva a niente..e comunque..posso dire che c’ero io e che ho sentito tutto..non ho problemi a mentire.. – alzo le spalle e quando volto lo sguardo verso Tanya mi sorride maliziosa la guardo assottigliando lo sguardo. So cosa le sta passando per la mente ma è meglio che se lo faccia passare.
-Cioè..fammi capire. Tu, che fino a ieri andavi in giro dicendo che era uno stronzo e che non volevi averci niente a che fare, l’hai portato a casa, l’hai medicato, l’hai lasciato dormire sul tuo letto, con te per giunta..ed ora saresti anche pronta a mentire per lui? Sei sicura di non aver preso una botta in testa? – mi chiede Alice spazientita.
-Nessuna botta in testa. Edward si è scusato, mi ha spiegato il perché..abbiamo parlato ed è tutto risolto. Se dovessi tenere il muso a tutte le persone che mi feriscono nella vita dovrei vivere da sola in un’isola deserta..per cui..smettetela con questa storia e con questi sguardi curiosi..e prima che con la vostra fantastica testolina possiate pensare a qualcosa..in quella camera stanotte non è successo niente! NIENTE! Per cui Tanya cacciati quel sorriso malizioso e di chi la sa lunga dalla faccia..perché hai proprio capito male! – ho il mio cucchiaio in mano e lo utilizo come se fosse un’arma da puntare. Sono davvero risoluta.
-D’accordo..d’accordo. Allora faremo come vuoi tu Bella..ma Emmett lo deve sapere questa sera stessa..intanto tu non farti vedere in giro..puoi stare qui oggi, se vuoi. Io chiamo Emmett e gli dico che ci stai aiutando a fare degli spostamenti a casa e che non puoi andare ad allenarti..non farmi pentire di aiutarti Edward.. – Alice gli punta il dito addosso e poi si allontana.
-Certo che fa paura quando vuole.. – si intromette Angela –Come stai stamattina? – chiede poi a Edward. Lui sorride gentile.
-Un po’ meglio..grazie. – e in quel momento mi viene in mente che non ha dormito per il dolore. Mi alzo e recupero dall’armadietto dei medicinali un antidolorifico e lo porgo a Edward.
-Tieni macho man! Prima che crolli a terra esausto..mangia qualcosa e infilati a letto! Non voglio essere quella che verrà accusata di aver stroncato la carriera a un pugile che era la promessa nazionale.. – lui sorride appena e mangia i cereali come me. Tanya mi fa chiari segni di seguirla in cucina così mentre Angela tiene compagnia al ferito, io inizio a sistemare la cose della colazione insieme a lei.
-Vuoi dirmi che è successo davvero ieri sera? – con le braccia incrociate sul petto e la schiena appoggiata al frigo.
-Niente Tanya. Mia nonna mi ha insegnato le buone maniere e lui era in difficoltà, cosa facevo, lo lasciavo in mezzo alla strada? Non mi stava molto simpatico in quel momento, è vero..ma è pur sempre una persona, il padrone di casa e per di più il cugino di Alice..l’ho medicato ed abbiamo avuto modo di parlare..di cose anche personali..ho scoperto che non è una cattiva persona come credevo e che aveva ragione Alice..tutto qui. Mi va di aiutarlo come se una di voi fosse in difficoltà..
-Ed è solo per questo che lo vuoi aiutare? – mi guarda con il sopracciglio alzato e quell’espressione saputa in faccia. Uffa.
-Se vuoi sapere se mi piace ti conviene evitare la domanda. Vi ho spiegato molte volte che non ho intenzione di costruirmi una vita con un uomo per il momento e che non sono tipa da storielline..per cui si, è un ragazzo bello, affascinante ed è anche interessante come persona..ma tutto finisce lì. Non azzardarti a ritirare fuori l’argomento! – lei alza le mani in segno di resa e poi sorride.
-Fa come vuoi..ma ricordati una cosa..un giorno mi darai ragione ed io godrò nel dirti “te l’avevo detto!” – me ne vado prima che possa tirare fuori altri argomenti scomodi. Prendo dalla camera degli abiti puliti e vado a farmi una doccia in bagno. Dopo un’ora sono pronta per uscire. Edward si è steso sul mio letto, ha ancora gli stessi abiti della sera prima, non ho nulla che possa andargli bene, cavoli.
-Io devo andare a fare la spesa. Tu riposati pure..ma ho delle regole per la mia camera, dato che starai da solo..Non toccare la mia collezione di libri, non toccare il mio computer e assolutamente non toccare la chitarra! – mi sorride ed annuisce.
-Praticamente posso respirare e andare in bagno! – scuoto la testa e sorrido debole.
-Non..scusa. Limitati a non toccare la collezione di libri..per il resto..fai come se fossi a casa tua ma..se dovessi suonare la mia chitarra, presta molta attenzione a come la tocchi è un pezzo importante della mia vita.. – dico a bassa voce.
-Non ti preoccupare Bella..ci vediamo più tardi.. – lo lascio a casa da solo e mi avvio al supermercato a fare la spesa, pensando anche a cosa cucinare per stasera. Passando però di fronte a un negozio prima del market vedo che vendono vestiti da uomo. Perfetto. Scelgo un pantalone della tuta grigio e una maglia blu. Non mi interrogo sul perché l’ho fatto, temo di poter tornare indietro e farmi ridare pure i soldi, sono davvero un caso da studiare. Una volta terminata la spesa, con molta fatica raggiungo il sesto piano ed apro piano la porta per non disturbare Edward. Ma quando sono in casa mi accorgo che è sveglio e che sta suonando la chitarra. Immaginavo che ne avesse voglia..Avevamo molto in comune e se anche lui era come me lo desiderava da ieri sera, per cui non me la sono sentita di vietargli anche quello. Anche se..quello strumento era la cosa più preziosa che avevo, oltre la collezione di libri. Facendo piano sistemai la spesa godendo delle note soavi che provenivano dalla mia camera. Quando smisero lo raggiunsi.
-Sono a casa.. – sorrisi debole –Come va?
-Meglio..l’antidolorifico fa effetto.. – accarezza il legno della chitarra e poi la gira e mi indica la scritta incisa nel legno del manico. –E questa?
-E’ il motivo per cui non la tocca nessuno.. – sorrido e mi siedo sul letto porgendogli la busta. –Mi dispiace ma non sapevo i tuoi gusti e..non ho nulla da darti. Spero che non ti offendi se mi sono permessa.. – gli dico diventando rossa dall’imbarazzo. E’ stata di sicuro una cosa stupida e non c’è motivo alcuno per il quale debba accettare, ma in cuor mio spero che non faccia troppe storie. Lui tira fuori i vestiti dalla borsa che gli ho dato e scuote la testa sorridendo.
-Grazie..Io..Grazie di cuore! Non vedevo l’ora di togliermi questi abiti di dosso..sei stata molto gentile.. – sorrido e abbasso la testa imbarazzata. –Posso..approfittarne e fare una doccia? – annuisco e recupero una cosa all’interno dell’armadio, gliela passo e lui mi guarda confuso. –Ehm..che ci fai con un paio di boxer maschili di topolino? – scoppio a ridere.
-Diciamo che Jake è un amico un po’ eccentrico, scemo ed estremamente pazzo..Prima di partire mi ha regalato un paio di suoi boxer in modo che non potessi sentire la sua mancanza..voleva che li usassi. – mi guarda strano. –Si okay non guardarmi così! E’ strano, pazzo se vuoi, ma è il mio migliore amico!
-Di topolino? – mi chiede con aria preoccupata e confusa ed io rido più forte.
-Ha la passione dei fumetti e topolino l’ha sempre affascinato! Non chiedere oltre ti prego..capisco da sola che è alquanto insolita la cosa ma…beh se li vuoi! – alzo le spalle.
-E’..si insomma..da come ne parli sembra che sia di più di un semplice amico.. – scuoto la testa e noto il suo imbarazzo.
-No no..te l’ho detto nessuna storia seria dopo il college e sopra ogni modo, non con Jake. E’ solo un amico d’infanzia un po’ pazzo..se non vuoi usarli, non importa.. – scuoto la testa, non voglio che si senta obbligato –Non sentirti obbligato a indossare neanche quello che ti ho comprato io..non so perché l’ho fatto..si insomma..ho solo pensato che ti potessero servire.. – abbasso ancora la testa, la mia faccia deve essere rossa come un peperone. Lo sento avvicinarsi e lasciarmi un bacio timido sulla guancia. La mia pelle brucia ed io non capisco le sensazioni strane che manda il mio corpo.
-Grazie Bella..sei un tesoro.. – sento la porta del bagno chiudersi e spero che trovi tutto ciò che gli serve. Per fortuna non abbiamo le asciugamani chiuse dentro qualche mobile ma sono su una mensola divise per tipo. Per una volta, la mania di Alice mi è di aiuto, perché trovarmi in bagno con lui non è cosa che mi fa star tranquilla al momento.
Vado in cucina, così preparo qualcosa da mangiare per stasera e per oggi a pranzo. le ragazze non ci saranno, perché pranzano in mensa, ma io ed Edward dovremo pur sfamarci. No? Il problema è che non so cosa gli piaccia..Beh..intanto vediamo di mettere su l’arrosto per stasera, con le verdure e le patate..e poi..poi ci penserò. Accendo lo stereo sul ripiano della cucina per far si che la musica distenda i miei nervi. E’ difficile pensare che ci sia un ragazzo bellissimo che sta facendo la doccia in casa mia e per di più..sento ancora un certo calore sulla guancia in cui mi ha baciato.
Ma che cavolo mi sta succedendo? Fino a ieri mattina avrei voluto tagliargli la lingua ed ora..quella lingua è..oggetto dei miei desideri? No..non è una cosa possibile. Anche se..effettivamente è il primo ragazzo che desidero da molto tempo. Uffa. Devo cercare di mettere ordine ai miei pensieri contorti e preoccupanti. Va bene, c’è un ragazzo, questo è il concetto base. Si, un ragazzo molto affascinante e molto simile a me e…stronzo, al punto giusto. E poi ha un fisico stupendo. Non amo quelli super muscolosi, lui è giusto. Si allena, saprebbe difendermi ed anche portarmi in braccio, non so se riuscirebbe a farsi sei piani di scale, forse dovrei metterlo alla prova e poi ricollegarmi con la mia mente?! Aaaaah..e quei capelli! Ci passerei le mani dentro ogni secondo, se non rischiassi di risultare malata di mente! E quelle labbra. Ieri sera erano sporche di cioccolato per colpa delle crepes…e….Signur! Che voglia di leccargliele!
Bene! Stop!
Fermiamo i pensieri!
Zona rossa!
Retrofront!
Non posso avventurarmi in quel percorso, con lui che si fa la doccia nel mio bagno..tutto nudo…aaaaah!
Basta! Basta ho detto!
Pensiamo al pranzo!
Sto tagliando la cipolla per fare un sugo con il tonno quando lo sento schiarirsi la voce sulla porta della cucina. Mi volto ed è sorridente, ed indossa le cose che gli ho comprato. Stranamente gli vanno bene…vuol dire che ho occhio per le taglie! Oppure che senza accorgermene l’ho squadrato talmente bene da sapere anche la taglia giusta.
-Beh..almeno la taglia è giusta! – indico con il coltello alzato e lui sorride, avvicinandosi un altro po’ e attaccandosi al bancone, evidentemente non sta ancora tanto bene.
-Si..sono perfetti grazie! Cosa..stai preparando? – mi chiede odorando l’ambiente.
-L’arrosto per stasera, così bisogna solo riscaldarlo..non ho tanto tempo, più tardi devo andare a lavorare..e per oggi..credevo che una pasta con un sugo di tonno potesse andare ma..se non ti piace o non ti va..posso fare qualcos’altro..basta che me lo dici.. – ammetto a voce bassa. Perché ci tengo a farlo star bene? Perché dannazione mi devo comportare così?
-E’ perfetto Bella.. – dice sussurrando e guardando al pavimento.
-Che c’è? Ti senti male? Forse è il caso che vai a stenderti un altro po’.. – gli dico facendomi più vicina e lui annuisce.
-Posso fare anche una telefonata? – lo aiuto a sedersi sul divano e poi gli passo il telefono.
Mentre sono in cucina ascolto la sua telefonata.

Pov Edward.

Le ho dato un bacio sulla guancia perché non potevo prenderla e baciarle le labbra. Anche se avrei voluto farlo. Dio era stata così dolce con me, comprensiva..si era proposta di aiutarmi per stasera e mi aveva anche preso un cambio perché avevo ancora i vestiti sporchi di sangue della sera prima. E’ stata tenera e gentile, mai nessuno ha fatto questo per me, oltre la mia famiglia. Ma con lei c’è stata subito un’intesa forte ieri sera, non serviva che le spiegassi molto della mia vita, sembrava che lo capisse da sola.
Ho finito la doccia, che mi serviva proprio e mi sono messo i vestiti che ha comprato per me, mi vanno benissimo e già solo il fatto che abbia pensato di prenderli è straordinario. Aveva ragione Alice..Isabella è una ragazza speciale. La raggiungo in cucina e mi fermo sulla porta ad osservarla, prima di schiarirmi la voce. E’ bella nei suoi jeans a vita bassa e la maglia rosa sbiadita dai troppi lavaggi che arriva a coprire la cintura, i piedi nudi, le braccia impegnate a tagliare qualcosa. Quando mi sente si volta a guardarmi e per un secondo è come se vi leggessi un affetto profondo.
-Beh..almeno la taglia è giusta! – mi sposto sorreggendomi dove trovo un appiglio.
-Si..sono perfetti grazie! Cosa..stai preparando? – cerco di trarre un indizio dagli odori ma non mi viene in mente nulla.
-L’arrosto per stasera, così bisogna solo riscaldarlo..non ho tanto tempo, più tardi devo andare a lavorare..e per oggi..credevo che una pasta con un sugo di tonno potesse andare ma..se non ti piace o non ti va..posso fare qualcos’altro..basta che me lo dici.. – abbassa la voce verso la fine, ma la sento ugualmente. Dio si preoccupa così tanto per me..nessuno l’ha mai fatto, neppure Victoria quando stavamo insieme. E lei, questa ragazza che ho offeso così duramente..è riuscita a farsi breccia in un modo pazzesco..troppo velocemente, troppo profondo. Abbasso la testa, già sapendo che questa storia non potrebbe finire bene, per uno dei due. Non potremmo creare nulla di più che un’amicizia, anche se il mio cuore già batte forte. E’ bastato un niente..è bastato sentirsi a casa.
-E’ perfetto Bella.. – dico a bassa voce, chissà se mi ha sentito, chissà se ha capito che non mi riferisco solo al pranzo, chissà se ha capito che mi riferisco a tutto quello che ha fatto per me. A quello che mi ha detto, a come mi ha fatto sentire…era molto che non mi sentivo bene con me stesso.
-Che c’è? Ti senti male? Forse è il caso che vai a stenderti un altro po’.. – si avvicina ed io non faccio altro che annuire, è una bugia ma non posso certo dirle la verità, se non l’ha capito la lascerò ignara di quello che passa nella mia mente malata.
-Posso fare anche una telefonata? – mi aiuta a sedere sul divano e poi sorridendomi mi porge il telefono, andando di nuovo in cucina. Compongo il numero di casa, sapendo che ci sarà di sicuro mia madre.
-Pronto? – sorrido.
-Ciao Mamma.. – la sento sorridere.
-Edward, mi sono preoccupata, perché non hai chiamato ieri sera? – ecco che inizia con le domande.
-Ho avuto un contrattempo e mi sono fermato a dormire da Alice. Mi sono scordato il telefono in macchina..come stai?
-Io bene..ma che contrattempo hai avuto?
-Niente di preoccupante mamma! Ho solo fatto tardi qui a casa di Alice, con la nuova coinquilina.. – che cavolo! Ma sarò stupido o no?!
-Edward..cosa stai combinando? – sorrido.
-Niente mamma, davvero! E’ una ragazza interessante, dovresti conoscerla..anzi..in realtà tu la conosci già perché segue il tuo corso all’università! – probabilmente adesso Bella mi ucciderà, spero che non lo senta!
-Davvero? Allora finalmente una ragazza seria? – sorrido scuotendo la testa.
-Non è come pensi mamma. E’ davvero interessante come persona e non so..quando parlo con lei mi trovo bene, quasi come se parlassi con te! – la sento sospirare dall’altra parte del telefono.
-Voglio incontrarla..anche perché so già cosa capiterà! La farai scappare come al tuo solito! – sbuffo.
-Grazie mamma..tu si che sei gentile! Comunque non succederà nulla, stai tranquilla! Papà come sta?
-Sta bene tesoro! Ovviamente è all’ospedale per un’emergenza! Quando verrai a cena da noi? – e ricominciava.
-Non lo so mamma, stasera sono ancora da Alice..hanno organizzato una cena anche con Emmett e Rosalie..
-Allora è già una cosa ufficiale?! Quando la porti a casa? – scoppio a ridere.
-Mamma! Non è la mia ragazza. E’ un’amica di Alice! E per favore..so già quello che stai pensando..non è come le altre, ti giuro che lei è veramente interessante..piacerebbe addirittura a te! – lei non mi aveva mai fatto storie per le ragazze che portavo a casa, faceva solo finta di accettarle e poi mi lasciava sguardi di disapprovazione.
-Oh, ma davvero? Allora mi incuriosisce proprio..sei sicuro che non sia la tua ragazza eh? – scuoto la testa.
-No mamma. È solo un’amica di Alice e una ragazza che mi paga l’affitto..per cui stai pure tranquilla.
-Se lo dici tu..allora ci sentiamo presto, saluta Alice e..ricordati che adesso sono curiosa e voglio conoscere questa ragazza! – sorrido.
-Non ti preoccupare..ciao mamma! – quando spengo il telefono noto che Bella sta preparano un secchio con dell’acqua e lo straccio. Aria di pulizie! Prende dallo sgabuzzino un panno per la polvere e comincia a passarlo sui mobili in salotto, è silenziosa e ammetto che mi manca la sua voce. Passa il panno scrupolosamente su tutte le superfici e una volta che ha terminato con quello prende la piccola aspirapolvere e passa per tutto il salone e anche la cucina. Mi ignora, volutamente..evita il mio sguardo. Dopo un quarto d’ora termina di passare l’aspirapolvere e prende il secchio con l’acqua.
-Ma le pulizie toccano sempre a te? – sussulta quando parlo e si volta appena passando il panno.
-No..è che il lunedì solitamente ce l’ho libero e prima di studiare faccio qualcosa in casa perché le altre sono sempre via e il sabato lo dedichiamo alla pulizia delle camere.. – dice tranquilla mentre strizza il panno per la terza volta.
-Sei..molto disponibile..come fai a far coincidere tutti i tuoi impegni?
-Non lo so neppure io a dirti la verità! Oggi non credo che riuscirò a studiare, ma vedrò di trovare un po’ di tempo in biblioteca..
-E’ colpa mia? – chiedo. Non posso fare a meno di pensare che non riesca a studiare perché ci sono io.
-No..ma che dici? – continua a lavare il pavimento e noto un velo di sudore sulla fronte. –E’ che devo fare anche la torta per stasera e poi la doccia e riordinare le cose che ho distrutto sabato.. – dice tenendo lo sguardo basso. Evito di fare altre domande, vincendo sulla mia curiosità e lascio che pulisca in pace, per poi andare in camera e sistemare anche lì.

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