mercoledì 26 marzo 2014

Capitolo 3



 

Capitolo 3

Pov Edward

-Allora, volete spiegarmi perché diavolo siete così tanto arrabbiate con me? – ricevo un altro sguardo di disapprovazione da Alice e Rose scuote la testa sconsolata.
-Tu devi avere qualche problema fratello! Non hai un minimo di cervello! Ma si può sapere cosa ti prende per offendere una ragazza così, di punto in bianco? Senza poi sapere nulla di lei..
-Non lo so..sono cose che succedono. Sono sicuro che se le chiedo scusa e le faccio il mio sguardo ammiccante riuscirei anche a portarmela a letto ed è tutto finito! – questa volta non è la sberla di mia sorella, ma il calcio di Alice sul ginocchio che mi fa sibilare dal dolore.
-Provaci, e giuro che il magnifico pianoforte che è custodito nella tua mansarda farà un volo di otto piani!
-Bene, allora le chiederò solo scusa, d’accordo?! Ora volete spiegarmi perché tutte sembrate dilaniate dal dolore per il comportamento di quella lì? – incrocio le braccia sul petto e attendo.
-Intanto “quella lì” ha un nome. Si chiama Isabella..ed è una ragazza fantastica! Ma ovviamente tu sei troppo preso da te stesso e dagli insulti per capirlo..io non ti dirò un bel niente cugino, ti dovrai arrangiare da solo.. e sai una cosa..quando ti dicevo che al mondo non esisteva una ragazza che ti avrebbe sopportato e amato per tutta la vita mi sbagliavo..ce ne sarebbe una, l’ho scoperto tempo fa e avrei voluto dirtelo..ma oggi, di fronte a me le hai dato della sgualdrina! – mi guarda arrabbiata e posso capire perché. Infondo è una sua amica..è normale che la elogi così.
-Si si..fai la melodrammatica. Comunque promesso, le chiederò scusa e vedrete che le cose si risolvono..mal che vada, posso sempre sbatterla fuori di casa..no?! – rido sperando che abbiano capito la battuta ma entrambe mi guardano malissimo. Ecchecavolo!
Dopo due ore sono di fronte alla palestra in cui si tiene un piccolo incontro stasera, e aspetto che Isabella arrivi, sono pronto a chiederle scusa, giusto per rimanere in civili rapporti, anche con Alice. Ma quando dopo mezzora non è ancora arrivata decido di entrare. Nella sala le luci sono ancora accese, ma la giuria è già ai propri posti ed anche Isabella ha occupato la sua solita sedia. Trovo una sedia libera e la porto vicino a lei che non alza gli occhi da quel maledetto libro neppure per un attimo. Quando faccio per parlare lei mi blocca con una mano.
-Non ti azzardare a rivolgermi la parola. Non me ne frega un cazzo di chi tu sia, di quanti soldi hai, di chi ti conosce..non mi devi parlare. – che caratterino. Come cavolo ha fatto a battermi sul tempo e a capire che le stavo per parlare?
-Volevo solo chiederti scusa.. – le dico sorridendo, sperando che accetti le mie scuse tranquillamente, ma ovviamente è testarda ed alza il dito medio, continuando a leggere. Dopo qualche minuto che la sto osservando, finalmente chiude il libro e tira un grosso sospiro di sollievo. Si gira verso George e gli sorride.
-L’ho terminato! Direi meno uno! Tu che dici?! – si battono il cinque, poi lei si alza e prende il cartellone in mano, le luci si sono abbassate e lei è pronta per sfilare sul ring. I suoi movimenti non sono volgari e sorride gentile verso tutti, non è maliziosa, non fa la sexy, è semplicemente diversa dal normale ma molto sensuale. L’ho osservata per tutto il tempo che è stata sul ring e mi sono accorto di quanto sia davvero bella.
-Allora..le accetti le mie scuse? – le chiedo ancora quando si siede sulla sedia. Adesso, senza libro è più vulnerabile.
-Le scuse per cosa? Per avermi offeso di fronte a tutta la gente ieri sera? Oppure le scuse per avermi buttato a terra due volte? O addirittura le scuse per avermi dato della puttana di fronte alle mie amiche? – battagliera. Mi piace così, ha una luce diversa negli occhi.
-Facciamo per tutto? Ci metti una pietra sopra e siamo tutti contenti..
-Oh no, no.. di certo non te la caverai così. Anzi non te la caverai proprio! Non mi interessa un accidenti di te, non ti devo niente.. – Si alza per tornare sul ring e quando torna poco dopo mi sporgo verso di lei per parlare a bassa voce.
-Sei proprio sicura che non mi devi niente? – lei si volta a guardarmi confusa, io mi risistemo meglio sulla sedia ed incrocio le gambe dritte di fronte a me. Sto per giocare sporco, ma dannazione mi piace provocarla, i suoi occhi diventano infuocati, pieni di vita..è bellissima –Dovresti informarti meglio verso la persona a cui paghi l’affitto, Isabella.. – le sorrido con un ghigno e lei allarga gli occhi.
-Ecco dove ti avevo già sentito! – e lì scoppio a ridere. Non è possibile che cada dalle nuvole così. Addirittura non mi aveva neppure riconosciuto ed ora mi dice che mi ha sentito per l’appartamento. Eppure è da un po’ di tempo che finisco sulle copertine di quasi tutti i giornali scandalistici..possibile che non ne abbia mai letto uno? Da dove veniva?
-Ebbene si..per cui, come vedi, sono io ad avere il coltello dalla parte del manico, posso sbatterti fuori quando mi pare e mi piace! – mi guarda allibita e quando suona il gong parte a portare il cartellone del terzo round sul ring. La faccia arrabbiata che ha mi fa venire voglia di ridere. –Che c’è..non te lo ricordavi? – lei scuote la testa.
-No..ma adesso che so che sto pagando l’affitto a uno come te, me ne vado volentieri.. – incrocia le braccia al petto e si mette a guardare l’incontro sembra che neppure respiri. Mi ha lasciato completamente allibito dalla sua frase, pur di non pagare l’affitto a me sarebbe disposta a cambiare alloggio. È pazzesca. Quando la serata finisce vado fuori, e la voglia di fumarmi una sigaretta è tanta, ma resisto o non sarei un bravo sportivo. Aspetto che Isabella esca, per proporle un passaggio, con la scusa di andare a trovare Alice. Quando esce vedo che sbuffa e si avvia per attraversare la strada.
-Ehi Isabella, fermati!
-Che diavolo vuoi ancora da me? Non sei ancora contento? Mi hai offesa, non una ma ben due volte, mi hai sbattuta fuori di casa ed anche mi tormenti? – Io non l’avevo sbattuta fuori di casa..chi l’aveva mai detto? Avevo solo precisato il fatto che avrei potuto farlo.
-Non ti ho sbattuta fuori di casa! – le dico allargando le braccia mentre la seguivo alla fermata dell’autobus.
-Oh già..quello l’ho fatto io, dopo che mi hai minacciato di farlo! Ma ti esonero dalle colpe, non ti preoccupare..non passerai per l’orco cattivo! – scrolla le spalle e controlla l’orario sul tabellone.
-Ti accompagno io, devo passare da Alice comunque.. – lei storce il naso e neanche mi guarda.
-Non salirei in macchina con te neppure se fossi l’ultimo uomo rimasto sulla terra e dei coccodrilli giganti mi attaccassero. Piuttosto mi faccio sbranare! – scuoto la testa e sorrido appena.
-Sei proprio impossibile! Allora ci vediamo all’appartamento..a più tardi! – non mi saluta ovviamente ed io salgo in macchina dirigendomi verso l’appartamento che ho dato in affitto alle ragazze. Quando arrivo Alice mi apre la porta, e mi guarda stralunata.
-Che diavolo ci fai tu qui?
-Ehi cugina, non sei contenta di vedermi?
-No per niente. Per oggi volevo dimenticare la tua faccia e ciò che avevi combinato. – sbuffo e mi avvio in salotto. Le ragazze sono sedute sul divano, tirate a lucido, pronte per uscire. Guardo l’orologio è mezzanotte passata, dove stanno andando a quest’ora? –Che diavolo sei venuto a fare?
-In realtà..ero alla palestra, ho cercato di scusarmi con Isabella, ma lei non mi ha voluto perdonare..per cui le ho proposto un passaggio fino a qui, al posto che prendere l’autobus e lei mi ha risposto testuali parole – lo dico sorridendo e cercando di imitare la sua voce arrabbiata – “Non salirei in macchina con te neppure se fossi l’ultimo uomo rimasto sulla terra e dei coccodrilli giganti mi attaccassero. Piuttosto mi faccio sbranare!” Devo dire che ha stile la ragazza. – Alice scuote la testa mentre Tanya sorride.
-Vedo che la nostra amica ti da filo da torcere! Cosa credi che farai? – scrollo le spalle.
-Che vuoi che faccia Tanya? Mica ci devo passare del tempo insieme, se accetta le mie scuse bene se no pazienza..non ho bisogno di lei. – Angela scoppia a ridere e in seguito lo fa anche Tanya. Bene, ero diventato lo zimbello di tutti. Alice mi offre una birra però mi dice che è il caso che prima che arrivi Bella io me ne vada, oppure rischiamo di litigare ancora e non è proprio il caso. Ma ovviamente non ci penso neanche morto e dieci minuti più tardi, quando sento la porta di casa aprirsi so che è lei.
-Sono a casa..Datemi un quarto d’ora e sono pronta! – scappa in camera, la voce era allegra e mi chiedo come faccia a reagire sempre così, come se certe cose non la scalfissero, eppure quando mi dice certe cose i suoi occhi diventano avvelenati.
-Dove dovete andare? – chiedo ad Alice.
-In un locale poco distante da qui, ci arriviamo a piedi. E’ stato inaugurato qualche mese fa e il sabato sera ci divertiamo a ballare un po’ e a bere quel che basta per scordarci i problemi. Due rimangono sane e ci riportano a casa, come se fossimo al guinzaglio! – scuoto la testa verso la cugina che mi ritrovo.
-Oh beh..vorrei proprio vedervi, tutte e quattro! E stasera a chi tocca rimanere sobrie? – Alice mi guarda malamente.
-Toccava a Bella e Tanya in realtà, ma con i problemi che tu le hai creato credo che sarà la prima ad attaccarsi al bancone! – sorrido appena e ci trasferiamo in salotto, mi siedo sulla poltrona e noto sul tavolino piccolo di fronte al divano una foto tutta rotta la prendo tra le mani e in quel momento la porta infondo al salotto si apre e i miei occhi si incantano su quella figura magnifica. Ha raccolto i capelli in una treccia, ha messo del trucco sugli occhi ed un vestito rosa pallido senza spalline, che le arriva molto sopra il ginocchio, un paio di ballerine nere e una pochette a tracolla. E’ bellissima. Credo di non aver mai visto donna più bella di lei.
Quando mi riscuoto dai miei pensieri il suo sguardo è infuriato mentre Tanya ride sguaiatamente.
-Che diavolo ci fai tu qui? – torno a fare il duro e il prepotente, ciò che mi riesce meglio.
-E’ casa mia, se devo ricordartelo! – scuote la testa.
-No non devi..non ti preoccupare, domattina faccio le valigie e me ne vado, non serviva controllare.. – ancora con questa storia? Io mica la volevo cacciare di casa!
-Che fai tu domani mattina? – trilla Alice. Ma non le lascia spiegare niente che si toglie le scarpe e me le tira addosso, sotto le risate di Tanya ed Angela. –Ma ti sei bevuto il cervello cugino?! Non manderai Bella fuori di casa! Ha un contratto firmato e sai anche tu che non puoi mandarla via se non ha almeno un preavviso di sei mesi..E per di più..stai tranquillo che non te lo lascerò fare! Ma dico io! Siamo impazziti?! – Bella attraversa il salone e ferma Alice per un braccio.
-Ehi calma Al..non ti preoccupare. Sono io a volermene andare.. – dice tranquillamente, ma con il tono di voce sempre duro.
-E perché mai? – L’irruenza di Angela mi è nuova, non si è mai comportata così, l’ho sempre vista pacata e serena.
-Perché non ho intenzione di stare in una situazione in cui devo qualcosa a questo qui! – poi si avvicina a me e prende la cornice rotta tra le mani, lanciandomi un’occhiataccia che mi fa gelare. Neppure quando mi ha urlato addosso che sono stronzo mi ha guardato così. –Sono stata io..? – chiede verso Angela che risponde un po’ imbarazzata.
-Abbiamo salvato la chitarra, ma quella proprio non ci siamo riuscite..e ringrazia che la chiave della libreria è ben nascosta..o avresti fatto a pezzi anche quella.. – ma stavano parlando di Isabella? In cosa si trasformava?
-Scusate..non volevo..era molto che non capitava così, le altre volte sono stata più tranquilla..Quando mi accadeva così forte solitamente c’era Jake e beh..sapeva sempre come fermarmi! – sorride imbarazzata verso le altre e poi recupera la foto da dentro il porta foto rotto e l’appoggia sul tavolino. –Troverò una sistemazione domani..non la lascerò in giro.
Osservo la foto che ritrae quattro ragazzi piccoli, completamente zuppi d’acqua, ma tutti sorridenti, che hanno in mano dei palloncini, presumibilmente, pieni d’acqua e si avvicinano a quello che sta facendo la foto. Il loro viso è segnato dalla felicità e sono tutti vicini. Mi piacerebbe sapere di più di quella foto.
-Allora andiamo? – poi Alice si rivolge a me –Chiudi bene la porta quando esci. Ci vediamo.. – non mi chiede se mi voglio aggiungere e mi lasciano lì, solo.

Pov Bella.

E’ assurdo. E’ davvero assurda tutta questa situazione. Mi chiedo proprio come sia possibile una cosa del genere! Mentre andavamo al locale Alice mi ha spiegato tutto, che Edward è suo cugino, che la casa è sua e gliel’ha data in affitto e che Rosalie è sua sorella..perchè Edward non sa andare avanti in una relazione seria, per il suo carattere e per il suo lavoro.
-Beh non lo dubitavo affatto! Se si comporta esattamente come ha fatto con me.. – la guardo alzando il sopracciglio. Angela e Tanya entrano nel locale, mentre Alice mi ferma per un braccio e mi fa spostare un po’ di lato, rispetto alla porta.
-Bella..Edward non è così solitamente. Non so cosa gli sia preso e spero di capirlo in fretta, ma ti assicuro..se lo conoscessi come lo conosco io o Rosalie o Emmett, capiresti che non è lo stronzo che ti ha parlato in quel modo.. – sembra che voglia davvero convincermi.
-Alice, non so perché mi dici queste cose..so che è tuo cugino e che gli vuoi bene, ma io non ci tengo a conoscerlo. Oltre che stronzo è maleducato, irrispettoso e bugiardo..non ho nessuna voglia di mischiarmi con uno come lui..Ho già i miei casini! – le dico liberandomi dalla sua presa. Il suo sguardo è dispiaciuto, come se l’avessi ferita.
-Quali casini? Da quando sei qui a Londra non sei uscita con nessuno, non ti ho mai vista uscire ad un appuntamento o avere rapporti con qualche ragazzo..Quali casini hai? Sei tutta lavoro e scuola, esci poco, ti diverti poco..non ti capisco davvero.. – allarga le braccia per enfatizzare le sue parole e scuoto la testa. No..lei non può capire. Nessuno può farlo. Nessuno. Neppure Jake, neppure Leah.
-Non puoi farlo Alice..nessuno può! Ora per favore smettila con questo discorso..ho voglia di divertirmi.. – entro dentro al locale, senza preoccuparmi di vedere se mi sta seguendo o meno. Appena arrivo di fronte al bancone Tanya mi porge il primo bicchiere di Mojito. Bene..anche questa sera inizia nei migliori dei modi..non reggo molto l’alcool, e di solito da ubriaca do il peggio di me..per fortuna ci sono le mie amiche a salvarmi ogni volta!
E’ Tanya che ci controllerà questa sera, ha deciso che io ed Angela avevamo troppo bisogno di una sbronza e così si è offerta di rimanere lucida. Per lei solo succo di frutta!
-Ehi Tanya, come fai ad essere sempre così bella? – le chiedo mentre torniamo a casa a piedi. Riesco malapena a vedere dove metto i piedi, mi deve sorreggere. Evidentemente le altre non sono prese come me.
-Perché sono la migliore, ovviamente! – rido come una stupida e mi lascio trascinare un po’. Poi però apro bocca ancora, incapace di stare zitta.
-Ehi Alice..perchè tuo cugino è così strooonzo? – sento la presa di Tanya farsi più salda mentre se la ride.
-Già Alice, perché Edward si è comportato cooosì? – anche Angela è presa bene, noto con piacere!
-Non lo so..glielo chiederò! – sembra che invece Alice sia sana e stia sorreggendo Angela..ma non lo posso affermare con sicurezza perché dopo il secondo bicchiere ho cominciato a non rendermi più conto di cosa accadeva di fianco a me.
-Ripetetemi perché non abbiamo l’ascensore!
-Perché è un palazzo vecchio e non si poteva installare Tanya..ora coraggio..portiamole su! – avevo già chiuso gli occhi ed ero appoggiata al muro dell’ingresso. C’erano troppe scale da fare e proprio non me le sentivo.
-Voi..voi andatee..io rimango qui a dormire! Ci vediamo domattina! – mi accascio sul pavimento e sento Tanya ridere senza urlare troppo o tutto il palazzo l’avrebbe sentita, sicuramente.
-Si certo e poi mettiamo anche un bel cartello per l’elemosina! Ma per piacere..avanti ubriacona, alzati ed appoggiati a me.. – Chissà come mai mi aveva preso così tanto in simpatia Tanya? Sembrava che mi volesse un sacco di bene e che scherzasse con me come non fa con nessuno.
-Tanya? – la chiamo a bassa voce, lei mugugna in risposta, forse sta facendo troppa fatica.. –Perché fai questo per me ogni sabato? – lei scuote la testa.
-Ti voglio bene scema! – io rido e scuoto la testa.
-E perché mi prendi sempre in giro? – ora ride anche lei.
-Perché mi piace vederti combattiva e sorridente! Ma tanto che te lo dico a fare? Domattina non ti ricorderai neppure che stavi per ballare nuda sulla sedia..figuriamoci questo! – rido e mi appoggio ancora di più a lei. Non ho capito bene quello che ha detto..ma faceva ridere..no?

*****
Quando mi sveglio grazie all’aroma del caffè che mi inonda le narici, vorrei continuare a dormire. Mi volto verso l’odore del caffè e vedo Tanya con una tazza in mano, tutta sorridente. Sto per parlare ma lei mi blocca porgendomi la tazza.
-Non parlare se non vuoi stendermi con il tuo alito puzzolente, ubriacona! Bevi il caffè e poi fila a lavarti i denti..ti aspettiamo di là per colazione.. – le faccio una smorfia che non so bene neppure io cosa dovrebbe significare e sorseggio il caffè. Ho mal di testa e credo che non passerà tanto facilmente. Ieri sera devo aver bevuto più del solito, dannazione. Non ricordo assolutamente niente. Faccio come mi ha detto Tanya e mi rendo conto di avere addosso un pantaloncino corto e una canotta.
-Ehi..chi mi ha cambiato ieri notte? – chiedo quando le trovo tutte e quattro sul tavolo del salotto. Angela ha la mia stessa cera, segno che anche lei ha bevuto come una spugna.
-Io..chi volessi che ti cambiasse? Il principe William? – faccio un cenno con la mano a Tanya perché capisca di limitare le battute e lei ride. –Certo che sei proprio uno spasso da ubriaca Bella..
-Ah ah! – annuisco tanto per darle ragione e infatti lei smette di ridere e mi lancia un’occhiataccia. Guardo l’ora sul cellulare e segna le quattro del pomeriggio! –Ma quanto cavolo ho dormito?!
-Siamo tornate stamattina alle cinque Bella, è normale che dovessimo recuperare le forze..ora mangia abbondantemente e poi farai quello che devi, stasera lavori vero? – annuisco e non sono per niente contenta di dover tornare in quella palestra. Ho paura di incontrare Edward. Non me la sento di ascoltare ancora i suoi insulti, di dover rispondere con cattiveria. Io non sono così e non voglio esserlo, non mi piace trattare male le persone, ma devo pur sempre difendermi no? Ho deciso..mi comporterò con indifferenza, così magari decide di lasciarmi in pace. Dopo aver mangiato, mantenendo il silenzio, soprattutto per i nostri mal di testa, prendo un’aspirina e mi stendo sul letto a leggere un po’, prima di dovermi preparare.
Ho indossato i pantaloni della tuta, quelli lunghi, la maglia bianca a maniche corte che uso sempre per andare al lavoro. Fa caldo è vero, vorrei vestirmi con i pantaloni corti e la canotta, ma quando si deve prendere l’autobus di sera tardi è meglio non provocare troppo le occhiate su di se. Saluto le ragazze e scendo alla fermata. Quando sono lì che aspetto l’autobus mi accorgo che poco più distante è parcheggiata un’auto grigia metallizzata, non riconosco quale sia il modello ma è molto bella. Mi sembrava anche di averla già vista una volta..e quando il conducente scende dall’auto, capisco perché. E’ Edward.
-Ehi Isabella.. – ancora? Ma che diavolo voleva da me! Stava diventando un incubo. Bello..ma pur sempre un incubo. Indossava un pantalone chiaro e una t-shirt scura, le chiavi in mano e un paio di occhiali da sole sul colletto della maglia. Mi giro dandogli le spalle ma lui non rinuncia e si avvicina di più a me. –Ti serve un passaggio? – mi chiede e la sua voce proviene da troppo vicino.
-Non ci salirò mai in macchina con te! – gli dico dura. Ma quanto diavolo ci mette questo maledetto autobus?
-D’accordo, allora vuol dire che aspetto qui con te.. – mi volto e lo fulmino.
-Si può sapere cosa diavolo vuoi da me? Che ti ho fatto per meritarmi un simile trattamento? – ride e scuote la testa.
-Niente..volevo solo scusarmi per come mi sono comportato. Non è da me..tutto qui.
-L’hai fatto..ora puoi andartene.. – per fortuna intravedo l’autobus. Almeno posso tornare a respirare tranquillamente, perché avevo trattenuto il fiato?
-Sarà fatto! – mi gira le spalle e torna all’auto. Spero che stasera abbia deciso di non venire alla palestra, perché davvero non rispondo più di me se mi parla ancora.

Pov Edward.

Ho passato tutta la notte a chiedermi che diavolo stavo combinando. E’ vero, sono stato un cafone e uno stronzo, maleducato anche. Ma che potevo farci? Ormai mi ero comportato così..dovevo solamente cercare di recuperare. Alice mi aveva chiaramente fatto capire che Bella non era una sgualdrina e che era una brava ragazza, addirittura aveva pensato che potesse essere lei la donna che mi avrebbe sopportato per sempre..cosa impossibile. Nessuna donna fa per me..nessuna donna arriva ad amarmi fino in fondo, accettando ogni cosa di me. Nessuna. Prima o poi tutte se ne vanno, tutte mi deludono..tutte. E’ stato così in passato ed è ancora così. Cerco di non farmi coinvolgere, cerco di evitare di dar spazio ai sentimenti, ma credo di aver sbagliato ancora una volta. Lei, Isabella, la vedevo da molto tempo su quel ring, sculettava e sorrideva ed io pensavo che fosse la più bella ragazza che avevo mai visto, ma qualcosa nei suoi occhi mi parlava di disagio, di tristezza. L’avevo vista solo una volta, combattiva e viva, quando aveva messo al suo posto un ragazzotto che le aveva palpato il sedere, mentre camminava per tornare negli spogliatoi. Si era girata furiosa e gli aveva intimato di starle alla larga e di mettersi le mani dove non batte il sole o gliel’avrebbe fatta pagare. Volevo rivedere quello sguardo, arrabbiato, furente, vivo. Così stufo di vederla con il libro in mano, apatica rispetto a tutto, ho iniziato un piccolo gioco, che però si è ritorto contro di me. Non volevo che mi sfuggisse di mano, ma così è stato. Ovviamente non ho parlato di questo ad Alice e neppure a Rose, mi avrebbero di sicuro preso in giro e intimato di stare alla larga da Isabella..ma era come se quella ragazza mi attirasse. Anche adesso, sto correndo per arrivare prima di lei in palestra, in modo da poterle parlare ancora. So che le da fastidio e che rischio di peggiorare la situazione, ma voglio tornare ad essere il solito Edward e non quello stronzo.

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