venerdì 2 gennaio 2015

Capitolo 24



Bella pov.


Charlie guidava verso casa di Jacob con lo sguardo rivolto a me sul sedile posteriore. Io non riuscivo a smettere di sentire gli occhi lucidi e le mani tremolanti. Avevo tenuto il telefono tra le mani tutto il tempo, sperando che Edward rispondesse alla mia mail, che fosse tornato a casa e che avesse acceso il suo computer per chiamarmi. Ma niente. Non aveva neppure risposto alla mia mail. Mi sentivo così triste…così lontana da lui. Se avessi potuto tornare a casa oggi sarebbe stato magnifico…mi dispiaceva per Charlie ma…mi sentivo psicologicamente a terra e fisicamente un rottame.
-Bells..ce la fai a sorridere? – guardai fuori dal finestrino, ignorando per un attimo le sue parole. Poi, nel più bello che stavo per iniziare a rispondere lui parlò di nuovo. –Siamo arrivati..ma…tu prenditi qualche attimo tutto per te, quando ti sentirai pronta entra in casa..solo…Bells, sei a casa, oggi è Natale, dovresti essere felice..c’è anche la neve!
-Lo sono..
-Non sembra! E fidati piccola, se potessi portarti oggi stesso a Londra con un aereo privato, fregandomene delle tormente di neve che ci sono in giro, lo farei..perchè vorrei vederti felice. Ma non posso…l’unica cosa fattibile è che tu sorrida e che cerchi di goderti questa giornata…per tutti noi.. – annuisco e resto un altro po’ in auto, mentre lui e Sue entrano in casa di Billy. Riprendo la mail che ho spedito a Edward e la rileggo.


       To: edcullen41@gmail.com
       Object: La neve
La neve mi fa essere felice, mi dona la serenità..e sotto le feste di Natale rende tutto quanto più magico. Quando ero bambina io e Jake facevamo la guerra con le palle di neve per ore, fino ad avere le dita congelate, che poi mio padre doveva far guarire da tutti gli spilli che sentivamo conficcati dentro. Ho sempre avuto un bel ricordo della neve. Il mio primo bacio è stato con la neve. Incredibile vero? Eppure…lo ricordo benissimo. Era un momento magnifico, che non vorrei cancellare per nulla al mondo dal mio cuore.
Quando mia nonna mi ha regalato l’intera collezione di libri, c’era la neve. Ed io ricordo di essere uscita, con la mia coperta ed essere stata ore insieme a mia nonna sul dondolo a guardare la distesa del prato completamente bianca.
Ma il momento migliore in assoluto, in tutti questi anni, che ha visto protagonista me e la neve…è stato stamattina. Aperta la finestra, il bosco di fronte a me spruzzato di bianco, il vialetto già con le orme del pick-up…il prato completamente candido…e nel cuore un’unica sicurezza, una sola certezza, un calore che mi faceva stare bene…nonostante la distanza, le circostanze difficili…te. Il tuo pensiero, il tuo volto, la tua voce.
Lo so di essermi sbilanciata, ma il tuo braccialetto dice che devo superare i limiti della mia testa..e il cuore dice di essere sincera, di dirti quello che penso…di dirti che non vedo l’ora di tornare a Londra, per la prima volta in molti anni di vita fuori casa…desidero andare via. Non so se per te le cose siano andate avanti come sempre o se sei fermo al mio stesso punto. Non so se le parole che mi dici siano dettate dal senso di protezione, da un’amicizia profonda o da altro..ma so che vorrei disperatamente che tutto fosse più semplice e più chiaro, che non ci fossero cose taciute, che non ci fossero timori pregressi…vorrei che fossimo insieme..a ridere e scherzare come abbiamo imparato a fare in questi mesi…sotto questo cielo grigio che promette neve ancora e ancora. E so da me che sono frasi sconclusionate che non hanno un senso logico ma…E’ così difficile lasciarsi andare ed essere così distanti…
Mi manchi Edward…infinitamente.
E la neve sembra più brutta senza di te, ora.
Un bacio…Buon Natale anche a te.
Bella.
Ps: ti voglio bene


Forse avevo detto troppo.
Forse non era ancora pronto ad ascoltare ciò che effettivamente provavo.
Forse non era il momento giusto di dirgli quelle cose, di fargli capire che per me c’è molto di più.
E ce ne sarebbero altri milioni di “forse” che non ho voglia di star qui ad elencare nella mia testa, perché so che ogni punto della lista sarebbe un punto a mio sfavore. Eppure, se accarezzo il polso dove si trova il regalo di Edward mi sento in pace con me stessa. Non credo sia amore, di già..ma sono certa che sia qualcosa di forte, qualcosa che mi lascia senza parole e senza fiato, qualcosa che mi fa battere forte il cuore quando lo sento o lo vedo, che mi fa tremare quando ricevo una mail…che mi fa desiderare di tornare a Londra al posto che stare a Forks.
-Posso? – non sento neppure lo sportello che si apre, ma Jacob se ne sta fuori dall’auto, con lo sguardo rivolto verso di me, ed indica il sedile di fianco a me. Annuisco sempre in silenzio. –Stanotte ha nevicato molto.. sarai contenta..no? – sa anche lui quanto amo la neve.
-Si..è stato un bel regalo di Natale…
-Come stai? – scrollo le spalle e mento, come meglio so fare.
-Bene!
-E perché allora hai gli occhi gonfi e rossi, come se avessi pianto fino ad un attimo fa? – già…perché? Io che non piango più?!
-Perché… - il telefono suona, e la musica che riproduce è quella che ho impostato per le mail. Mi blocco, ma non ho neppure il coraggio di guardarlo il telefono, per paura di scoprire che non è quello che mi aspetto. Ma poi..chi potrebbe scrivermi il giorno di Natale? Chi doveva farmi gli auguri aveva pensato a una telefonata o un messaggino, le mail non me le manda nessuno…tranne Lui.
-Non…non leggi il messaggio? – scuoto la testa. –Perché?
-Ho paura.. – mormoro. Ed è vero. E’ dannatamente vero. Ho paura ad aprire la mail, scoprire le ciò che provo non è ricambiato. Ho paura che quello che leggerò mi farà male, mi farà tornare con i piedi per terra, brutalmente. Temo che la neve questa volta non mi porti fortuna ed io voglio sperare di averne invece…di essere fortunata…in ogni modo possibile.
-Bells..che succede?
-Niente…
-Lo sai che puoi parlare con me vero? – e allora faccio l’unica cosa che posso fare in questo momento.
-Lo so? Io non credo…Sai Jake..mi sarei aspettata di tutto, ma davvero di tutto…addirittura una lite sul nuovo tatuaggio che avevo in mente di fare..ma le parole che mi hai detto quando sono arrivata, quelle non le dimenticherò mai…e il fatto che tu mi abbia offeso e mi abbia tradito con mio padre, su quelle che erano solo delle confessioni tra me e te…quella è la delusione più grande di tutti questi anni. Ti credevo mio fratello..ma non ne sono così sicura! – spiattellai con un sibilo.
-Mi dispiace Bells..non puoi immaginare quanto. Non volevo dire quelle cose, con quel tono e soprattutto non volevo dire a tuo padre dei tatuaggi…cosa..cosa posso fare per farmi perdonare?
-Niente Jacob..ci vorrà solo del tempo, spero… - lui annuisce e nel silenzio di quel momento decido di guardare il telefono.


       To: bellswan@gmail.com
       Object: Piccola
Scusa se ci ho messo un po’ a rispondere, ma non sapevo come iniziare…Quando ti ho regalato quel bracciale ed ho scelto cosa scriverci dentro..non pensavo che potessi assolutamente usare un’arma così potente contro di me..mi hai steso Bella!
Non so cosa dire, non so bene neppure come mi sento..so solo che sono felice perché finalmente hai deciso di lasciarti andare..e sono triste perché non posso essere lì con te…non posso stringerti, accarezzarti..baciarti.
E fidati, vorrei sostituire il ricordo magico del primo bacio perché sono geloso di come lo ricordi, ma so che è impossibile..spero di riuscire almeno di regalartene di migliori, che ricorderai con più affetto e non solo quando c’è la neve.
Non sono andato avanti, non riuscirei a farlo..perchè voglio aspettarti, perché mi fido di te, di quello che il mio cuore dice. E…Dio se è difficile stare qui e non raggiungerti. Ma basta che me lo chiedi e..lo farei, assolutamente.
Non vedo l’ora che ritorni a Londra Bella…
Mi manchi piccola..
Edward.
Ps: ti voglio bene.
Pps: riusciremo a dirlo anche a voce?! hihi


-Wow…sono parole bellissime! – mi volto di scatto, impallidendo.
-Jacob Black! Guardi anche le conversazioni altrui ora?! Impiccione, ficcanaso! – blocco il telefono, in modo che non continui a leggere e resto a guardarlo sorpresa.
-Scusa! – sghignazza allegro. –Hai seguito il mio consiglio alla fine! – scrollo le spalle.
-No.. – ma il suo sopracciglio alzato mi fa confessare. –Ho parlato con Kate e anche con Sue e mio padre…alla fine ho deciso di…parlarci almeno e…ho capito che mi manca e che non posso evitare di pensarlo e..di volergli bene.
-Ti stai innamorando, se non lo sei già perdutamente.. – abbasso lo sguardo. –Bella…che ti succede?
-Succede che voglio tornare a Londra, prendere in mano la situazione e avere delle certezze. Siamo lontani, otto ore di fuso orario, addirittura durante le feste di Natale…e mi manca Jake, mi manca da matti! – ammetto.
-Lo vedo..il tuo sguardo parla chiaro..
-Come…come faccio Jake? – lui scuote le spalle.
-Non lo so! Ho una ragazza dopo secoli! Non mi ricordo neppure quali regali sono giusti per Natale Bells…posso mai sapere come farai a sopportare di stare un altro mese qui senza di lui? – le sue parole mi fanno tremare.
-Oddio..manca così tanto! – una mano sui miei occhi a chiuderli al mondo esterno. Voglio scordarmi di questo particolare e forse riuscirò a sopportarlo!
-Lo ami. Lo ami. Non c’è più alcun dubbio. Dio Bells! Ti sei innamorata! Non lo credevo possibile eppure…eccoti qui! – mi stringe in un abbraccio e mi sussurra all’orecchio –Questo sarebbe un buon motivo per farsi tatuare…una L di Love…in questo istante preciso! – scoppio a ridere e scuoto la testa, lasciando che le sue braccia mi tirino via un po’ del peso che sento dentro.
-No Jake…ho intenzione di scrivermi altro.. – si stacca per guardarmi dubbioso e allora decido di farmi forza. – “Vivere è non pensare” questo è quello che vorrei scrivessi…ma ancora più importante Jake…voglio che sia sul polso, voglio poterlo mostrare, piccolo ma visibile.. – mi sorride.
-Questo Edward ti fa dannatamente bene! E io voglio, assolutamente devo conoscerlo! – abbasso la testa.
-Non hai idea di quanto vorrei che fosse qui oggi, di quanto desidero mandargli un biglietto aereo per domani…ma lui è con la sua famiglia e a Gennaio iniziano le gare nazionali di pugilato e…non si può muovere. E mi manca…come se fossimo già oltre quello che è nato in questi giorni. Non mi è mai mancato così tanto qualcuno Jake.. – ammetto arrossendo. Lui mi stringe la mano e sorride.
-Entriamo al caldo..abbuffiamoci come ogni anno…poi penseremo al tuo tatuaggio meravigliosamente positivo e poi…poi gli risponderai a questa mail, quando avrai bevuto più del necessario e i tuoi freni inibitori spariranno. Gli dirai che ti stai innamorando e che non vedi l’ora di tornare a Londra da lui, perché ti manca…avanti Bells! – scendo dalla macchina seguendolo, ma non credo che quelle siano le parole giuste da dire ora, in questo momento a Edward.

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E invece è esattamente quello che faccio alle due di notte, quando da lui sono le dieci della mattina. Scrivo la mail con le parole che mi ha detto Jacob, tralasciando il fatto che mi sto innamorando “Edward…non vedo l’ora di tornare a Londra, da te..mi manchi…ti voglio bene, tanto. Bella”.
Testo corto e forse anche esagerato ma…dannazione se dopo questa giornata non mi mancava! Avevo passato il pranzo insieme a quella che reputavo la mia famiglia, e che in realtà lo era…con l’acquisizione della ragazza di Jacob, che oggi avevo imparato a conoscere e a cui volevo già un gran bene. Avevamo avuto modo di parlare insieme mentre Jacob e mio padre si davano da fare a sistemare le tavole e le sedie. E’ una ragazza molto carina e gentile, delicata..non so come faccia a stare con uno come Jake, ma…sembra molto innamorata ed io sono felice per loro. Anche nel mio amico noto che qualcosa cambia nel suo sguardo quando la guarda e non posso che esserne felice.
Il pomeriggio Jake aveva deciso di tatuarmi, questa volta avvisando mio padre che aveva sbuffato ma che, paradossalmente, aveva approvato la mia nota positiva in quel marchio che tanto odiava. Sue si era fatta due risate insieme a Billy, mentre Leah e Seth mi prendevano in giro per quella moda che loro non concepivano. Strano…ma vero!
Così avevo deciso di passare la sera con i miei vecchi amici, ci era bastata una coperta, un termos di cioccolata calda, un falò e dei tronchi asciutti dove sederci. Eravamo rimasti a casa di Jacob. Come succedeva ogni anno a Natale…e non potevo chiedere di meglio in quella serata. A parte Edward, ma lui era a Londra.
Abbiamo ripercorso vari momenti, mentre sorseggiavamo la nostra bibita, avevamo canticchiato canzoncine stupide e rimasti in silenzio alcune volte, se si toccavano argomenti scomodi. Poi Seth se n’era uscito con una notizia che aveva fatto rizzare tutti i peli del corpo ad ognuno di noi.


Flashback

-Io…devo confessarvi una cosa e…non vorrei davvero che…ci fosse qualche problema. Lo sapete, siete i miei amici più fidati e…Bella e Leah sono addirittura mie sorelle… - quelle parole mi avevano sciolto. –Sono…sono gay… - aveva mormorato. Jacob non ha aspettato un secondo di più, è corso in casa ed ha svuotato la riserva degli alcolici, portandoci di tutto e lasciando molte bottiglie di fronte al nostro amico. Io ero sconvolta ma la faccia di Leah era da fotografare, e da tenere per riderci su quando avremmo ricordato questo momento.
Seth stava in silenzio, incapace di muovere ancora le labbra per dire qualcosa, e potevo capirlo benissimo. Presi la bottiglia di crema al whiskey e ne versai abbondantemente dentro il mio termos, scoppiando poi a ridere.
-Dio mio! Manco per un anno da casa e il mondo gira al contrario! Ero figlia unica e mi sono ritrovata un fratellastro in arrivo e due acquisiti, un amico di infanzia, quello che mi toccava il culo e le tette fin da bambino confessa di essere gay. Litigo come non mai con Jacob…e Leah è senza parole. Pazzesco! – faccio ridere tutti e almeno sono felice per averli distolti un attimo da Seth.
-E non dimentichiamo la parte più importante! Bella si è innamorata di un pugile, che molto probabilmente è innamorato perso di lei…che è dall’altra parte del mondo ora! – sghignazzo anche se effettivamente non c’è molto da ridere.
-E così…così sei…- Leah non riusciva a parlare davvero. Mi allungai passandole una bottiglia di Jack Daniel’s, il suo preferito. Non lo versò neppure nel termos, si attaccò alla bottiglia e Jake scoppiò a ridere. –Cielo! Tu sei gay?! Ho un fratello omosessuale?! E…perché non me l’hai mai detto?
-Perché mi vergognavo… - ammette.
-Beh..ora non devi farlo più..ci siamo noi, qualunque cosa accada.. – lo guardo negli occhi mentre lo dico ed è la verità. Io sento che è così, perché nonostante tutto…lui non mi ha mai abbandonato.

Flashback

Non sono tornata a dormire a casa. Di comune accordo abbiamo deciso di tornare un po’ ai vecchi tempi, io e Leah occupiamo il divano, i suoi piedi sono a contatto con la mia faccia, ma non me la sentivo di lasciarla da sola o addirittura farla dormire con Seth. Lui era raggomitolato sulla poltrona, sapevo che non dormiva, stava sbuffando troppo per i miei gusti. Mentre sua sorella aveva bevuto così tanto da crollare appena toccato il divano. La confessione del più piccolo di noi l’ha sconvolta, e forse un po’ posso capirla.
-Dormi? – chiesi alzando la testa ed appoggiandola sul bracciolo del divano, Seth girò la testa verso di me.
-No..non ci riesco! Forse avrei dovuto bere quanto Leah! – sbuffò.
-No, non avresti dovuto! – lasciai un’occhiata a quella scema che russava profondamente con i miei piedi sulla faccia e poi parlai nuovamente. –Non ti preoccupare per lei, vedrai che presto lo accetterà..è solo questione di tempo!
-Tu credi?! Io non penso che sia così facile…forse tu non ti ricordi come è fatta, ma ci vivo insieme e …se mai dovessi trovarmi un compagno, per lei sarebbe tragico.. – lo guardai, mentre volgeva la testa al soffitto, avvilito dal senso di colpa per non averlo detto prima e dalla vergogna di essere così e di non piacere più a sua sorella. Come facevo ad aiutarlo? Come potevo fargli capire che l’affetto di una sorella non svanisce solo per queste piccolezze? Io…proprio io che non ho avuto una vera famiglia?!
-Ho una proposta da farti.. cosa ne dici se…vieni a Londra con me? Insomma..potresti portarti la macchinetta fotografica e fare qualche scatto. Ti prendi questo come progetto e parti insieme con me.. – non so da dove mi è uscita questa richiesta, ammetto di essere stupita io stessa, e forse la sua faccia mi assicura che sono stata stupida.
-Bella ma che dici? Non posso lasciare Leah, mia madre…insomma…certo sarebbe bella come idea. Avevo pensato di iniziare a fare questo nell’anno nuovo, girare per raccogliere delle foto e farci un libro ma…Londra? – sembrava combattuto.
-Facciamo così..Partiamo la terza settimana di gennaio e tu hai tutto il tempo per pensarci. Dormirai con me ovviamente, niente albergo, niente spesa extra..solo il biglietto aereo e la possibilità di vedere Londra. Nella settimana che mi resta fuori dalle lezioni ti porto un po’ in giro e ti accompagno a vedere cosa ne vale la pena…e tu…puoi iniziare questo nuovo percorso e dare il tempo a tua sorella di riflettere..che ne dici?
-Allora…allora dici sul serio? Credi che…Leah potrà cambiare idea nonostante tutto?
-Le serve solo del tempo… - ci speravo, perché nonostante tutto Seth era un caro amico.
-Allora…ci penso e ti faccio sapere…ma tu non dovevi partire alla fine di gennaio? – fui io ora ad alzare la testa verso il soffitto, sotto il suo sguardo curioso. –Vorresti partire per il pugile, vero?!
-Seth…è…complicato..
-Si..come tutto Bella! Io non sono Jake o Charlie, ma capisco perfettamente la situazione! Tu credi che io e Leah non abbiamo mai visto nulla nel passato, ma la verità è che abbiamo solo cercato di tenerti lontana dai cattivi pensieri e fatto in modo che ignorassi la mente…Ora invece…neppure noi riusciamo più a tenerti qui al sicuro..e la tua mente sta seguendo il tuo cuore, che ora è a Londra…vuoi tornare prima, è normalissimo…
Aveva ragione.
Non vedevo l’ora di tornarmene a Londra, parlare con Edward, guardarlo negli occhi, tenerci per mano…volevo continuare a far sbocciare qualcosa che era agli inizi e che io ho troncato in partenza. Ma perché tutti lo capivano ed io ero così tonta?!
-Tu..cosa credi che debba fare? – lui scoppiò in una risata sommessa.
-Lo stai davvero chiedendo a me Bella?! Stasera ho confessato ai miei migliori amici e mia sorella che mi piacciono gli uomini…ho preso a quattro mani la mia paura più profonda e l’ho gettata dalla finestra…e tu mi chiedi cosa devi fare? Devi tornare a Londra e buttare dalla finestra le tue paure, farle schiacciare da un bus e farle a pezzi con il trita carte! Non aver paura di soffrire per amore Bella…
Non abbiamo più parlato. Seth si è addormentato dopo un’altra ora abbondante, ed ha preso a russare come Leah, io invece sono rimasta a rimirare il soffitto. Tutti mi consigliavano di buttarmi, e forse inconsapevolmente, io avevo già iniziato ad addentrarmi sulla spiaggia, desolata…mi spettava solo il tuffo nel mare. Ma quello lo avrei fatto solo difronte a lui. Edward.
Quanto mi manca.

Capitolo 23



Pov Bella.


I giorni passavano lenti..gli unici momenti felici e veloci erano le telefonate con Edward. Dopo le prime sere mi ero organizzata con il computer, in modo da poterlo guardare con una risoluzione migliore e uno schermo più grande. Parlavamo di tutto, non c’erano argomenti prediletti, lui mi raccontava la sua giornata, io raccontavo la mia. Non ci eravamo più sbilanciati come quella prima telefonata, ma ogni giorno mi chiedeva se avevo fatto pace con Jacob.
Jacob non aveva provato a mettersi in contatto con me ed io non l’avevo fatto con lui. Non sapevo neppure come ci saremmo organizzati questa volta per le feste, ma l’idea di sedermi al tavolo con lui, in queste condizioni mi lasciava a dir poco ansiosa e timorosa…Non volevo rovinare la giornata a nessuno.
Qui da me…è ancora il ventiquattro dicembre..a Londra è già il venticinque. Io ed Edward avevamo deciso che oggi non ci saremmo sentiti perché troppi impegni, troppe cose da fare…non era consono. Solo che adesso, chiusa in camera mia, mentre mio padre e Sue sono di sotto a guardare la televisione, mi sento immensamente sola e vorrei disperatamente ascoltare la sua voce, almeno per qualche secondo.
Mi rendo conto da sola che le cose sono andate ben oltre a quello che prevedevo, ma sinceramente ora come ora, mi va bene così. Lo so che non posso tornare indietro, che non posso salvarmi da una ferita o da una delusione, so che ormai il mio cuore è già volato via, lasciandomi un vuoto ricompensato solo dalla sua voce e dagli occhi verdi che riesco a vedere tramite uno schermo. Eppure…eppure non ci siamo mai sbilanciati troppo. Non ci siamo detti “ti voglio bene” o qualcosa di più..non ci siamo detti “Per me sei importante” forse perché i nostri gesti parlano chiari da soli…Non ci siamo più detti “mi manchi” perché avevamo capito che entrambi, rispettivamente, lo sapevamo. Aspettavo le quattro del pomeriggio con ansia, per chiudermi in camera e accendere il computer, ma durante la giornata ero sobbarcata da mail da parte sua, che evitavano di farmi sentire sola. Oggi però…non ne ho ricevuta nessuna, oggi…il suo silenzio è stato totale..e mi manca…mi manca tanto. E questo non riesco a sopportarlo davvero, essermi attaccata così tanto a lui, in così poco tempo…Sospiro forte, continuando a guardare lo schermo del mio pc, spento, il telefono tra le mie mani che non da segni di vita. Quando bussano alla porta mi riscuoto dal mio torpore.
-Bells, posso? – annuisco, lasciando che mio padre entri, socchiudendo la porta dietro di se. Quando lo vedo incerto su dove sedersi gli faccio posto sul letto. Togliendo di mezzo anche la scatola di cioccolatini di Carlisle, che mi fa compagnia da un po’ di tempo. Non ne ho assaggiato neppure uno, non perché non mi piacciono, ma…perché voglio condividerli con qualcuno di importante.
-C’è qualcosa che non va papà? – non so se sia la vicinanza di Sue, il fatto che ora vive in questa casa e che aspetta un figlio, non so cosa sia ma mio padre sembra rinato e felice e spensierato addirittura. E questo mi rende estremamente serena e contenta. Mi permette di non sentirmi in colpa, mi permette di ringraziare Dio per aver dato qualcosa per cui sorridere a mio padre, che se lo merita infinitamente.
-Non per me…ma tu? Questa è la prima volta che tu e Jacob siete così distanti…e non parlo in termini fisici…mi chiedevo se…insomma come ti senti? Domani è Natale… - già. Domani è Natale. Il primo Natale in cui io e Jacob non abbiamo confezionato i regali insieme, il primo anno in cui io e lui non siamo andati al centro commerciale a Port Angeles a comprare i regali dell’ultimo minuto, bevendoci una cioccolata calda mentre passeggiavamo nel parchetto interno del centro. In realtà non è il primo anno, l’hanno scorso siamo stati divisi dalle necessità.
-Mi sento bene papà.. – giocherellavo con la scatola di cioccolatini, aprendola.
-Che..cosa sono quelli?
-Cioccolatini..Edward dice che sono speciali..suo padre me li ha regalati per Natale ma…beh ecco…sono più per dire “Benvenuta!” – ovviamente il suo sguardo parla chiaro, stupore! –Lo so..e non lo capisco neppure io dato che tra me ed Edward non c’è assolutamente nulla, per ora, ma..è un bel regalo..qualunque cosa voglia significare per lui. Ne vuoi uno? – lui era una persona con cui potevo condividerli anche tutti. Tranne uno..uno l’avrei tenuto per Edward. Allunga la mano e ne sceglie uno, lo scarta e lo mangia.
-Sono proprio buonissimi! Dovrai portarmene una scatola la prossima volta che torni a casa! – sorrido e ne prendo uno anche io, per assaggiarlo. Mentre lo scarto, ripenso agli altri anni, al Natale passato insieme alla famiglia Black, ogni anno la stessa cosa, ormai una tradizione che non volevo spezzare…neppure ora.
-Non importa se io e Jake non ci parliamo papà..so quanto è importante per te passare la giornata di domani insieme a Billy..e non ti voglio assolutamente privare di questo momento per cui…andiamo pure a pranzo da loro. Mi sforzerò di essere civile e di mettere da parte i miei problemi. Ho voglia di normalità e…routine, tradizioni che non sbiadiscono negli anni. Mi voglio sentire a casa, come ogni volta..mi voglio sentire felice e completamente circondata dall’amore e dall’affetto dei nostri amici più cari…infondo io e Jacob dovremo parlare prima o poi, magari domani sarà il momento giusto per iniziare a guardarci ancora in faccia.. – mormoro. La situazione che sto vivendo mi fa stare un po’ male, perché è tutto così dannatamente triste. Non ho voglia di rinunciare al Natale di ogni anno, non ho voglia di rinunciare alla tradizione…e voglio che Jacob ed io parliamo e torniamo come una volta. Mi manca.
-Sei sicura Bells? Perché io ero venuto qui per dirti che se non te la sentivi potevamo stare io e te a casa e…chiamavamo la rosticceria, senza neppure cucinare tanto! – mi soffermo a guardare mio padre. L’uomo che capisce quello che provo con uno sguardo, anche Jake una volta era così…ora non più. E’ normale che il proprio padre capisca quello che pensi, come ti senti..i tuoi problemi e i momenti felici, solo guardandoti..ma era bello avere un amico che riusciva nello stesso modo. Ora che Charlie è qui, di fronte a me, con quegli occhioni un po’ tristi, ma determinati, con qualche segno del tempo che passa sul volto, i capelli neri che lasciano spazio a quelli bianchi, i baffetti che gli danno l’aria da duro, quando in realtà è un tenerone…capisco che non potrà mai esserci un altro come lui nella mia vita. Che nessuno può capirmi come mio padre, che nessuno saprà come farmi stare bene, come lui…e poco importa che il mio cuore faccia lampeggiare il nome di Edward…so che sarà così, per sempre. Quello che fa Edward è qualcosa di completamente diverso..lui fa stare bene il mio corpo, il mio cuore..si prende cura dei miei occhi tristi e delle ferite d’amore passate..ma mio padre, cura tutta me stessa. Cura le ferite che ho ottenuto nel mio cammino, riempie i vuoti della solitudine, ed è capace di regalarmi un amore sconfinato, che nessuno potrà donarmi mai.
-Sono sicura papà! – gli sorrido, accarezzandogli la mano sopra il letto.
-Ehm…c’è…c’è un’altra cosa che vorrei…ehm..chiederti.. – annuisco, facendogli segno che può parlare liberamente. –Ecco…sono giorni che..ti rinchiudi qui per…tutto il pomeriggio, mi chiedevo se…c’è qualcosa che non va con noi.. – lo guardo con gli occhi fuori dalle orbite.
-Stai scherzando papà?! No! Assolutamente! – scuoto la testa e il volto di Edward sorridente mi arriva come un tornado in testa e vedo solo lui per qualche secondo.
-Sicura? Perché..io e Sue, stavamo pensando che magari…si insomma ti andava di andare da qualche parte..e..non vogliamo trattenerti Bells, non sei obbligata a stare a casa.. – le guance sono un po’ arrossite ed io sorrido dolcemente.
-Papà..tu e Sue siete meravigliosi, e non ho nessunissimo problema a stare con voi solo che…Londra è otto ore avanti e..le uniche ore in cui posso parlare con Edward senza interrompere le sue giornate di preparazione sono quelle del pomeriggio e… - arrossisco –Non ho voglia di perdermele…ancora. – sussurro l’ultima frase.
-Tu..ehm..passi tutto il pomeriggio qui a..parlare con..quel ragazzo? – sembrava confuso e un po’ contrariato.
-Si papà..so che..non è per niente…insomma. Dovrei stare con voi…e…beh ora scendo di sotto. Prometto di rimandare ad altri momenti le nostre videochiamate.. – lascio tutto sul letto e mi alzo, precedendolo alla porta. Lui mi segue in silenzio. Oggi non sentirò Edward, e nei prossimi giorni cercherò di organizzarmi per stare più tempo possibile con Charlie e Sue.

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Quando mi sveglio sento odore di cioccolata calda. La sveglia non ha suonato, ma sono così abituata a questi orari che ormai il mio corpo si riscuote da solo. Infatti sono le nove ed ho tutto il tempo di prepararmi e raccogliere le cose che dovremo portare a casa Black. Sue ieri sera mi ha detto che ci saranno anche Leah e Seth, ed ho gioito nel trovarmi assieme ad altri amici, e non da sola con Jacob. Mi crogiolo un po’ tra le calde coperte e voltandomi trovo una tazza coperta con un piattino e un bigliettino.
“Io e Charlie siamo andati a fare una passeggiata…quando ti svegli apri la finestra…ci vediamo fra qualche ora! Sue”
Sorseggio un po’ del liquido denso e ancora caldo e capisco che non è da molto che sono usciti, seguo il suo consiglio e alzandomi dal letto apro la finestra. La prima cosa che noto è il bosco di fronte ai miei occhi, ma non resto stupita da quello…quello che mi lascia completamente a bocca asciutta è che è tutto bianco. Stanotte ha nevicato. Sul vialetto le impronte delle ruote del pick-up. Afferro il telefono e scatto una fotografia, sperando che la mia connessione Internet non mi abbandoni proprio adesso.
Non lo so perché, non so cosa sente il mio cuore, ma la prima persona a cui penso è Edward.
Lui che ora di sicuro starà seduto sul divano di casa sua, dopo aver festeggiato insieme ai suoi genitori e sua sorella Rosalie. Lui che mi ha detto “Non sono sicuro di riuscire a chiamarti in questi due giorni!!”, lui che quando l’ha detto mi è sembrato triste e distaccato, come non lo è mai stato.
Ed è così facile comporre la mail e allegarci la foto, consapevole che non avrà risposta.


          To: edcullen41@gmail.com
          Object: Buon Natale
Ho appena aperto gli occhi e questo è lo spettacolo che vedo dalla mia finestra. Non so come sia il tempo lì a Londra, non so se anche da te questa notte ha nevicato ma…so…che in questo momento vorrei che fossi qui…con me.
Mi manchi…ti voglio bene.
Buon Natale.
Bella.


Era stato così semplice scrivere quelle cose, come se la neve mi avesse dato il coraggio che mi serviva per essere sincera, per lasciarmi andare definitivamente. Come se quella pioggia ghiacciata bianca avesse fatto in modo che il mio cuore si sciogliesse, si lanciasse definitivamente verso un ragazzo dall’altro lato del mondo rispetto a dove sto io ora. Prendo la vestaglia in pile e le ciabatte e scendo le scale velocemente, afferrando la copertina in pile e la sciarpa e andando a sedermi sul dondolo sotto il portico. E’ così bella quest’aria fredda sul volto, nonostante io sia freddolosa oggi mi sento così bene che vorrei stare qui per sempre. Amo la neve. Mi piace stare ore a guardarla cadere, mi piace uscire e toccarla in ogni dove. Mi piace addirittura quando è sporca ai lati della strada. Mi piace anche se è un disagio per la mobilità e mi piace anche quando se ne sta lì, ferma in tutta la sua gloria, dopo essere caduta tutta la notte.
E mentre guardo il prato di fianco a casa, completamente bianco, che sembra così soffice, ma così soffice che mi vien voglia di buttarmici in mezzo..capisco perché ho pensato subito ad Edward. A me la neve fa emozionare, mi fa venir voglia di cantare, di scartare i regali, di girare con i campanellini e intonare Jingle Bells tutto il giorno. Ho voglia di stare con le persone a cui voglio bene, ho voglia di tornare bambina e giocare a palle di neve, ho voglia di fare un pupazzo, come quelli che da bambina mi aiutava a fare Charlie. La neve mi fa venir voglia di stare seduta a guardarla, con una coperta, un libro, una cioccolata calda e il calore di un abbraccio sincero. La neve mi fa venir voglia di famiglia. Ed ora, il pezzo della famiglia che mi manca è a Londra, ignaro che dentro di me sta nascendo tutto questo.
Una lacrima calda solca il mio viso freddo e la caccio via, sperando che le altre, racchiuse dai miei occhi, perdano la voglia di raggiungere la prima. Sto lì, a sorseggiare la mia bevanda, con il telefono tra le mani, sperando che prenda a vibrare…e quando lo fa chiudo gli occhi, sperando che sia Edward, e lui soltanto.
Quando apro gli occhi, dopo qualche secondo sorrido.
-Ehi…
-Ehi.. – i nostri saluti completamente mormorati. Il mio cuore felice che il suo desiderio sia stato esaudito.
-Come stai?
-Bene..tu? – mi sorride, lo vedo seduto in un letto che non riconosco.
-Bene..sono a casa dei miei genitori..oggi non mi muoverò di qui…dicono che ultimamente passo troppo tempo nel mio appartamento! – sorrido, anche se gli occhi sono lucidi.
-Mi dispiace averti disturbato.. – mormoro.
-Non l’hai fatto..e..qui non ha nevicato! E’ un peccato perché io ero già pronto a riempire mia sorella di neve fino dentro le mutande! – sghignazza ed io lo seguo, con gli occhi che si riempiono ancora di più.
-Hai mangiato tanto? – sorseggio la mia cioccolata, benedicendo Sue che stamattina mi ha coccolata così. Avevo proprio bisogno di un po’ di affetto mattutino.
-Assolutissimamente si! Mamma oggi ha dato il meglio di se..potevano venire a mangiare tutti gli studenti dei suoi corsi! – apprezzo la sua voglia di scherzare e alleggerire la situazione, e lo seguo ridendo alla sua battuta.
-Io mi sono svegliata da poco..sto finendo ora la mia colazione…Cioccolata! Sue mi ha coccolata! – sorrido. –Mi ci voleva proprio un po’ di affetto oggi..la neve mi fa sempre questo effetto…
-Bella… - lo interrompo, prima che possa dire qualcosa, prima che possa rovinare questo momento.
-Non serve che dici nulla Edward..sono stata stupida a pensare una cosa del genere…dimenticalo, okay? – sorrido, ma gli occhi mi tradiscono. Guardo la neve, sperando che mi dia il coraggio necessario per dire qualcos’altro. –Cosa ti ha regalato Rosalie?
-Non ho voglia di parlare dei regali..ma di quello che hai detto tu.. – la sua immagine sparisce e l’audio anche. Non sento, non vedo…non so neppure se lui sente o vede. La chiamata termina.
Chiudo Skype, accorgendomi in quel momento che le lacrime hanno preso a cadere dai miei occhi, nel momento in cui Edward non era più sul display del mio telefono. Entrai in casa, abbattuta e corsi a farmi la doccia. Avevo sprecato anche troppo tempo quella mattina. Il getto caldo ha il potere di farmi rilassare, di darmi la possibilità di calmarmi e rasserenarmi. Mentre asciugo i capelli sento la porta di ingresso aprirsi e so che tra poco dovremo andare.
Quando sono pronta raccolgo le mie cose e scendo di sotto, prendendo il cellulare e controllandolo. Una mail.


          To: bellswan@gmail.com
          Object: Buon Natale anche a te
Il telefono si è scaricato, mi dispiace da morire. Ti scrivo dal computer di mio padre, sperando di tornare a casa il prima possibile per poterti chiamare di nuovo.
Non sono riuscito a dirti quello che volevo. Spero che dirtelo ora sia la stessa cosa, anche se non senti la mia voce sincera e dolce..
Vorrei essere anch’io con te, non sai quanto..e non sei affatto stupida! Smettila di ripeterlo per favore.. E..puoi dirmi quello che vuoi, quando vuoi..non importa se sia notte fonda o mattina presto o pomeriggio tardi..sono qui, quando vuoi…non pensare di disturbare, tu non disturbi mai. Spero che oggi sia davvero una bella giornata anche per te…per me lo è da quando mi hai mandato la mail qualche ora fa. Goditi la neve.
Mi manchi piccola..mi manchi tanto.
Buon Natale…ti mando un bacio.
Edward.
Ps: ti voglio bene anche io.


-Bells, tutto okay? – scuoto la testa in senso di negazione e mi siedo sulla sedia della cucina appoggiando la testa sulle braccia, mentre piango. Dio quanto mi manca! Dio quanto è dolce. E…mi ha chiamata piccola. Non l’ha mai fatto. E mi manca..mi manca dannazione. E vorrebbe essere con me e…io sono una stupida! Sono stupida perché mi sono fatta tanti problemi e lui invece è perfetto.
Sento due braccia leggere circondarmi le spalle.
-Andrà tutto bene Bella..tornerai a Londra e sarai felice…devi cercare di resistere… siamo molto contenti di averti a casa, ci mancavi…ma so quanto è difficile stare lontani dalla persona che si ama..per cui..quando vorrai tornare a casa sappi che noi saremo contenti lo stesso.. – annuisco silenziosa, mentre mi faccio coccolare un po’ da quella nuova mamma che ho acquistato in questi giorni. Perché mai nessuno si era comportato così con me.